Mirko Zago

Cisco, licenziamenti in programma

L'azienda ha annunciato un consistente taglio nelle risorse umane. I soldi risparmiati serviranno per conquistare nuovi spazi di mercato

Roma - Cisco annuncia un consistente taglio della forza lavoro e lo fa tra le righe della nota agli investitori con cui rassicura sul raggiungimento degli obiettivi economici. Secondo l'azienda la ristrutturazione ottimizzerà i costi di quelle aree che crescono meno e permetterà di reinvestire in settori chiave considerati prioritari come la sicurezza, la Internet delle Cose, gli strumenti di collaborazione, i data center di prossima generazione e il cloud. "Oggi il mercato richiede che Cisco sia più decisivo, che si muova con maggiore velocità e innovi di più" si legge sulla nota.

Cisco licenzia

Dietro a questo dinamismo si cela una nota dolente: l'eliminazione di 5.500 posizioni, circa il 7 per cento della forza lavoro globale. Il numero di teste tagliate sarebbe inferiore rispetto alle prime ipotesi che parlavano di una cifra oscillante tra le 9 e le 14mila unità. La falce delle risorse umane inizierà a mietere le prime vittime fin dal primo trimestre del 2017.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: Cisco aveva fatto trapelare nelle scorse settimane di voler attuare un taglio dei costi del 15 per cento. Dall'inizio dell'anno scorso le spese dell'azienda sono effettivamente cresciute per via della politica aggressiva di acquisizioni (ben 16 dall'inizio del 2015). Il nuovo CEO Chuck Robbins, subentrato a luglio dello scorso anno a John Chambers, ha sostenuto fortemente questa politica. Durante la sua carica ha infatti già provveduto ad acquisire strategicamente ben 10 aziende. Per Ryan Hutchinson, analista di Guggenheim Securities è una chiara dichiarazione d'intenti: "si tratta di uno sforzo del CEO Chuck Robbins per marcare il territorio e mostrare che Cisco sta diventando più snella ed efficiente sul campo del software e sta migliorando i ricavi".
Tra le aziende di recente rientrate nel portafoglio di Cisco si contano Jasper Technologies, costata 1,4 miliardi di dollari: si tratta di una delle piattaforme leader per la gestione dell'IoT, in grado di connettere qualsiasi dispositivo (da auto a motori d'aereo fino ai pacemaker) attraverso la rete cellulare gestendolo attraverso una piattaforma SaaS. Risale a fine giugno invece l'ultimo acquisto: si tratta di CloudLock, azienda specializzata nella sicurezza delle infrastrutture cloud e dei dati che vi transitano. Cisco potrà in questo modo sviluppare la sua nuova soluzione orientata alla sicurezza in grado di fornire protezione su qualsiasi ambiente, dal cloud passando per la rete, fino ad arrivare all'ultimo miglio.

Nel quarto trimestre l'utile netto di Cisco è salito a 2,81 miliardi di dollari, (56 centesimi per azione). L'anno prima era a quota 2,32 miliardi, (45 centesimi per azione). Risultati dunque molto positivi che ancora non hanno dovuto però fare i conti con i licenziamenti annunciati.

Mirko Zago

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