Alfonso Maruccia

Oracle e Google, pesi massimi a testimoniare

Il caso di appello per il copyright delle API Java si avvia alla conclusione, con la giuria che delibererà entro la settimana. Le ultime testimonianze dei pezzi grossi dai fronti opposti

Roma - Il nuovo processo sul copyright di Java si avvia alle battute finali, con i pezzi da novanta di Google e Oracle a perorare la rispettiva causa e una prospettiva ben precisa per tutti: nelle prossime ore la giuria si riunirà per formulare un verdetto, e a qualcuno la decisione andrà sicuramente di traverso.

Sul fronte della difesa, il CEO di Alphabet e co-fondatore di Google Larry Page ha continuato ad affermare che il comportamento della corporation è stato sempre e comunque legittimo: Sun ha stabilito che Java doveva essere un progetto open source, ha dichiarato il manager, quindi Mountain View ha usato gratuitamente qualcosa che era già a costo zero.

L'implementazione Android delle API di Java contese nel processo è stata "originale e trasformativa" ha ripetuto Page, e Google ha agito in maniera responsabile e attenta nel merito delle questioni riguardanti la proprietà intellettuale.
E i 43 miliardi di dollari che Google avrebbe guadagnato da Android come sostiene Oracle? Mai visti, ha detto ancora Page, Google fa soldi con l'advertising e la ricerca online mentre la stragrande maggioranza dei profitti derivanti dal business Android vai ai carrier mobile e ai produttori di terminali.

Come prevedibile, le ultime testimonianze dell'accusa sono state di parere diametralmente opposto: il co-CEO di Oracle Safra Catz ha definito Android un colpo "devastante" per il business di Java, visto che improvvisamente la virtual machine avrebbe perso tutto il suo appeal presso i produttori grazie alla disponibilità di un sistema concorrente e - al netto dei servizi proprietari di Google - del tutto gratuito.

Prima di Android, ha spiegato Catz, Java era la tecnologia base adottata dai produttori di smartphone (iOS escluso): dopo Android, invece, partner come Samsung hanno ridotto i pagamenti per lo sfruttamento della VM da 40 milioni di dollari a un solo milione.

Il dibattimento in aula si è concluso lo scorso venerdì, e il giudice distrettuale William Alsup ha mandato a casa la giuria per la pausa del weekend: nelle prossime ore verranno ascoltate le arringhe conclusive e poi i giurati si riuniranno per formulare la sentenza.

Alfonso Maruccia
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9 Commenti alla Notizia Oracle e Google, pesi massimi a testimoniare
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  • ma ha senso sprecare tutti questi $$ dei contribuenti per questa CAZZATA? (e anche i clienti di oracle non dovrebbero essere troppo contenti... )

    Samsung ha ridotto gli investimenti in giava per colpa di android (e quindi di google) che abusava di java? Ma se Samsung faceva parte di OHA (open handset alliance) che ha "battezzato" android?? E poi java era gia' aperto quando android e' stato presentato e c'erano gia' implementazioni come icedtea.......
    non+autenticato
  • Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java è una tecnologia che crea più problemi di quanti ne risolve. Visto che amministro una rete di circa 150 utenti in due stati penso di poter dire la mia. Per quanto mi sia possibile evito di implementare soluzioni Java ormai da 3 anni, ritenendolo un importante fattore decisionale nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro. Si tratta principalmente dei numerosi problemi che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la versione corrente, costringendomi ad installare diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo se tutto va per il meglio, sono stato anche costretto ad abbassare il livello di sicurezza di Java stesso per consentire l'utilizzo di applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o 3 anni dall'implementazione.
    non+autenticato
  • Stiamo rimpiazzando un sacco di moduli in .NET con nuovi servizi sviluppati in Java.
    E' il terzo cliente dove vedo progetti simili.
    non+autenticato
  • Fortuna che l'uso di Java si va a mano a mano a ridurre...una delle peggiori piaghe dell'informatica con falle, bug, blocchi e problemi a non finire per qualsiasi applicazione sviluppata per esso.
    non+autenticato
  • Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java è una tecnologia che crea più problemi di quanti ne risolve. Visto che amministro una rete di circa 150 utenti in due stati penso di poter dire la mia. Per quanto mi sia possibile evito di implementare soluzioni Java ormai da 3 anni, ritenendolo un importante fattore decisionale nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro. Si tratta principalmente dei numerosi problemi che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la versione corrente, costringendomi ad installare diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo se tutto va per il meglio, sono stato anche costretto ad abbassare il livello di sicurezza di Java stesso per consentire l'utilizzo di applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o 3 anni dall'implementazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MadCatz
    > Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java
    > è una tecnologia che crea più problemi di quanti
    > ne risolve. Visto che amministro una rete di
    > circa 150 utenti in due stati penso di poter dire
    > la mia. Per quanto mi sia possibile evito di
    > implementare soluzioni Java ormai da 3 anni,
    > ritenendolo un importante fattore decisionale
    > nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro.
    > Si tratta principalmente dei numerosi problemi
    > che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la
    > versione corrente, costringendomi ad installare
    > diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo
    > se tutto va per il meglio, sono stato anche
    > costretto ad abbassare il livello di sicurezza di
    > Java stesso per consentire l'utilizzo di
    > applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o
    > 3 anni
    > dall'implementazione.

    Stiamo rimpiazzando un sacco di moduli in .NET con nuovi servizi sviluppati in Java.
    E' il terzo cliente dove vedo progetti simili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MadCatz
    > sono stato anche
    > costretto ad abbassare il livello di sicurezza di
    > Java stesso per consentire l'utilizzo di
    > applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o
    > 3 anni dall'implementazione.

    Invece che abbassare il livello di sicurezza, è possibile creare una policy per autorizzare le applicazioni o le loro fonti; la policy va poi firmata e distribuita sui device.

    Può anche essere autofirmata, ma in questo caso occorre aggiungere la propria "authority" a quelle riconosciute da Java.

    Funziona perfettamente, se non fosse che, nonostante quanto scritto sulla documentazione, ad ogni aggiornamento di Java tocca ridistribuire la policy - e riregistrare l'authority, se è autofirmata...