Alfonso Maruccia

Tesla, guida assistita sotto la lente

L'azienda automobilistica di Elon Musk continua a subire le conseguenze del recente impatto mortale che ha coinvolto un suo utente: le autoritÓ indagano, gli incidenti continuano. Anche Google si prepara con gli avvocati

Roma - Stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, il caso di incidente mortale che ha coinvolto Joshua Brown e la sua Model S è ora diventato argomento di indagine anche da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense. Tesla sempre più nei guai, con gli avvocati che fiutano la preda e i clienti che riportano nuovi incidenti attribuibili al comportamento del "pilota automatico" implementato dall'azienda con un recente aggiornamento software.

Per quanto riguarda l'indagine della SEC, per cominciare, le autorità del mercato USA sono interessate a valutare il comportamento di Tesla nei confronti degli azionisti: il dubbio da risolvere riguarda le tempistiche e le modalità di comunicazione dell'incidente che ha ucciso Brown, e se c'è qualcosa che non va nel sistema di giuda assistita delle berline dell'azienda di Elon Musk che gli investitori avrebbero tutto il diritto di conoscere nei minimi dettagli.

Non si tratterebbe, in ogni caso, di un'indagine con potenziali sanzioni quanto piuttosto di un esame preliminare in una situazione del tutto inedita per il mercato statunitense; difficile poi imputare a Tesla una eventuale distorsione del mercato, visto che dopo la comunicazione dell'incidente il valore dell'azienda in borsa è salito del 2 per cento piuttosto che colare a picco.
Tesla ha sempre dichiarato che la guida assistita è una funzionalità non ancora definitiva che andrebbe accompagnata dal "pilota" in carne e ossa con le mani ben piantate sul volante, ma a quanto pare la cosa non è sufficiente a contenere la voglia di sperimentazione da parte dei proprietari delle auto compatibili con il pilota automatico.

Incidente Tesla

Un nuovo incidente è stato quindi denunciato a pochi giorni da quello di Joshua Brown, anche se in quest'ultimo caso l'unica vittima è stata la fiancata destra di una Model X che è risultata completamente distrutta dopo l'impatto con 20 paletti di legno a delimitare la carreggiata: il pilota automatico guidava a 60 miglia orarie in una zona dove il limite era 55, il software di bordo non ha riconosciuto la presenza degli ostacoli e ha contribuito a un disastro che fortunatamente questa volta non include vittime umane.

Ma i problemi, per Tesla, non sono finiti qui, visto che la famiglia di Joshua Brown ha deciso di rivolgersi a una celebre compagnia legale per valutare la possibilità di denunciare la corporation. Il business delle auto hi-tech comincia a essere attrattivo per gli avvocati, e anche Google si prepara alla commercializzazione delle sue auto robotiche assumendo Kevin Vosen come consulente legale responsabile dell'intera operazione.

Alfonso Maruccia

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