Luca Barbieri

Napster, ritorno d'immagine

Radicale cambio d'immagine per Rhapsody: il rinomato servizio statunitense di streaming musicale riesuma e fa proprio il nome della piattaforma di file sharing che aveva acquisito anni fa

Roma - "Nessun cambiamento alle tue playlist, ai tuoi preferiti, album o artisti. La stessa musica. Lo stesso servizio. Lo stesso prezzo. Il cento per cento della musica che ami. Rimani sintonizzato!": questo il contenuto del post apparso sul sito istituzionale di Rhapsody, popolare servizio di audio-streaming statunitense, corredato da un'immagine che riproduce il logo di Napster, glorioso sistema di file sharing che ha contribuito a scrivere la storia della musica online, prima di essere acquisito dall'azienda americana nel 2011. Le intenzioni di Rhapsody, secondo i bene informati, sono piuttosto inequivocabili: cambiare radicalmente la propria immagine e sfruttare la popolarità della storica quanto discussa piattaforma di condivisione per aumentare competività sul mercato e tenere testa a colossi del calibro di Apple Music e Spotify. A confermarlo è anche un portavoce dell'azienda. Ma, per l'appunto, si tratta soltanto di immagine.

Rhapsody diventa Napster

Napster, infatti, come molti ricorderanno, ha avuto una vita parecchio travagliata. Sviluppata da Shawn Fanning e Sean Parker, la prima architettura (quasi) peer to peer espressamente dedicata alla musica fu attiva da giugno 1999, diffondendosi su larga scala a partire dall'anno successivo. Fu subito contestata e diede luogo alla prima storica battaglia legale incentrata sulla condivisione online che culminò in un accordo con i detentori dei diritti nel 2001 e nello spegnimento dei server. Per onorare i patti, si tentò di convertire la piattaforma in un sistema legale a pagamento, ma senza successo. Il resto è storia dei nostri giorni.

Tornando a Rhaposdy, già l'anno scorso, senza troppi clamori, l'azienda aveva assunto la nuova denominazione in Canada. Il post di questi giorni, quindi, consolida quella scelta estendendola su scala globale. Ad ogni modo, come esplicitato nella comunicazione ufficiale, per l'utenza, dal punto di vista della fruizione dei servizi, non cambierà assolutamente nulla.
Luca Barbieri
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