Dialer, chi era cosa chi è chi

di Lorenzo Campani - Prima di chiudere la porta sulla questione dialer può essere utile darle un ultimo sguardo, mettendo a nudo denunce, truffati e protagonisti dei programmini gonfiabolletta

Dialer, chi era cosa chi è chiRoma - Ma sì, diciamo che è venuto il momento di voltare pagina, di ammucchiare un po' di cose nello sgabuzzino e tirarsi dietro la porta. Del resto molta acqua è passata sotto i ponti (e molto denaro in certi conti), occorre farsene una ragione e stop.

Tanto si è detto e scritto nel 2003 di questa faccenda dei dialer che, strano ma vero, di quelli che si dovevano dare un mossa, alla fine, qualcuno si è mosso. Dall'Authority delle Comunicazioni a Telecom, da Microsoft a Google.

Oggi, quella che dodici mesi fa era un'invasione, pare essersi trasformata in una svelta ritirata. Le pubblicità sempre meno presenti, le bollette decurtate degli addebiti "scroccati" e certi operatori del settore costretti a dribblare le numerazioni disabilitate, affidandosi all'ospitalità dei prefissi di improbabili isolette nel Pacifico, come le lillipuzziane Wallis.
L'epidemia dei dialer è stata fermata. Dicono battuta. C'è chi sostiene che ora è tutto a posto: le avvertenze sono chiare, l'utente ben informato, gli operatori rimasti sul mercato i più seri. Il settore è stato ridotto nel suo alveo naturale, nel suo diritto di esistere come metodo di pagamento alternativo alla carta di credito. Quindi per cortesia, spegnere la luce, tirarsi dietro la porta e arrivederci.

Magari però, prima di chiudere a doppia mandata e andarcene tutti per i fatti nostri, sarebbe forse utile dare l'ultima sbirciata, così per curiosità, che non si sa mai cosa vien fuori dagli sgabuzzini.

Al totalizzatore della Procura di Milano ad inizio febbraio il numero di denunce per i fattacci di Parmalat toccava quota 100.000. A settembre 2003 il pallottoliere della Polizia Postale per i fattacci dei dialer segnava 122.000 denunce. Nello stesso periodo Telecom Italia ammucchiava qualcosa come 400.000 contestazioni alle sue bollette.

Secondo i calcoli del governatore della Banca d'Italia i risparmiatori italiani si sono giocati nei bond dell'azienda emiliana su per giù 2 miliardi di euro. Quanto hanno lasciato nell'affaire dialer gli utenti italiani in questi ultimi 2 anni ? Difficile dirlo con certezza, perchè nel settore si sta piuttosto abbottonati e stime è difficile farne. Comunque sia, incrociando i pochi dati disponibili, dai bilanci delle compagnie telefoniche leader del settore agli investimenti pubblicitari, si può parlare di un fatturato del comparto che raggiunge i nove zeri. Euro, obviously.

E' peraltro vero che un bondholder Parmalat (traduzione dotta di sfigato sottoscrittore delle obbligazioni dell'azienda di Collecchio) scambierebbe volentieri il pezzo di carta di Tanzi con l'ultima bolletta del signor Rossi. Ma in una visione d'insieme, di solito quella di chi intasca, è solo una questione di "inversione di fattori": prendere tanto a pochi o poco a tanti. Il risultato finale, come s'impara sui banchi di scuola, non cambia.

Questo fiume più o meno impetuoso di denaro ha preso strade diverse, finendo nelle tasche un po' dell'uno e un po' dell'altro. Un po' nelle casse delle compagnie telefoniche, un po' in quelle dei centri servizi, un po' in quelle dei singoli webmaster.

Da metà 2003 però, con lo scoppio dello scandalo 709, il fiume si è fatto torrente e i destini di alcuni importanti protagonisti del settore hanno imboccato strade diverse.

Qualcuno, finito più volte davanti all'autorità per la concorrenza ed il mercato per pubblicità ingannevole, è stato coinvolto in faccende un poco più complicate.
Qualcun'altro, come una nota società di Terni e dintorni, inseguita dal sospetto di aver spammato mezz'Italia, ha fatto armi e bagagli trasferendosi a Londra (con propaggini in Romania e Moldavia). La ragione sociale è stata riconvertita in "Yauu", ma piazzata ad un indirizzo ben noto a chi ha incrociato certi dialer: 32 Hanover Court, Colindeep Colinade London, già sede della fantomatica Globatel. Gli affari a quanto pare hanno ricominciato a girare benino, se mai si sono fermati.

C'è poi chi continua le proprie massicce campagne pubblicitarie su quei portali, come Jumpy e compagnia bella, che non rifiutano le inserzioni dialer. La Kreazioni srl macina impression da due anni a questa parte. Addirittura nel 2002 ne dichiara 2 miliardi, e i ritorni economici non devono essere mancati. Partita piccina piccina dai colli romani, ha aperto una bella sede anche a Milano a due passi da Largo Cairoli, lì dove la leggenda metropolitana raccontava della fontana smontata e fatta trasferire da Craxi nella villa ad Hammamet (in verità stava in un magazzino a Milano).

Alla fine del 2001 il titolare della Kreazioni è stato chiamato in causa dalla Mattel per aver registrato il dominio barbie.it. Difensore nella procedura di riassegnazione era l'avvocato romano Amedeo Di Segni, già promotore della stramba associazione ALC che si batte per la liberizzazione del settore e intestatario a suo tempo di un sito infarcito di 150 dialer diversi. (lo si racconta qui).

L'ultima tappa di questo breve e incompleto viaggio nei destini alterni di certe società, è legata al marchio che più degli altri si è affermato dopo lo scoppio della bolla 709, ovvero Superlinko che tra le altre cose gestisce in esclusiva la sezione suonerie e simili del sito italiano più visitato: Virgilio.

Marchio nuovo, storia vecchia. La si potrebbe far molto corta, ma forse è bene prenderla con calma e raccontarla per filo e per segno, giusto per capire qualche meccanismo.

C'erano una volta, nel periodo d'oro, migliaia e migliaia di siti dialer intestati a poche e ben selezionate società rigorosamente residenti in paradisi fiscali, tutte legate da un sottile filo rosso: a Curacao le gemelle Rashmi e Feria, a Tortola l'Inigo Investment e altre sparse qua e là. Erano tra le altre cose i big spender dell'advertising italiano, quelli che inondavano di banner i portali nostrani.

Quei siti ci sono ancora, ma per evidenti ragioni sono passati blocco per blocco ad altre intestazioni: da Inigo alla Deluxe Web Company, da Rashmi alla World Wide Web Marketing Ltd, da Ferdia a tale Bob Mcerle. La mobilità, si sa, favorisce l'anonimato.

Al capitolo "chi siamo" Superlinko si dichiara come fusione delle maggiori aziende del settore: Miodialer, Videowebitalia, Gibside. Scansando la prima voce, Miodialer è una società di Arezzo giovane e casalinga (nel senso letterale), rimangono sul tavolo due entità piuttosto evanescenti, di cui una, Videowebitalia, direttamente e velocemente riconducibile a Gibside. Il pallino dell'affare è nelle mani di quest'ultima.

La Gibside Corporate Advisory ha sede in una piccola cittadina olandese, Alkmaar. Allo stesso civico sta la BK Corporate International società fiduciaria. Un utile schermo per garantirsi riservatezza. Se l'Olanda va bene per certi affari, non è certo il massimo della comodità se tieni conti e famiglia in penisola. Per questo molto più comodo è il canton Ticino dove ha sede una succursale della Gibside, precisamente al 10 di via Franscini a Mendrisio. Lo stesso indirizzo è riconducibile al portale Itloox, a suo tempo collegato alla società Inigo e ora attribuito alla Gibside. Un particolare aggiuntivo è che l'estensione russa del dominio Itloox è intestata alla Rocketmedia srl, avvistata dalle parti di Perugia, società molto presente nelle segnature dei dialer.

Insomma cominci da Superlinko, nuovo protagonista del mercato, passi da Gibside e ti ritrovi dalle parti delle vecchie conoscenze: Inigo, Rashmi, Ferdia, Rocketmedia e compagnia briscola. Quelli di prima sono quelli di adesso. Ma quelli chi ?

Per saperlo occorre andare vicino Roma a Monterotondo, al numero 212 della via Salaria. Il sito superlinko.com è infatti intestato alla Web Line srl che qui ha casa. Nella registrazione come admin-c del sito è indicato uno dei 4 soci della perugina New Dial spa, società che da anni mette la firma sotto moltissimi dialer, tanto da finire nelle maglie dell'antivirus di Norton. Di più, il capitale sociale della Web Line (30.000 euro) è interamente sottoscritto dagli stessi azionisti della New Dial.

New Dial è Web Line. Web Line è Superlinko. Superlinko è Inigo, Rashmi, World Wide Web Marketing e chissà cos'altro. Ecco chi sono quelli.

Verrebbe in mente Francesco G. da Pavana: dissero che era l'usato passo, fatto dai soliti che ci marciavano per rimetterlo sempre là in basso.

Ma ora si è fatto tardi, il web italiano deve andare finalmente per la sua strada. Tiriamoci dietro la porta e chiudiamo questo benedetto sgabuzzino dei dialer. Non spegniamo la luce però, di questi tempi non si sa mai.

Lorenzo Campani
LorenzoC
19 Commenti alla Notizia Dialer, chi era cosa chi è chi
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  • E' dal 19-07-2003 che nel sito Ufficiale della Polizia Postale si afferma chiaramente che il DIALER è illegale SOLO se non specifica i COSTI della connessione.

    ERGO, è LEGALE in tutti gli altri casi.

    Ecco infatti cosa scrivono:

    "Se si effettua l'installazione di un programma che ha le caratteristiche dei c.d. "dialer", ovvero programmi che sostituiscono la propria connessione predefinita di accesso remoto, con una che prevede una tariffazione differente, bisogna fare attenzione a che vengano evidenziate le specifiche contrattuali delle condizioni di utilizzo del programma.
    Nel caso in cui questi avvisi non vengano evidenziati, come prevedono le vigenti normative, si ha la facoltà di denunciare l'accaduto presso il più vicino Ufficio di Polizia Postale e delle Comunicazioni ovvero presso qualunque altro Ufficio di Polizia, avendo cura, in tal caso, di corredare l?atto con tutte le informazioni e la documentazione disponibile."

    vedi:

    http://www.poliziadistato.it/pds/faq_new/index.php...

    Del resto anche il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha effettuato la stessa precisazione sin dall'ottobre 2003.

    Eppure, a tutt'oggi, ci sono ancora Reparti di Polizia Postale, Procure della Repubblica e altre Autorità inquirenti che perquisiscono sedi di fornitori, aprono fascicoli indagativi, investono risorse dello Stato per perizie tecniche improprie e ricerche surreali, alla ricerca di uno strano "virus informatico", chiamato "Dialer", oppure addirittura "Trojan Horse" (che invece è ben altra cosa) e che servirebbe non per creare connessioni, ma per "truffare" gli utenti, in quanto, chissà perché, esso agirebbe SEMPRE E SOLTANTO a loro INSAPUTA, secondo tali improvvisati "sceriffi telematici".

    Quando tutto sara' finalmente chiarito, si rischiano condanne non per i fornitori, ma per gli utenti che hanno effettuato querele SENZA ALCUNA PROVA che attestasse l'illegalità del programma utilizzato.

    Nella quasi totalità dei casi, infatti, i dialer specificano i COSTI, come è gia' emerso da molte perizie delle stesse autorità inquirenti.

    Morale della favola: una errata querela per spese telefoniche di 50 o 100 euro, potrà costare all'utente da 100.000 a 500.000 euro di danni morali e materiali per calunnia, diffamazione, oltre alle conseguenze penali del falso in atto pubblico e procurato allarme.

    Più le spese processuali e naturalmente quelle legali.




    non+autenticato
  • E' giusto.

    Tutti i dialer in cui mi sono imbattuto (e che non uso) all'alba dei tempi (ovvero quasi 6 mesi prima che la maggior parte degli utenti internet se ne accorgesse - ho messo in guardia un sacco di amici & colleghi idioti che li usavano e li consigliavano, senza aver letto i disclaimer -) anche se fanno sempre affidamenti allo stesso software presentavano sempre in bella mostra nella pgina col link per il download al dialer stesso la scritta "leggere attentamente le condizioni di utilizzo prima di utilizzare il servizio", che poi sono nella prima schermata del dialer stesso (prima che si connetta). Per questo mai nessun dialerista è stato mai arrestato e/o processato per scorrettezza o truffa (che io sappia chi è rimasto inculato se l'è presa sempre e solo con la telecom) anche se forse qualche disonesto (specie in italia) ci sarà sicuramente stato.

    Se l'utente è sprovveduto e ha il click facile, sinceramente, cazzi suoi. Ho visto molta più disonestà in attività "etiche" che in un dialer succhiasoldi ma ben documentato. Di questo passo potremmo anche giustificare un idiota che compra una ferrari e poi non paga perché non aveva i soldi e non aveva fatto caso che costava così tanto...

    D'altronde solo l'italiano medio approssimativo, fregarolo e paraculo può credere che ti diano tutto gratis (e non si fa venire sospetti del perché per accedere ad un determinato sito devi installare un programma e per accederci devi sempre cliccare sul programma sul desktop che ti propone una specie di accesso remoto con un pacco di scritte che fanno riferimento a condizioni d'uso e tariffazione).

    ==================================
    Modificato dall'autore il 11/03/2004 7.36.46
  • Indipendentemente dalla tecnologia usata, e sebbene esistano diverse procedure, tutti i Dialers utilizzati dai Fornitori italiani che hanno operato correttamente, hanno generalmente in comune i seguenti elementi:

    1) Notifica del costo di connessione e delle condizioni d'uso;
    2) Pulsante che attiva la connessione a pagamento, se desiderata; oppure:
    3) Pulsante che annulla l'operazione, senza alcuna conseguenza;
    4) In caso di accettazione, con il pulsante di cui al punto 2 si ottiene la connessione richiesta, con tutte le normali procedure tecniche: autenticazione, attribuzione di un IP dinamico, proiezione in rete.
    5) Grazie ad una ulteriore caratteristica, il Dialer fa sì che il browser dell'utente si apra esattamente all'indirizzo Internet (URL) contenente il servizio richiesto, e l'utente, a scanso di equivoci, riceve dunque ulteriore conferma che sta navigando in un'Area Riservata, e non in un normale sito gratuito.
    6) Ovviamente il dialer non deve fare nulla che vada oltre gli utilizzi desiderati, né dovrà influenzare in alcun modo le connessioni di default.

    Dal gennaio 2002 divenne operativa una specifica numerazione, appositamente creata dal Ministero delle Comunicazioni PER ESSERE UTILIZZATA CON I DIALERS, ovvero il codice "a tariffazione specifica" 709.

    Prima di allora i dialers utilizzavano numeri 166, che però avevano una durata massima di soli 8 minuti, inadatta alla navigazione Internet, perché la brusca interruzione del collegamento dopo pochissimi minuti, era più un intralcio per gli utenti piuttosto che una garanzia a loro tutela.

    DATO CHE IL 709 DOVEVA SERVIRE SOLO E SOLTANTO PER CONNESSIONI VIA DIALERS, tale numerazione venne invece ESENTATA dal messaggio vocale gratuito in quanto si è giustamente ritenuto che la notifica dei costi doveva essere presentata soltanto in forma scritta nelle condizioni di utilizzo dei dialer.

    Nel biennio 2002-2003 le tariffe subirono, purtroppo, una veloce escalation, cosa che fu probabilmente una delle vere premesse all'allarme sociale prodottosi nel 2003.

    Dall'iniziale tariffa di 1,50 euro al minuto del 2002 si giunse infatti, alla fine dell'anno, a 2,00 euro al minuto, tariffa poi elevata a ben 2,50 euro all'inizio del 2003.

    Per il singolo webmaster, l'aumento tariffario comportava, certo, maggiori proventi, essendo egli il maggior beneficiario della tariffa, tuttavia ad ogni aumento tariffario faceva immediatamente riscontro una impennata dei costi pubblicitari che, come detto sopra, salirono fino a ben 1 euro a "clic", una cifra che in molti casi provocava più rimesse che guadagni!

    LA CAMPAGNA ANTI-DIALER

    Nei mesi di marzo-aprile 2003, alcuni giornalisti, ed in particolare Oliviero Beha, conduttore di "Radio a Colori" di Rai Radio Uno, volendo condurre una campagna anti-709 motivata dall'eccessivo costo (su questo non c'e' alcun dubbio: le tariffe avevano raggiunto livelli surreali) hanno avuto la sciagurata idea di "suggerire" abbastanza esplicitamente agli utenti "pentiti" di aver speso troppo (magari a causa di comportamenti incauti o superficiali nel saper valutare i costi) di sporgere querela "contro ignoti" per aver "trovato" addebiti 709 sulla propria bolletta.

    Ma le precipitose conclusioni di Beha erano piuttosto drastiche e non lasciavano spazio a dubbi: "sentirsi" truffati dall'eccessivo costo del conto telefonico equivaleva ad una truffa vera, indipendentemente se l'utente abbia accettato costi e condizioni.

    Tuttavia si ammetteva che tale espediente (della querela) doveva servire soprattutto a farsi rimborsare (o stornare) l'eccessiva spesa per le connessioni 709 effettuate, più che una protesta verso i webmasters che offrivano i servizi.

    Occorre dire che, fortunatamente, molte altre Polizie Postali hanno fatto un corretto monitoraggio della situazione, e in alcuni casi hanno chiarito i fatti dimostrando l'infondatezza delle accuse degli utenti, documentando i TESTI DELLE CONDIZIONI D'USO, la REGOLARITA' DEI DIALERS UTILIZZATI, ed evidenziando così che molte querele erano un semplice espediente per sollecitare rimborsi.

    Il chiarimento fornito dal Ministro delle Comunicazioni

    Finalmente, nell'ottobre 2003 il Ministro delle Comunicazioni, bontà sua, dato un certo clima di "caccia alle streghe" innescato dai mass media, che generava equivoci e confusione nelle stesse Polizie Postali, ha speso una autorevole parola chiarificatrice per DISTINGUERE il Dialer come normale attività di fornitura di servizi a pagamento, dalle pubblicità ingannevoli che spingono l'utente a connettersi senza rendersi conto che si tratta di accessi a pagamento.

    "I DIALER sono uno strumento - spiega Gasparri in una nota - PER COLLEGARSI AI SERVIZI A VALORE AGGIUNTO DELLA RETE.
    Invece le pubblicità che collegano i più grandi portali a siti che attivano automaticamente, e ad insaputa degli utenti, servizi a pagamento, devono essere assolutamente evitate".

    vedi: http://www.itportal.it/news/internet/ottobre2003/3/

    Nel frattempo Telecom Italia, (ma non se n'è accorto quasi nessuno) poco dopo la chiusura del 709 ha avviato, guarda caso, le procedure per chiedere all'AGCOM il RADDOPPIO di alcune tariffe internazionali del sud-est asiatico, della Polinesia e del Centro America.

    La benedizione dell'AGCOM è arrivata, e dal 1° gennaio 2004 esistono ben 32 codici internazionali dal costo di 3,16 euro al minuto più Iva. Dalla durata, ovviamente, illimitata.

    Che la Telecom sia interessata ad un improbabile business di conversazioni telefoniche con gli abitanti dell'isola di Samoa, di Niue, o di Tonga è alquanto improbabile.

    E' invece molto più probabile, come è accaduto spesso, che alcuni di questi prefissi internazionali siano destinati, con gli opportuni reindirizzamenti, alla fornitura di servizi a pagamento.

    Questa volta però, in un contesto privo di regole e controlli.
    non+autenticato
  • "ammucchiare e chiudere la porta"???
    mah, a me suona meglio "buttare nel cesso e tirare lo scarico"! ehehehFicoso
    non+autenticato
  • C'è stato il periodo che sui vari massmedia nazionali non si faceva che parlare di 'sti dialer e delle loro conseguenze sulle bollette, dando colpe a destra e a manca, chi a coloro che li pubblicavano, chi alle varie compagnie telefoniche..., ma mai si è data la colpa a chi ha veramente la colpa maggiore: Microsoft e il suo Internet Explorer buggoso (e windows segue a ruota).

    Perche' ? chiediamocelo !!!
    Forse prendere in ballo questa multinazionale vorrebbe dire andarsi a scontrare contro un potere troppo grande ? se si, allora ciò mi preoccupa, perchè vorrebbe dire che a MS tutto è permesso !!

    E' innegabile come IE sia stato un tramite per i dialer, perchè a tutti quei clienti a cui ho installato e fatto usare Mozilla o Opera, di dialer non ne hanno MAI presi, differentemente da quelli che in maniera testarda han continuato ad usare il buggoso IE !!!

    Mi sembra che ci sia un legame anche tra i dialer e i vari banner e finestre pop-up, magari non direttamente, ma un legame c'e' !! e qua cascano varie coperture:
    In IE non e' possibile, ne bloccare i banner ne disabilitare il pop-up selvaggio, cosa che in altri browser è una realtà presente ormai da taaaaaanto tempo.

    Perche ??? forse perche' se MS desse la possibilità agli utenti di limitare il fenomeno banner/pop-up e ancor di più dialer avrebbe miriade di aziende che campano su questo businness che si lamenterebbero ??

    Insomma, mi pare che i prodotti M$ facciano sempre piu' gli interessi dei publicitari , di coloro che guadagnano alle spalle altrui e delle Majors e sempre meno gli interessi dell'utente.


    Ma tutte queste colpe non sono MAI state dette, MAI e' stato detto che con altri browser il rischio DIALER sarebbe diminuito di un 95% (un babbe che lo scarica e lo installa in maniera beota c'e' sempre) !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    PERCHE? mi chiedo !!!


    chiediamocelo !!!!


    saluti !!!
    non+autenticato
  • Mi trovo assolutamente daccordo con te.

    Anche se mi spiace per gli altri che ci sono cascati trovo che, oltre alla disonestà di chi propone i dialer, te li sponsorizza e li reclamizza in qualsiasi sito è assolutamente disonesto il comportamento della M$.

    Connessioni fantasma che si attivano a tua insaputa o valanghe di pop-up che si aprono ogni volta che clicchi una pagina (basta guardare se apri un sito porno cosa ti succede....).

    Personalmente utilizzo OSX con safari, dove c'è la magnifica opzione di blocco dei popup ed ogni d/l che parte lo puoi abilitare tu e comunque ti appare la bellissima finestrella in primo piano.

    Di dialer e virus ne ho visti passare tanti e senza risultati (per me).

    Anche questo è il bello di chi usa un Mac.

    D. Fan Apple
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi trovo assolutamente daccordo con te.
    >
    > Anche se mi spiace per gli altri che ci sono
    > cascati trovo che, oltre alla
    > disonestà di chi propone i dialer, te
    > li sponsorizza e li reclamizza in qualsiasi
    > sito è assolutamente disonesto il
    > comportamento della M$.
    >
    > Connessioni fantasma che si attivano a tua
    > insaputa o valanghe di pop-up che si aprono
    > ogni volta che clicchi una pagina (basta
    > guardare se apri un sito porno cosa ti
    > succede....).
    >
    > Personalmente utilizzo OSX con safari, dove
    > c'è la magnifica opzione di blocco
    > dei popup ed ogni d/l che parte lo puoi
    > abilitare tu e comunque ti appare la
    > bellissima finestrella in primo piano.
    >
    > Di dialer e virus ne ho visti passare tanti
    > e senza risultati (per me).
    >
    > Anche questo è il bello di chi usa un
    > Mac.
    >
    > D. Fan Apple

    non serve spendere fior di milioni per un apple
    l'apple tienitelo pure io intanto
    invece che l'exploder uso firebird mozilla per win32
    (e tanti saluti al caro destriero...---Shrek---)
    non+autenticato
  • Senza contare che i dialer si installano anche da mozilla e firefox (che uso io e con cui ogni tanto mi diverto a dare la caccia ai dialer "disonesti" - tanto non ho connettività PSTN - ).

    La storia del browser e dei bug è solo una delle tante storielle messe in giro da chi sta facendo sempre più populismo travestito da informatica (e ha già stretto alleanze molto dubbie e che fanno veramente pensare su quale sarà il loro futuro). Cmq senza entrare nel merito, i dialer si installano separatamente dal browser, non sfruttano quasi mai i controlli ActiveX al di là di quello che fa da "testa di ponte" per l'installazione (che però non avviene mai all'insaputa dell'utente anche perché se no i dialeristi farebbero la fine degli spywaristi) e che se non hai IE viene sostituito di solito da uno script DOM.

    Gli unici servizi web veramente disonesti (e anche questi cross-browser) sono gli spyware, diversi dai dialer. Non a caso un sacco di aziende sono state condannate (giustamente) per aver lavorato dietro le quinte dell'utente mentre per i dialer alla fine gli allocchi fregati hanno dovuto tirare in causa la telecom (non si sa perché poi) per riavere i soldi spesi perché non hanno voluto leggersi quelle 4-5 paginette di contratto di utilizzo che nel dialer appaiono ad ogni avvio...
    Che mondo di merda.
  • "Oggi, quella che dodici mesi fa era un'invasione, pare essersi trasformata in una svelta ritirata. Le pubblicità sempre meno presenti" I'm not so sure...
    non+autenticato
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