Twitter vende le emoji alla pubblicità

I sentimenti espressi a mezzo immagine diventano uno strumento per vendere meglio l'adv sul social network

Roma - Twitter ha reso noto che da questo momento utilizzerà le emoji inserite nelle conversazioni degli utenti per meglio indirizzare la pubblicità. I clienti del ramo advertising del network di cinguettii potranno quindi utilizzare anche questa metrica per scegliere quali utenti raggiungere tramite la piattaforma, sfruttando le emoji come misura dello stato d'animo del target da raggiungere.

Alcune Emoji

Non si tratta di una mossa inedita. Del resto Facebook si è resa conto già da tempo che occorra offrire all'utente una gamma di reazioni più vasta del semplice like e che sia possibile meglio sfruttare il potenziale economico della messaggistica anche tramite la misurazione di questi sentiment.

Lo stesso Twitter era stato sedotto dalle potenzialità comunicative delle emoji. Sono ormai un componente indispensabile della comunicazione: addirittura il prestigioso Oxford Dictionary le ha incoronate parola dell'anno del 2015, a testimonianza dell'utilizzo pervasivo che si fa di queste immagini per sintetizzare a volte intere risposte o trasmettere indicazioni sulle proprie emozioni.
L'elenco di emoji, per altro, si evolve costantemente: non passano che pochi mesi tra un aggiornamento e il successivo di questa sorta di standard, con i vari servizi di messaggistica e sistemi operativi mobile che fanno a gara ad integrarle il più rapidamente possibile nel loro codice per non scontentare gli utenti. È tale la importanza delle emoji nella conversazione a mezzo tecnologia che Google ha sviluppato uno dei suoi bot per comprendere e interpretare l'impiego delle emoji nella conversazione instaurata dall'utente con la macchina.

Ora il passo successivo, le aziende che veicolano pubblicità su Twitter potranno connettersi con lo stato emozionale della clientela potenziale per raggiungere un target più mirato. Sono tante le informazioni che possono essere ricavate dalle emoji che utilizziamo: quelle sul cibo possono, ad esempio, agevolmente rivelare le nostre preferenze alimentari. Del resto che la pubblicità più efficace cammini a braccetto con le emozioni è cosa nota e ampiamente collaudata.

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