Mirko Zago

Tre rimodula le tariffe LTE e ADUC la denuncia

Dopo i recenti aggiustamenti al listino apportati dai maggiori gestori telefonici italiani fa discutere la scelta di Tre di operare modifiche unilaterali all'opzione tariffaria 4G LTE. A far rilevare le anomalie all'AGCM sono i consumatori di ADUC

Roma - Secondo l'associazione di consumatori ADUC, Tre non sta ottemperando alla normativa, adottando una condotta illegittima e operando una pratica commerciale aggressiva che viola i diritti dei clienti. L'opzione 4G LTE, che fino ad oggi era a titolo gratuito e che estendeva la velocità di navigazione in mobilità sfruttando la banda ultra larga di Tre, diventerà a pagamento a partire dal 29 agosto. Per sfruttare i vantaggi proposti si dovrà sborsare 1 euro ogni 30 giorni sia per ricaricabili che per gli abbonamenti.

La notizia è arrivata in questi giorni via SMS agli utenti, insieme alle informazioni circa la possibilità di prenotare la disattivazione dell'opzione inviando un SMS entro il 22 agosto. Un periodo di vicinanza alle ferie che di certo non aiuta nel prestare attenzione a simili comunicazioni. Qualora l'opzione non sia disattivata, questa verrà addebitata e rinnovata ogni 30 giorni. Questo il testo del messaggio: "Variazione contrattuale dell'opzione 4G LTE: dal 29/8 il costo dell'opzione diventa 1 € al mese IVA incl. Può disattivarla entro il 22/8. Info tre.it/lte".

Secondo ADUC, si tratta dell'attivazione di un servizio non richiesto più che di una semplice modifica contrattuale, alla stregua di quanto già accaduto con Vodafone Exclusive, Tim Prime e Wind Maxi: una presunta violazione dell'articolo 65 del codice del consumo, che vieta l'attivazione di servizi con tacito assenso. Sono inoltre contestati il meccanismo di opt-out (l'utente si vede attivato un servizio a pagamento a cui deve dare disdetta qualora non sia intenzionato ad usarlo) e l'attivazione anche agli utenti non dotati di un telefono in grado di supportare la tecnologia 4G. ADUC punta il dito anche contro la scarsa trasparenza dell'SMS inviato che non cita le modalità specifiche con cui esercitare il recesso rimandando genericamente al sito Internet dell'azienda, che fino a pochi giorni fa non presentava alcun avviso evidente.
Tre

Per queste motivazioni, l'associazione chiede all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di sospendere provvisoriamente e con particolare urgenza la pratica commerciale scorretta e di sanzionare il gestore per i danni causati ai clienti e gli ingiusti guadagni realizzati. In passato, pratiche simili sono costate anche 1 milione di euro di sanzione per i gestori. In attesa dunque che il garante dica la sua, si moltiplicano le lamentele online.

C'è di più. Come evidenziato da Tom's Hardware, Tre avrebbe modificato le descrizioni di alcune sue tariffe non più sottoscrivibili, eliminando il riferimento all'abilitazione automatica alla navigazione in 4G. Viziando la comunicazione, Tre avrebbe confermato la navigazione in 3G salvo la "possibilità di abilitare la navigazione sulla rete 4G mediante l'attivazione dell'opzione LTE che è gratuita e senza costi di rinnovo".

Mirko Zago
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