Milano Technology Hub/ Stampa 3D per lavorare

di S. Reale (www.3dgarage.it) - In occasione del principale appuntamento italiano dedicato alla stampa 3D professionale abbiamo sbirciato tra le soluzioni tecnologiche di punta del mercato

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Milano - Si è appena concluso il Milano Technology Hub, evento professionale dedicato alle tecnologie innovative per il futuro. All'interno di questa vetrina hanno suscitato particolare interesse il 3d Print Hub e l'Additive Manufacturing Hub, poiché la stampa 3D ha ormai raggiunto la maturità tecnologica necessaria per essere introdotta nel processo produttivo delle piccole, medie e grandi aziende grazie alla sua capacità di creare a costi limitati modelli, prototipi e prodotti personalizzabili sempre più complessi in brevissimo tempo.

All'appuntamento di Milano erano presenti molti dei top player dello scenario internazionale e praticamente tutti quelli italiani. Particolarmente curato, ma soprattutto interessante lo stand di DWS, azienda italiana protagonista del mercato professionale da anni. Nuova protagonista dell'azienda vicentina è la XFab: stampante 3d con tecnologia SLA (resina / stereolitografia). Punto di forza principale della XFab, che dichiara prestazioni professionali, è il prezzo. Il prodotto, direttamente derivato dall'esperienza DWS nel settore delle stampanti a resina, è stato ottimizzato per conquistare la fascia di mercato delle piccole medie imprese, dei professionisti, e dei laboratori orafi. L'area di stampa cilindrica è molto generosa (180x180 mm), le risoluzioni di stampa sono tra le migliori (10-100 micron) e il laser di cui si equipaggia la xFab è di tutto rispetto (Solid State BlueEdge BE-1300X).

In fiera anche Sharebot, unica azienda italiana produttrice di stampanti 3d ad essere presente sul mercato con tutte e quattro le principali tecnologie di stampa (Filamento, Resina DLP e SLA, Sinterizzazione). In uno degli stand più belli dell'evento, hanno fatto bella mostra di sé le nuove stampanti 3d professionali arrivate in casa Sharebot. Sharebot 42, stampante 3D professionale di quarta generazione, utilizza la tecnologia FFF (Fused Filament Fabrication) per realizzare prototipi e modelli di alta qualità e precisione alla massima velocità di stampa. Caratteristiche innovative quale la possibilità di essere controllata da remoto, ugelli intercambiabili, autocalibrazione del piano di stampa, risoluzione e pluralità di materiali stampabili, sistema di controllo e scorrimento filamento e pannello LCD a colori la collocano tra le desktop printer più interessanti. Caratteristiche simili anche per la sorella maggiore Sharebot Q, che si differenzia dalla 42 per un volume di stampa più generoso (297x420x300mm), la possibilità di usare bobine da 2,2 kg e un innovativo sistema di trascinamento del filamento che la rendono ideale per un uso professionale intensivo. Andromeda è invece la nuova arrivata con tecnologia SLA che punta a rivoluzionare il mercato delle SLA printer in ambito orafo e dentistico, grazie al volume di stampa unico per la categoria (250x250x250mm).
Blue Tek ha portato a Milano Futura 3d. Chi conosce il mondo della stampa 3d sa che quando si vuole stampare un oggetto di grandi dimensioni si può andare incontro ad una serie di problemi: il principale è il tempo di stampa, gli altri - sempre legati al primo - sono la possibile mancanza di filo, la corrente che si può interrompere e l'estrusore che si intasa. Il progetto Futura è stato sviluppato tenendo presente questi problemi: il doppio estrusore, ad esempio, dà la possibilità di velocizzare la stampa di grandi superfici, utilizzando un estrusore di grande diametro per le parti più importanti, mentre l'altro, di diametro più piccolo, viene utilizzato per i dettagli. Una serie di sensori avvisano dei possibili inconvenienti con allarmi o interrompendo il lavoro. Il volume di lavoro di Futura parte da 400x400x500 mm, per arrivare fino a 400x400x750 mm. Sono infatti due le versioni disponibili sul mercato.

Discreto interesse, anche per le stampanti 3d Gimax di Olivetti. Il modello di punta di casa Olivetti, 3d S2, nasce appunto dalla collaborazione con Gimax3D con lo scopo di rendere questa tecnologia più accessibile alle aziende, prestando un occhio di riguardo a qualità, sicurezza e servizi. Particolarmente apprezzate dagli utenti il volume di stampa da 400x400x400 mm, il doppio estrusore, gli ugelli intercambiabili e la scocca completamente in alluminio anodizzato.

Wasp, azienda storica italiana, anche in questo caso si è concentrata sul suo progetto principale, quello di realizzare stampanti delta di dimensioni oversize fino ad arrivare alla costruzione di manufatti architettonici.

Accanto al mondo delle stampanti 3d è cresciuto anche quello dei materiali e degli accessori. Tra le novità più apprezzate dai visitatori 3D Finisher, progetto incubato dall'Università Sant'Anna di Pisa, che permette la levigatura dei pezzi stampati e la loro finitura con pochi e semplici passaggi automatizzati. Il principio su cui si basa 3d Finisher è quello dell'aggressione controllata delle superfici stampate in plastica 3d da sostanze volatili quali l'acetone. Finisher garantisce che tutto il processo di finitura avvenga in ambiente isolato e controllato termicamente, e soprattutto secondo i più stretti canoni di sicurezza per la tutela degli utilizzatori. All'utente basterà inserire l'oggetto appena stampato in 3d all'interno della camera principale della macchina per avere in pochi minuti il pezzo completamente levigato.

Scan in a Box, a Milano, ha presentato invece un accessorio molto utile per l'utilizzatore del proprio scanner 3d, che attualmente è già uno dei prodotti dal miglior rapporto qualità prezzo. È in fase di lancio una tavola rotante che permetterà di rendere quasi completamente automatizzato il processo di scansione 3d di Scan in a Box. Questa novità proietta lo scanner low cost di Open Technologies verso una nuova fascia di mercato, rendendolo ancora più appetibile per gli utenti professionali.

Tra i produttori di filamenti FILOALFA è sicuramente tra i più attivi. Tra le novità appena introdotte segnaliamo le più interessanti: il PLA conduttivo e l'ABS V0. Il primo è un rivoluzionario filamento a base di PLA sviluppato in collaborazione con LATI, pensato per condurre elettricità. Grazie a questo materiale si aprono nuovi campi di utilizzo per la stampa 3d e nuove frontiere per la fantasia. Il PLA conduttivo è caratterizzato da una resistenza di 15ohm-cm lungo i layer e 20 ohm-cm perpendicolarmente agli strati. Cosa non meno importante, la sua lavorazione è completamente atossica e inodore fino ad alte temperature. ABS V0 è invece un Abs resistente alle fiamme, con certificazione V0, ovvero estinzione delle fiamme in 10 secondi. Questa caratteristica lo rende particolarmente indicato per la stampa di oggetti che possono essere impiegati in luoghi pubblici (esempio supermercati, installazioni di manifestazioni ecc.) e particolarmente indicato per realizzare pezzi che sono esposti per tempi prolungati a fonti di calore oppure per proteggere sistemi elettrici o circuiti elettronici.

Numerose in fiera, le nuove stampanti Form 2 a resina di Formlabs. Dopo il primo modello della stampante SLA made in USA, il secondo ha migliorato alcuni aspetti quali la gestione delle resine e la qualità del laser montato. Pur essendo una stampante di SLA a basso costo, Form 2 è un'ottima soluzione per aziende impegnate nella progettazione di oggetti particolarmente complessi ed orafi.

Assente ancora ingiustificato, Inventure, nuova nata di Zortrax. I produttori polacchi, dopo aver dettato gli standard di eccellenza della stampa 3d a filamento con il modello M200, hanno annunciato ormai da sei mesi l'uscita sul mercato di una nuova stampante 3d con doppia testa di estrusione e materiale di supporto solubile. Ad oggi, però, l'oggetto rimane misterioso facendo accrescere la curiosità del pubblico.

Stefano Reale
www.3dgarage.it
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