Torna Atari, e non è un gioco

Il marchio legato alle console del XX secolo finirà su una serie di dispositivi IoT. Grazie a un accordo che mette assieme popolarità e nuove tecnologie

Roma - Con un comunicato ufficiale, il produttore delle storiche console che hanno fatto la storia dei videogame a partire dagli anni '70 ha annunciato lo sfruttamento del suo marchio commerciale da parte della società Sigfox, azienda che produce device nel campo dell'IoT. In sostanza, il marchio Atari non tornerà sotto forma di console ludica.

Come si può leggere nel comunicato, la collaborazione tra le due società investirà un'ampia gamma di nuovi prodotti Atari, nei settori commerciali che vanno dalla casa agli animali, alla sicurezza ecc, per offrire ai consumatori "un modo facile per sapere in qualunque momento dove sono i propri dispositivi e in che stato si trovano".

Console Atari 2600

I nuovi prodotti si connetteranno direttamente alla rete wireless di Sigfox, attualmente funzionante solo in Europa e a breve disponibile anche in Italia, negli USA ed in Brasile. Secondo la società, ciò dovrebbe garantire maggiore longevità alle batterie, oltre a non richiedere alcun tipo di setup.
Per Engadget, Atari e Sigfox intendono concentrarsi sul mercato di massa e sul settore delle civic-utility, attraverso dispositivi che forniscano funzioni come GPS tracking, temperatura, pulsanti antipanico ecc. La produzione dei nuovi device dovrebbe iniziare entro la fine dell'anno, anche se la data non è stata ancora ufficializzata.

Copertura rete wireless Sigfox

In realtà, Atari non sarà coinvolta nella fase produttiva, aspetto che sarà curato essenzialmente da Sigfox. Essendo il marchio ancora popolare, infatti, l'accordo tra le due società fa leva sullo sfruttamento a livello di marketing del blasone della prima e delle tecnologia della seconda. Anche se la società ha proseguito nella ricerca di nuovi business, in seguito all'abbandono del settore videoludico, sia come produttore hardware che software, fino ad ora il ramo più proficuo si è rivelato proprio quello della concessione su licenza del proprio marchio.

Quello tra Atari e Sigfox non è certamente il primo caso di accordi per lo sfruttamento di un brand sul piano del marketing, basti pensare al caso del marchio Nokia che Microsoft ha recentemente concesso ad una nuova società, chiamata HDM Global, costituita da ex dipendenti di Redmond e della storica azienda finlandese, per la produzione di smartphone e tablet Android.

Thomas Zaffino

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