Su Info12 la mannaia dell'Autorità

La decisione dell'Authority di negare l'evoluzione del servizio 12 di Telecom Italia porta ad un innalzamento dei costi e un peggioramento del servizio. Ecco come e perché

Web - Caro Punto Informatico, posso spezzare una lancia a favore di Telecom Italia, sprezzante del pericolo che potrei correre, di fronte a mille e più lettori di Punto informatico arrabbiati per mille e più motivi anche sicuramente validi contro l'ex-monopolista e pronti quindi a rompermele addosso (le lance)?

Come forse molti sapranno il servizio 12 (Info12) di Telecom Italia, il servizio informazione elenco abbonati, dal 28 Febbraio aveva inaugurato una nuova modalità di accesso, con nuova tariffazione. Il cliente poteva scegliere fra risponditore automatico a lire 450(+Iva) oppure la consulenza di un operatore a lire 1.200(+Iva) al minuto per il tempo della conversazione (circa 43" mediamente) +200 lire(+Iva) alla risposta.

Dopo circa 15 giorni dall'attivazione del servizio, che aveva registrato anche un forte gradimento da parte dei clienti (più del 70%dei clienti preferisce l'operatore), l'Authority delle Comunicazioni si è ricordata del servizio e, in seguito ad un ricorso del Codacons, ha sospeso le tariffe e ha ripristinato la situazione precedente.
Oggi, un cliente che chiama il 12 non ha più possibilità di scelta, prima deve interloquire con il risponditore automatico. E questo anche se non ha dati precisi a disposizione, indispensabili per questo approccio. Solo dopo il fallimento di questo tentativo subentra un operatore, fatto salvo chi chiama da un telefono mobile.

La tariffa è ritornata quella di prima, cioè 635 lire(+Iva) solo in caso di numero fornito. E chi ha chiamato nei 15 giorni in cui era in vigore il sistema più moderno? Chi aveva scelto l'operatore sarà contento perchè in questo caso anzichè 1.200 lire per il tempo della conversazione pagherà solo le 635 lire ma chi si era sobbarcato la fatica del colloquio con la macchina pagherà le 635 lire(+Iva) anziché le 450(sic!). Inoltre prima il cliente poteva richiedere fino a 5 numeri, dopo la decisione dell'Authority solo un numero a chiamata.

Si è in attesa di un verdetto del Tar, a cui Telecom Italia si è appellata contro la decisione dell'Authority, che è previsto per il 30 Maggio. Stiamo parlando di un servizio, voglio ricordalo, che riceve 200.000 chiamate al giorno, 365 giorni all'anno, aperto 24 ore su 24, che impiega 2.300 operatori, di cui 350 telelavoratori, in 110 sedi sparse in tutta Italia.

Dal mese di Settembre dello scorso anno il DataBase del servizio 12, cioè la banca dati dei 26 milioni di abbonati alla rete fissa Telecom Italia, che non hanno scelto la privacy e figurano in elenco, è a disposizione gratuita, con aggiornamento ogni 10 giorni, dei gestori di telefonia fissa e mobile e dei provider Internet che ne facciano richiesta e, questo, in seguito alla decisione dell'Authority dopo l'acquisizione di tin.it da parte di Seat.

Nonostante questo, nessuno dei tanti e forti gestori che fanno la concorrenza a tutto campo a Telecom ha ritenuto di avviare un proprio Call Center che fornisse un servizio analogo al 12, magari con una qualità ed efficienza migliori e a costi inferiori? Come mai? Perchè? Si tratta di un caso tipico in cui si privatizzano i profitti ma si vorrebbero socializzare le perdite? La stessa Authority, finora, non ha inteso definire all'interno degli oneri del servizio universale i costi del servizio 12 (meno 36 miliardi all'anno per un servizio finora ritenuto "sociale") cioè quel servizio che giustifica il canone e a cui dovrebbero contribuire anche gli altri gestori.

Finora le uniche iniziative di concorrenza al 12 si sono mosse nel campo della telefonia mobile: il 4040 di Tim a lire 1.950 al minuto (+250 lire i successivi 30"), +Iva naturalmente, il 412 di Omnitel Vodafone a prezzi non diversi, il Connect to di Blu, partito da un anno, a lire 1950 +Iva a chiamata.

Nessuna di queste tariffe ha sollevato proteste o è stata bloccata dall'Authority. Pagine Gialle on line di Seat costa circa 1.950 lire+Iva al minuto per 2 informazioni.

Voglio concludere dicendo che, al momento, Telecom Italia mette a disposizione il suo dataBase, gratis e senza spot, al sito www.Info12.it, con un aggiornamento superiore a quello di www.virgilio.it (aggiornato ai 3 mesi precedenti), informazioni reperibili anche da altre aziende come, per esempio, la Telextra www.telextra.it.

Ho voluto spezzare una lancia a favore di Telecom Italia ma soprattutto notare come i verdetti dell'Authority se, a volte, sono pietre miliari sacrosante per difendere la concorrenza da retaggi di predominio dell'ex monopolista, altre volte non sembrano brillare per equanimità e razionalità.

Ringraziando per l'attenzione. Cordialmente.

Pier Luigi Tolardo - Novara
1 Commenti alla Notizia Su Info12 la mannaia dell'Autorità
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  • Qui non si tratta di 'demolire' TI, quanto di vedere se i dati forniti sono coerenti. Si legge che:

    > Dopo circa 15 giorni dall'attivazione del
    > servizio, che aveva registrato anche un forte
    > gradimento da parte dei clienti (più del
    > 70% dei clienti preferisce l'operatore),

    Questa affermazione è fuorviante: innanzitutto non è stato detto se gli accessi al servizio sono aumentati o diminuiti rispetto a prima, e il fatto che una persona preferisca parlare con un'altra persona piuttosto che con un risponditore automatico non è una novità. Semmai sarebbe da vedere se il costo addebitato per parlare con l'operatore umano può essere considerato equo oppure no. Parimenti non esiste nessuna informazione riguardo il 'gradimento' del risponditore automatico, che stimo essere piuttosto basso.

    Su questa base, assumendo che il risponditore automatico sia considerato scomodo e inefficiente, affermare che "il servizio via operatore ha avuto successo" è come dire che la Telecom "è un operatore di successo perché quasi tutti gli italiani hanno un abbonamento con TI", il che è vero, ma è anche vero che per moltissimi non ci sono alternative.

    C'è un altro particolare che non torna: è possibile che ora l'uso sia più scomodo, in quanto costringe anche chi vuole rivolgersi a un operatore ad attendere che il risponditore autoamtico faccia il suo corso, ma questo è un problema interno di TI, che evidentemente fa in questo modo per spingere più persone possibile a usare il sistema uatomatico, non è un probvlema dell'Authority né del cliente. Non sarebbe il caso di prendersela con TI invece che con l'Authority?

    Se comunque il 70% degli utenti usavano il servizio via operatore, ora che c'è il 'dissuasore' della lunga attesa si può supporre che siano un 50%? Bene, questo 50% avrebbe speso con il nuovo sistema una media di 1060L per i 43" dichiarati come durata media della chiamata, con il vecchio invece 635. Se assumiamo che in media il 50% usi l'automatico, e il retare 50% usi il manuale, due chiamate al sistema 'vecchio' costano 635+635=1.270, mentre due chiamate al sistema 'nuovo', una con il risponditore e una con l'operatore, vengono: 450+1060=1.510, quindi in media l'utente ci guadagna. E' vero, con il sistema nuovo l'utente può richiedere più numeri, ma non succede così spesso e comunque in questo caso la durata della chiamata si allunga. Considerato questo, e considerato il fatto che la chiamata viene addebitata anche se non viene dato alcun numero, considererei le cose in pareggio.
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