Alfonso Maruccia

Google pubblica il rapporto sulla trasparenza

Mountain View aggiorna i dati e le statistiche in merito alle richieste di accesso da parte di governi e forze dell'ordine in tutto il mondo

Roma - Google ha pubblicato l'ultima edizione del suo rapporto sulla trasparenza, uno studio che si prefigura l'obiettivo di "tutelare gli utenti" fornendo tutte le informazioni possibili sulle richieste di accesso ai dati sensibili provenienti da autorità governative e tribunali di tutto il mondo. Un tentativo di svelare le pratiche di sorveglianza globale a cui Google e le altre aziende telematiche non possono in ogni caso sottrarsi, un approccio alla trasparenza di cui Mountain View si dice orgogliosa e che ha spinto anche la concorrenza a imbarcarsi in iniziative similari.

L'ultima versione del rapporto aggiorna i dati alla seconda metà del 2015, e segnala l'arrivo di oltre 40.000 richieste di accesso ai dati. Un risultato record, suggerisce Google, che distanza nettamente le 35.000 richieste della prima metà del 2015 e le 30.000 dell'anno precedente.

Per quanto riguarda le singole nazioni, non desta certo stupore il fatto che gli USA sono i più attivi con oltre 12.500 richieste di accesso alle informazioni per oltre 27.000 utenti Google, richieste che hanno portato alla comunicazione effettiva di alcuni dati - e non necessariamente completa - nel 79 per cento dei casi.
Al secondo posto nella classifica dei paesi più attivi ci sono poi la Germania, con quasi 7.500 richieste di accesso, la Francia con 4.174 richieste, il Regno Unito con 3.497 richieste, e l'India con 3.265 richieste. I dati riguardanti l'Italia, infine, parlano di 897 richieste di accesso per 1.124 diversi account con un 41 per cento di richieste accettate in qualche forma.

Alfonso Maruccia
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