Alfonso Maruccia

USA, una coalizione contro il telemarketing ingannevole

Silicon Valley e gli operatori assieme per mettere la parola fine alle robocall. In campo soluzioni tecniche e un rinnovato impegno a far rispettare le regole

Roma - Apple e Google/Alphabet hanno preso parte alla cosiddetta Robocall Strike Force (RSF), un gruppo di aziende tecnologiche, provider e autorità federali nato con l'obiettivo di fare i conti una volta per tutte con la piaga delle chiamate telefoniche automatiche usate a scopo di telemarketing.

Guidata dalla Federal Communications Commission (FCC) e presieduta dal CEO di AT&T Randall Stephenson, l'iniziativa RSF intende risolvere un problema che col tempo non ha smesso di infastidire gli utenti statunitensi nonostante le protezioni e le misure sanzionatorie stabilite dal Congresso tramite il Telephone Consumer Protection Act (TCPA).

La coalizione ha in questi giorni tenuto il suo primo meeting presso la FCC, mentre l'obiettivo di contrasto alle "robocall" include sia le chiamate di telemarketing legittime che quelle provenienti da numeri telefonici ingannevoli e messaggi testuali automatici. Il presidente di FCC Tom Wheeler ha definito le robocall una vera e propria "piaga", un problema che sarebbe dovuto sparire del tutto con l'istituzione della lista "Do Not Call" e che invece ha continuato a riguardare più della metà delle 175.000 lamentele ricevute dalla Commissione durante i primi sei mesi del 2016.
I piani di RSF per il prossimo futuro includono lo sviluppo "accelerato" di nuovi strumenti e soluzioni anti-robocall, tool come software per il blocco automatico delle chiamate moleste o come la verifica dell'identità del chiamante per impedire l'utilizzo di numeri telefonici molto simili a quelli di agenzie governative e banche legittime. Se ne riparlerà il prossimo 19 ottobre, di nuovo presso la FCC.

Alfonso Maruccia
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