Alfonso Maruccia

Uber, compromesso e accordo per la Cina

Tregua tra Uber e Didi Chuxing, i due colossi del car sharing che si danno battaglia sul mercato cinese senza cavarne profitto alcuno. Con la fusione vincono tutti, apparentemente, mentre gli investimenti non si fermano

Roma - Uber China e Didi Chuxing hanno deciso di non farsi più la guerra per il mercato delle corse automobilistiche private nel paese asiatico, fondendo le due realtà e diventando di fatto interdipendenti anche al di fuori dei confini cinesi. Le valutazioni schizzano verso l'alto, così come vanno avanti gli investimenti economici e tecnologici nel business.

La divisione cinese di Uber e Didi Chuxing daranno quindi ufficialmente vita a una nuova società sotto il marchio Didi, un colosso dal valore stimato di oltre 31 miliardi di euro in cui Uber potrà vantare una partecipazione al 20 per cento; in precedenza, Didi Chuxing era valutata a 28 miliardi di dollari.

Fuori dalla Cina, inoltre, Didi investirà 1 miliardo di dollari nelle operazioni globali di Uber che secondo gli analisti hanno un valore di oltre 60 miliardi di euro. Uber China aveva fin qui potuto contare sul supporto del colosso della ricerca Web Baidu e di altri investitori esterni, ma anche la joint-venture con le forze locali non era servita a "sfondare" nel mercato cinese a causa della concorrenza senza esclusione di colpi con Didi.
Lo ha ammesso candidamente anche il CEO di Uber Travis Kalanick, parlando di una competizione che non è servita alle due aziende a ricavare profitti da tutti gli investimenti fatti. Oggi Uber China può contare su 150 milioni di corse al mese, ha spiegato Kalanick, e la nuova fusione con Didi permetterà al suo team di lavorare molto meglio in un mercato che vive secondo regole diverse da quelle occidentali.

La fusione tra Uber China e Didi dovrebbe insomma rappresentare una situazione conveniente per entrambe le realtà, mentre dalle autorità di Pechino arriva un segnale positivo per il settore con la legalizzazione del business delle corse automobilistiche "a chiamata".

Per quanto riguarda le iniziative di Uber in Nordamerica, infine, la società ha detto di voler investire un bel po' di denaro (forse mezzo miliardo di dollari) per affrancarsi dalle mappe stradali di Google e realizzare una mappatura propria.

Alfonso Maruccia
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1 Commenti alla Notizia Uber, compromesso e accordo per la Cina
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  • È la morte dei tassinari!
    E di tutti i servizi di trasporto inadeguati e costosi.

    L'industria ha voluto l'automobilismo di massa? Ora si possono usare tutte quelle auto con cui sono state tappezzate le città per dare servizi di trasporto a tutti, e il trasporto può essere fatto da chiunque possiede un mezzo.

    Quanto costa una licenza da tassinaro in una media città?
    Cifre assurde incamerate dalla municipalità.

    Con Uber chiunque diventa tassinaro e guadagna qualcosa.

    È una rivoluzione, e come tale va accettata.
    Quando inventarono i frigoriferi ci furono le agitazioni dei produttori di ghiaccio. Ma alla fine dovettero soccombere.

    Sarà lo stesso per una miriade di altre categorie.

    Io attendo la fine delle TLC, quanto la desidero...
    Con meccanismi di comunicazione che saltano gli operatori nazionali.

    Che la tecnologia siano i palloni sonda, o i droni a energia solare.

    Ma il mio sogno preferito è l'uso del meccanismo quantistico dell'entanglement, dove due frammenti di "qualcosa" reagiscono a distanza e all'unisono alla stimolazione.
    Metti un frammento in una SIM card in un data center concentratore in qualsiasi parte dell'universo, e l'altra SIM con l'altro frammento nel tuo device. E le comunicazioni diventano immediate, non locali e velocissime.
    Spazzi via qualsiasi azienda TLC dalla faccia dell'universo. E con loro le tariffe e le loro truffe.
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    Modificato dall' autore il 02 agosto 2016 13.55
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    iRoby
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