Pierluigi Sandonnini

Twitch dichiara guerra ai bot

La piattaforma di streaming videoludico denuncia sette soggetti che vendono servizi per gonfiare le visualizzazioni

Roma - Twitch, la piattaforma di streaming videoludico di proprietà di Amazon, ha intentato un'azione legale nei confronti di sette creatori di view-bot, servizi che vengono utilizzati per aumentare artificialmente il numero di visualizzazioni, inquinando gli indici di popolarità degli utenti.

Lo ha annunciato in un post pubblicato sul blog di Twitch Matthew Di Pietro, vicepresidente marketing dell'azienda. La decisione è stata presa in aggiunta ai provvedimenti già intrapresi, come la moderazione da parte di esseri umani e le misure tecniche per combattere l'inflazione nei conteggi delle visite.
Nel documento fatto pervenire alla corte distrettuale di San Jose, la società descrive i servizi bot come "illeciti e illegali" e chiama in causa la presunta violazione del Computer Fraud and Abuse Act (CFAA), in quanto i bot accederebbero al codice (di fatto disponibile a chiunque) senza l'opportuna autorizzazione, e in violazione del marchio registrato di Twitch.

Nella denuncia si afferma che "queste operazioni ingannevoli gonfiano le statistiche dei visitatori per alcuni canali mentre ledono i canali dei legittimi emittenti diminuendone la visibilità". "Questo danneggia la qualità dell'esperienza che i membri della comunità si attendono da Twitch" continua il documento. Secondo la piattaforma, con l'uso dei bot diventa "difficile per gli utenti di Twitch scoprire i legittimi emittenti e per questi avere successo". Il problema è che sono gli stessi utenti ad acquistare i viewer-bot e a usarli ai danni degli utenti "onesti".
Perché sono così importanti gli indici di popolarità? Quando un account individuale diventa abbastanza popolare, Twitch lo considera partner ufficiale e condivide con esso gli introiti in rapporto alle visualizzazioni. Per Twitch si tratta di un circolo virtuoso che serve a mantenere alta la qualità dei contenuti del sito.

I bot, invece, amplificano artificialmente le visualizzazioni per un account e popolano le rispettive chat, simulando attività fittizie e spostando l'attenzione dagli account legittimi. In sostanza, se la popolarità è costruita a tavolino anziché essere reale, il sistema di Twitch perde la fiducia dei visitatori, che lasciano il servizio per rivolgersi altrove. Nel mirino di Twitch non ci sono soltanto i view-bot ma anche i follow-bot (programmi che consentono di aumentare le iscrizioni) e i chat-impersonation bot (programmi che intervengono nelle chat). I bot non vengono utilizzati solo per aumentare le visualizzazioni, ma anche per danneggiare gli streamer rivali, non permettendo loro, ad esempio, di ottenere la partnership di Twitch o provocando una sospensione del loro canale.

Anche altri siti hanno messo in atto delle strategie per contrastare l'inflazione dei conteggi delle visite. È il caso, ad esempio, di YouTube, che da tempo contrasta con sistemi automatizzati le visualizzazioni non umane.
Secondo i vertici di Twitch, comunque, il modo migliore per fermare i venditori di bot dal rovinare il servizio è una combinazione di strategie: fra cui non manca l'affondo in tribunale.

Pierluigi Sandonnini
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