Alfonso Maruccia

Pearl, nata da Apple per l'hi-tech automobilistico

Il primo prodotto di un società fondata da ex-dipendenti di Apple mira a installare tecnologia avanzata sulle auto già in circolazione da anni, con un approccio diverso da quello di Cupertino ma una fascia di prezzo assimilabile

Roma - Bryson Gardner e altri ex-dipendenti di Apple hanno fondato Pearl, una start-up che vorrebbe applicare l'approccio di Cupertino ai gadget tecnologici pensati esclusivamente per il mercato automobilistico. I fondi di investimento non mancano e il primo prodotto dimostra di avere notevoli potenzialità.


Il gadget in questione si chiama RearVision, ed è un "pacchetto" tutto compreso capace di implementare tutte le funzionalità di una videocamera posteriore di nuova generazione: la doppia telecamera (per la visione alla luce del sole e quella agli infrarossi per uso notturno) è posizionata su una "cornice" che si installa sulla targa in poco tempo, un adattatore OBDII recepisce il flusso video compresso trasmesso dalla camera e un sostegno regge lo smartphone attraverso cui è possibile osservare quel che accade sul retro dell'auto.

La manutenzione necessaria è minima, visto che la doppia telecamera è dotata di una batteria che si ricarica da sola tramite il pannello solare integrato, una app su iOS o Android permette di gestire il gadget sullo smartphone e da Pearl promettono di migliorare le funzionalità col tempo grazie agli aggiornamenti software automatici.
RearVision permette di aggiungere un componente eminentemente hi-tech anche a un'auto di non recentissima produzione, e oltre alla visione posteriore ha la capacità di avvertire il guidatore di una possibile collisione tramite un allarme integrato. Le prime dimostrazioni della tecnologia confermano la bontà dell'offerta, anche in relazione alla qualità altalenante delle soluzioni integrate dai produttori automobilistici sulle loro vetture.

Gardner, che di Pearl è amministratore delegato, dice di voler soddisfare una richiesta già presente sul mercato - vale a dire la succitata integrazione della visione posteriore sul parco auto già in circolazione - piuttosto che "creare" un'aspettativa attualmente inesistente presso l'utenza, un approccio per molti aspetti agli antipodi rispetto al mantra aziendale che governa le menti e i cuori che operano a Cupertino.

A non essere cambiata, a quanto pare, è la vocazione di Gardner e sodali per i prezzi non proprio economici: RearVision costa 500 dollari, una fascia economica "premium" che però non spaventa il management di Pearl, vista anche la promessa di aggiungere nuove funzionalità alla telecamera con gli aggiornamenti futuri.

Alfonso Maruccia
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