Alfonso Maruccia

Oracle, 3 miliardi per il supporto obbligato a Itanium

La corporation dei database esce sconfitta su tutta la linea e subisce la condanna a un pagamento salato a favore di HPE, mentre il cattivo sangue tra le due società non fa che rinnovarsi

Roma - Ennesima puntata nella telenovela del supporto a Itanium (IA-64), architettura di processore a 64-bit creata e poi abbandonata da Intel in favore dello standard x86-64 ma che ha visto Hewlett-Packard e Oracle darsele in tribunale sul presunto obbligo di quest'ultima a supportare il business hardware della prima. Anche questa volta a perderci è Oracle.

Una sentenza era già arrivata nel 2012, obbligando Oracle a garantire la produzione di software compatibile fintanto che HP avesse continuato a commercializzare sistemi basati su processori IA-64; Oracle aveva naturalmente fatto appello, respinto, e ora una giuria ha calcolato i danni che la corporation deve compensare ad HP Enterprise per il mancato supporto a Itanium.

Il conto per Oracle è salato, e include 1,7 miliardi di dollari in mancate vendite prima dell'avvio della causa di HP più 1,3 miliardi di dollari per le vendite post-causa; prevedibilmente, Oracle non vuol pagare i 3 miliardi decisi dalla giuria e ha già annunciato di voler chiedere l'appello.
La battaglia continua su Itanium rappresenta una ferita aperta che non favorisce certo la collaborazione tra due colossi tecnologici focalizzati sul mercato enterprise come HPE e Oracle, e in tal senso non aiuta certo la nuova causa recentemente aperta da Oracle contro HPE per la fornitura di supporto non autorizzato (tramite la società terza TERiX) ai sistemi Solaris.

Alfonso Maruccia
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