Alfonso Maruccia

Skype, Microsoft lo mette nel cloud

Redmond anticipa le prossime novità: la piattaforma VoIP abbandonerà il P2P per trasformarsi in un servizio centralizzato gestito tramite cloud. Addio anche agli OS più datati

Roma - Il futuro di Skype è senza plugin, senza P2P e senza supporto per i sistemi operativi meno recenti, almeno stando a quanto ha anticipato Microsoft parlando di una fase di transizione che porterà vantaggi per tutti e un cambiamento "dell'anima" della piattaforma che ha reso popolare il VoIP prima di finire nelle mani di Redmond.

Il nuovo Skype sarà un servizio centralizzato, interamente gestito sulla piattaforma cloud di Azure, ha spiegato Microsoft, con tanti saluti alle comunicazioni peer-to-peer che hanno sempre caratterizzato il software di comunicazione. Grazie al cloud, dice ancora Microsoft, la qualità delle chiamate dovrebbe migliorare in maniera sensibile su tutti i dispositivi supportati.

La "centralizzazione" di Skype permetterà naturalmente agli sviluppatori di integrare in maniera immediata le funzionalità più recenti, e l'approccio cloud garantirà al servizio il supporto completo e ottimizzato dei gadget mobile come vuole il mantra del CEO Satya Nadella ("cloud first, mobile first").
Il passaggio dal P2P al cloud avrà però lo svantaggio di tagliare fuori i sistemi operativi meno recenti, con Microsoft impegnata a garantire il supporto dei vecchi programmi "client" solo su Windows (da XP in poi), OS X Yosemite su Mac, iOS 8 e Android dalla 4.03 in su.

Per il futuro, il focus dello sviluppo si sposterà in ogni caso sulla "app" UWP accessibile sui dispositivi e PC Windows 10, le app per iPhone e i terminali Android e la versione Web-nativa di Skype disponibile su OS Windows.

Una problematica che Microsoft non affronta è infine quella della privacy, perché le comunicazioni centralizzate del nuovo servizio cloud sono potenzialmente controllabili - e quindi intercettabili - dalla corporation su mandato delle forze dell'ordine. Nel caso bisognerà fidarsi di Redmond e sperare.

Alfonso Maruccia
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