Thomas Zaffino

L'India non è un paese per Apple

Niente esonero per Cupertino, che dovrà rispettare le regole per il commercio che si applicano a tutti i marchi. Con il Governo locale non è scoppiato ancora l'amore

Roma - Apple sta cercando in tutti i modi di espandere la propria presenza in India, mercato in più rapida crescita per quanto concerne la vendita di smartphone. Nei piani di Cupertino c'era l'intenzione di fare cassa nel subcontinente attraverso la vendita di terminali ricondizionati: nelle priorità di Nuova Delhi, tuttavia, c'è l'impiego di manodopera e di fonti di produzione locali. Le autorità del paese, pertanto, hanno bloccato il piano di Apple.

Se ciò non bastasse, le medesime autorità hanno fatto sapere (in via ancora ufficiosa) che non intendono concedere alla Mela nessun tipo di esonero riguardo all'attuale normativa circa l'apertura di negozi retail da parte di operatori stranieri. Per aprire negozi monomarca sul territorio indiano, infatti, occorre che almeno il 30 per cento della merce venduta sia di provenienza locale, sia sul piano della manodopera che dei materiali.

Una modifica dello scorso anno alla legislazione aveva esonerato dalla regola i rivenditori stranieri di prodotti ad alta tecnologia. Le autorità indiane non hanno tuttavia ritenuto per ora di fare rientrare in tale eccezione i prodotti Apple. Questo è quanto emerge da un'indiscrezione raccolta dall'agenzia Reuters, che sottolinea come la decisione del Ministero delle Finanze non sia ancora pubblica.
Secondo la fonte, un alto funzionario del ministero, Apple avrebbe presentato una richiesta di esonero. Dall'esame del materiale presentato, tuttavia, non sarebbero emerse le condizioni necessarie ad accontentare la richiesta, non potendo considerare quelli di Apple come investimenti in "stato dell'arte" o "tecnologia di avanguardia". Inoltre, la maggior parte dei prodotti dell'azienda è realizzata in Cina.

La decisione segna una battuta d'arresto per l'azienda statunitense, a distanza di pochi giorni dal viaggio dell'amministratore delegato Tim Cook, il quale ha incontrato il primo ministro Narendra Modi. Cupertino prevedeva di aprire almeno tre negozi in India entro la fine del 2017, secondo alcune indiscrezioni provenienti da fonti interne. Dopo le dichiarazioni del Ministro, appare difficile che possano concretizzarsi i piani della casa della mela.

Una buona notizia, tuttavia, giunge dal principale fornitore di Apple, Foxconn. L'azienda cinese avrebbe infatti manifestato l'intenzione di voler investire una somma di 10miliardi di dollari per aprire una sede indiana in cui produrre gli iPhone. In tal modo, Apple potrebbe ottenere una quota di "produzione interna" in India, tale da permetterle di superare l'attuale vincolo e quindi offrirle la possibilità di ampliare la sua rete di vendita.

Thomas Zaffino
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