Alfonso Maruccia

La cronaca nera è live su Facebook

Una donna del Minnesota registra col cellulare l'omicidio del suo ragazzo a opera di un poliziotto. E mette tutto sul social. Ma negli USA si continua a sparare

Roma - Una clip video trasmessa "live" su Facebook contribuisce alla discussione sul potere assunto da Facebook nell'epoca del social networking che sostituisce le news: un potere di censura (ancorché presunta) ma anche di denuncia democratica di casi di comportamenti brutali da parte della polizia, che in passato non avevano probabilmente ricevuto la stessa esposizione mediatica.

Il video in oggetto è opera di Diamond Reynolds, donna del Minnesota che su Facebook si fa chiamare "Lavish Reynolds" e che ieri ha trasmesso una clip dai contenuti inequivocabili: un poliziotto ferma la macchina - pare per un fanalino di coda rotto - ed estrae la pistola, sparando da cortissima distanza al ragazzo della donna (il trentaduenne Philando Castile) e provocandone la morte. Il sangue imbratta la t-shirt dell'uomo, la donna descrive quello che le capita attorno mentre la figlioletta assiste alla scena dai sedili posteriori.

Neanche a dirlo, la trasmissione live ha collezionato in breve tempo milioni di visualizzazioni da tutto il mondo, e la vicenda si è fatta ancora più "hot" dal punto di vista della cronaca quando Facebook ha deciso di rendere indisponibile il video.
Trattasi di un nuovo caso di censura da parte di un social network, che già in passato ha dimostrato di non essere immune alle polemiche quando si tratta di diffondere contenuti forti ma dall'indubbio valore di testimonianza di quello che capita davvero nel mondo? Facebook dice di no, la scomparsa della clip live è stata causata da un non meglio specificato "guasto tecnico" e la visione è stata ripristinata un'ora dopo. Anche Mark Zuckerberg ha voluto sottolineare l'importanza dello streaming di Diamone Reynolds, in un mondo che risulta sempre più connesso e aperto alle testimonianze di tutti.

In ogni caso le polemiche continuano, con Jillian York di Electronic Frontier Foundation (EFF) che sottolinea il rischio di mettere i propri dati (siano essi video-testimonianze o quant'altro) in mano a aziende come Facebook che sono interessate più ai profitti che alla libertà di espressione degli utenti.

Anche la cronaca nera dalle strade statunitensi non si ferma, visto che l'omicidio Philando Castile è arrivato a poche ore dall'ennesimo brutale assassinio di un altro cottadino da parte della polizia, con il video-testimonianza registrato da un cellulare e finito online - anche se questa volta non in streaming su Facebook. La reazione alla brutalità della polizia è, al momento, altrettanto brutale: il centro di Dallas è sotto assedio da parte di alcuni cecchini che hanno preso di mira, uccidendoli, almeno cinque poliziotti durante una manifestazione di protesta pacifica. Anche in questo caso lo streaming è stato postato live su Facebook, mentre qualcuno ha avvertito la polizia di aver piazzato bombe in città.

Alfonso Maruccia
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