Alfonso Maruccia

USA, il provider paga per gli utenti pirata

Il giudice nega l'appello a Cox, ISP condannato a compensare l'industria musicale per le violazioni del copyright commesse dai suoi abbonati. Magra consolazione: il provider non sarà obbligato a controllare l'attività online dei clienti

Roma - Sconfitta a metà per Cox Communications, provider Internet e di televisione via cavo statunitense già condannato a pagare una multa a vantaggio dell'etichetta musicale BMG: il conto salato resta da saldare, mentre la richiesta della major discografica di mettere sotto controllo gli utenti e le loro presunte abitudini "pirata" viene respinta al mittente.

Nel giudizio di primo grado emesso dalla giuria, Cox era stata condannata al pagamento di una multa di 25 milioni di dollari per i danni provocati dai download illegali sul proprio network, l'ISP aveva ovviamente chiesto di poter accedere all'appello mentre l'accusa aveva rincarato la dose pretendendo il controllo delle attività telematiche degli abbonati.

La decisione del giudice Liam O'Grady, responsabile della Corte Distrettuale della Virginia Orientale, è arrivata e probabilmente scontenterà un po' tutti: la multa da 25 milioni di dollari resta, ha stabilito O'Grady, perché alla giuria è stata data ampia prova della scarsa considerazione di Cox per le norme imposte dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA).
Ma anche le richieste di BMG sono da considerarsi irricevibili, visto che le richiesta di "smascherare" gli utenti coinvolti nelle attività di pirateria incriminate e di monitorare il loro comportamento per impedire ulteriori violazioni risultano essere troppo vaghe. Respinta anche l'idea di adottare tecniche di deep packet inspection per monitorare il traffico di rete, con l'accusa che è risultata essere incapace di fornire spiegazioni più specifiche.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • Diritto & InternetPirateria, l'ISP non è un controlloreL'industria dei contenuti vorrebbe che il fornitore di connettività implementasse tecnologie quali la deep packet inspection per monitorare il traffico generato dagli utenti, così da sospendere i contratti dei pirati
  • Diritto & InternetPirateria, ISP come boia?I fornitori di connettività che, come Cox, siano stati informati delle violazioni perpetrate dai loro utenti devono operare come le piattaforme che ospitano i contenuti, e mettere in atto misure dissuasive o repressive. In caso contrario sono considerati corresponsabili
  • Diritto & InternetP2P, disconnessioni dovute?Il provider statunitense Cox minaccia di disconnettere gli scariconi recidivi ma non dà seguito alle proprie intimidazioni. Non se a segnalare le violazioni è un avvoltoio del copyright
23 Commenti alla Notizia USA, il provider paga per gli utenti pirata
Ordina
  • Una bella pressione come questa è un'astuta mossa psicologica per fare insorgere gli ISP e metterli contro i loro stessi utenti, per la gioia dei media-producer.

    Il trucco è lo stesso nello schema (usato anche in italia, mettendo gli uni contro gli altri 'lavoratori' e imprenditori, 'evasori' e cittadini modello, inquilini e proprietari, ecc.), si chiama: dividi e impera.

    Funziona sempre, proprio perché la gente entra sempre nel merito della questione e non vede che lo schema è sempre lo stesso e si ripete per tantissime cose della vita sociale.
    non+autenticato
  • Ma in questo caso questa logica non funziona: per gli usi domestici standard della rete, email, acquisti, info varie sono sufficienti 5 Gb/mese di traffico. Le ADSL su fibra, 20Mbit & Co. che stanno cercando di spingere a tutti i costi sono perfettamente inutili per gli usi standard. Se iniziano a rompere i maroni stressare gli utenti si fa presto, si rimuove l'ADSL dal contratto e si utilizzano i contrattini da qualche Gb sul telefono. Fine della storia, la fibra se la infileranno in altri tubi. A bocca aperta
    non+autenticato
  • NON può funzioare anche perché ormai la gente si è assuefatta all'idea di poter scaricare tutto quello che vuole dalla rete impunemente. Contando proprio sulla neutralità dei provider e sulle leggi a tutela della privacy.

    Cioè per la massa ormai vale da anni l'equazione: internet = faccio, dico e scarico quello che mi pare.

    Ed è chiaro che da una situazione del genere non si può più tornare indietro. Una volta che abitui la gente al "pasto gratis", non ci sarà più verso di convincerla a pagare di nuovo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > NON può funzioare anche perché ormai la gente si
    > è assuefatta all'idea di poter scaricare tutto
    > quello che vuole dalla rete impunemente. Contando
    > proprio sulla neutralità dei provider e sulle
    > leggi a tutela della
    > privacy.

    No, in realta' e' proprio l'opposto: sono le major che si sono assuefatte all'idea di voler far pagare tutto quello che gira in rete.

    > Cioè per la massa ormai vale da anni l'equazione:
    > internet = faccio, dico e scarico quello che mi
    > pare.

    E' la natura stessa del dato digitale quella di essere repolicato e diffuso ad libitum.

    > Ed è chiaro che da una situazione del genere non
    > si può più tornare indietro. Una volta che abitui
    > la gente al "pasto gratis", non ci sarà più verso
    > di convincerla a pagare di
    > nuovo.

    Non e' mica questione di abitudine. Respirare, mangiare e bere non sono mica abitudini, sono cose fisiologiche.
    Come pure condividere la conoscenza.
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > E' la natura stessa del dato digitale quella di
    > essere repolicato e diffuso ad
    > libitum.

    Non è nemmeno un discorso legato aal formato digitale. Negli anni 70 e 80 l'industria delle musicassette ha venduto una quantità spropositata di pezzi di tutte le tipologie, sicuramente hanno guadagnato miliardi e non le hanno vendute per le registrazioni di materiale non protetto dal copyright. Stesso di scorso per le videocassette VHS. Il problema della pirateria esiste da una vita. Ripeto la pirateria esiste perchè il prezzo non è commisurato al servizio fornito. Una corretta pratica commerciale dei prezzi farebbe sparire d'incanto la pirateria.
    Ci siamo dimenticati quando i videogiochi dopo 6/12 mesi erano venduti insieme alle riviste ad una decina di euro ? Un gioco nuovo costava circa 20/25 euro (vecchie 50mila lire)?
    Se domani mattina il prezzo al pubblico del carburante fosse di 10 euro/litro, per i distributori di carburante sarebbe necessario avere la vigilanza armata, questo per il fortissimo divario tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.
    non+autenticato
  • La pirateria esiste perché , da che mondo é mondo , l'occasione fa l'uomo ladro.
  • Su questo sono d'accordo. Ma se qualcuno si deve sbattere per scaricare/fare una copia di un film, quanta gente ha il tempo/voglia di percorrere questa strada se un DVD/CD Musicale costa 10/15 euro ?
    non+autenticato
  • PS: quando la gente si rivolge ai centri di assistenza per computer gli "tira il culo" di salvarsi le fotografie da sola ed è disposta a pagare una tariffa di una trentina di euro/ora pur di non doverlo fare...
    non+autenticato
  • "Il problema della pirateria esiste da una vita."
    Caro prova123, sono d'accordo con quanto hai scritto, ma forse non c'eri o eri piccolo negli anni che descrivi.

    La pirateria è un'invenzione "moderna".
    Al tempo del VHS, in nazioni meno incivili dell'italia, non solo si poteva registrare qualunque cosa, ma addirittura le emittenti inviavano un segnale riconosciuto dall'apparecchio che fermava e poi riattivava il videoregistratore durante e dopo la pubblicità!
    Internet è un grande videoregistratore usato in sharing da tutti, questa è l'unica differenza con l'apparecchio privato.

    Nessuno si rende più conto che la pirateria è un'idea delle major per incassare ancora più soldi, e ormai gli stessi "pirati" si sono calati nella parte, complice il fatto che la maggior parte di loro sono giovani e non possono fare confronti per "vita vissuta".

    Manipolazione di massa, social engineering se preferisci.
    non+autenticato
  • Le prime leggi antipirateria per il sw risalgono al periodo dello Spectrum/C64, quando era sufficiente cambiare nel gioco le stringhe di testo per non ricadere nella legge. Se ben ricordi le cassette di giochi per Spectrum/C64 Load'N Run erano perfettamente legali aggirando la legge.
    Poi era sufficiente ripristinare il testo originale, ovviamente se lo si sapeva fare.
    non+autenticato
  • PS: dalle cassette LoadNRun avevo estratto il turboloader a 4800 baud e avevo scritto un tools di personalizzazione per adattarlo a tutti i programmi. Tutto rigorosamente in L/M. Sono stati i primi programmi su cui si è poggiato il mio sguardo e siccome non c'era niente di pronto all'uso allora me ne sono occupato personalmente.
    Avevo mandato anche un programma molto comodo in codice macchina ad una rivista del settore per la ricerca semiautomatica per le vite/energia infinita ed altree goodies, purtroppo non lo pubblicarono mai.
    Il mondo non era ancora pronto !! Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • questo giudice qui, o e' un coglione o e' corrotto, non vedo altre spiegazioni.
    non+autenticato
  • > questo giudice qui, o e' un coglione o e'
    > corrotto, non vedo altre
    > spiegazioni.

    L'"AND" booleano?
    non+autenticato
  • Quel giudice, per le informazioni dell'articolo, deve avere seri problemi di logica. Se lo condanno allora lo costringo al controllo. Se non lo costringo al controllo allora non posso nemmeno condannarlo a pagare la multa.
    non+autenticato
  • Un provider è neutro, su quali basi giuridiche è stata creata la sentenza? Sulla legge del celodurismo?
    BAH!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca
    > Un provider è neutro, su quali basi giuridiche è
    > stata creata la sentenza? Sulla legge del
    > celodurismo?
    > BAH!

    al mondo non esiste niente di neutro nemmeno l'acqua ormai tutta inquinata
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tornitore

    > al mondo non esiste niente di neutro nemmeno
    > l'acqua ormai tutta inquinata

    Sì, ma la non-neutralità va dimostrata caso x caso.
    Altrimenti vale il principio di 'teoricamente neutro fino a prova contraria'.

    La tua acqua è inquinata? Va' dimostrato.
    Altrimenti si presume che sia pulita.
    non+autenticato
  • >
    > La tua acqua è inquinata? Va' dimostrato.
    > Altrimenti si presume che sia pulita.

    ah si e io rigiro la frittata: l'acqua e' inquinata fino a prova contraria, perché' essere obbligati costantemente a fare centinaia di analisi prima di distribuirla negli acquedotti? tu ti fideresti a berle se i controlli non fossero obbligatori?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tornitore

    > ah si e io rigiro la frittata: l'acqua e'
    > inquinata fino a prova contraria,

    Liberissimo di farlo.
    Così come sei liberissimo di controllartela da te.
    Non ne hai le competenze? Paga qualcuno che le abbia.

    > perché'
    > essere obbligati costantemente a fare centinaia
    > di analisi prima di distribuirla negli
    > acquedotti?

    In effetti basterebbe un numero esiguo di analisi, giusto quanto basta per ottenere risultati statisticamente rilevanti.
    Il resto è tutto magna-magna per i controllori, che ingrassano sulle centinaia o migliaia di controlli obbligatori.

    > tu ti fideresti a berle se i
    > controlli non fossero obbligatori?

    Controlli obbligatori non significa necessariamente controlli corretti e onesti.
    non+autenticato