Nicola Bruno

PokÚmon Go, cala l'interesse degli utenti?

Dopo il boom planetario dell'app, si sta manifestando un rapido declino nel numero di utenti giornalieri, nei download, nell'engagement e nel tempo medio d'utilizzo

Roma - Il fenomeno Pokémon Go inizia a sgonfiarsi: l'utente medio ha già iniziato a perdere interesse nei confronti di questo videogame da smartphone? A nemmeno due mesi dal lancio ufficiale dell'app pare che la sua immensa popolarità abbia iniziato a sfiorire. A rilevarlo è uno studio della società indipendente Axiom Capital Management, pubblicato qualche giorno fa da Bloomberg.

Non c'è da stupirsi, comunque: che molti utenti fossero solo incuriositi dal fenomeno pop di massa era abbastanza chiaro. Milioni di persone avranno scaricato l'app, ci avranno giocato per qualche ora (o al massimo qualche giorno) e saranno passati ad altro. D'altronde è difficile fare entrare un'app di gaming nel ristrettissimo gruppo di applicazioni che ormai usiamo quotidianamente - a meno che non si sia già dei giocatori incalliti.

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Il declino parrebbe essere già iniziato, ma quanto durerà? Difficile stimarlo. Più difficile comunque che il gioco perda tutta la sua pletora di giocatori. Axiom Capital Management stima che da metà luglio l'app abbia perso circa 15 milioni di utenti. Si tenga conto che il numero di utenti attivi giornalmente su Pokémon Go ha toccato il picco intorno ai 45 milioni il 16 luglio per poi scendere a 30 circa solo un mese dopo, il 17 agosto. Ma non è il solo dato calante: sempre secondo i calcoli elaborati da Axiom, in declino sarebbero anche il numero dei download, l'engagement e il tempo medio trascorso sull'app. La curiosità è che tutto questo sarebbe avvenuto proprio mentre l'app si espandeva, cioè sbarcava in tanti altri paesi/mercati - anche molto popolosi - come il Brasile, l'Indonesia, le Filippine, la Francia ecc.
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C'è da ribadirlo: sono stime di fonti indipendenti (in questo caso elaborazioni di dati forniti da Apptopia, Sensor Tower e SurveyMonkey Intelligence), non dati ufficiali di Nintendo o dello sviluppatore Niantic, però possono dare indicazioni abbastanza chiare del fenomeno. Chi temeva che Pokémon Go avrebbe rosicchiato dello spazio ad altre app come Twitter, Instagram e Facebook - o meglio che avrebbe ridotto il tempo medio di permanenza dell'utente su queste applicazioni "evergreen" - può tornare a dormire sonni tranquilli: questa l'opinione di Victor Anthony, analista senior di Axiom. Un declino così rapido e massiccio dimostra che non c'è molto da preoccuparsi per gli altri colossi del mondo delle applicazioni per i dispositivi mobili. Almeno per il momento.

Si poteva evitare il declino di Pokémon Go? Forse, ma più che altro è fisiologico. In effetti un effetto fionda c'è sempre dopo il lancio di un videogame mobile, ma può avere dimensioni differenti da caso a caso. I fattori in gioco sono tanti. Sarebbe ingiusto dare la colpa a Niantic, che qualche settimana fa ha cambiato le modalità di tracciamento dei personaggi, aumentando di fatto la difficoltà del gioco, e ha iniziato ad impedire a servizi e siti terzi (come Pokevision e Pokeradar) di fornire agli utenti un consistente aiuto nell'individuazione dei pocket monster. I fenomeni comunque sarebbero slegati: il declino rilevato da Axiom sarebbe partito già una settimana prima dei cambiamenti introdotti dallo sviluppatore.


C'è chi si chiede se Pokémon Go sia in grado di garantire ancora un divertimento di lunga durata per il giocatore, se ha abbastanza varietà al suo interno da intrattenere e "trattenere" a lungo l'utente. Ma queste domande - che nascondono una certa critica strisciante - andrebbero rivolte un po' a tutti i videogiochi (mobile e non), che da sempre si battono per avvincere i gamer. Per di più chi guadagna con il gioco dell'acchiappa-mostri in realtà aumentata non ha molto da preoccuparsi: nonostante il declino rilevato da Axiom, l'app continua ad essere uno dei titoli con le migliori performance, sia in termini di download, che in termini di spesa media per utente. Nella classifica dei giochi gratuiti del Google Play è ancora primo, ed è secondo in quella dell'App Store di Apple. In alcune parti dell'Africa e dell'Asia, poi, Pokémon Go non è ancora stato lanciato. In altre parole: c'è da farci ancora un bel po' di soldi.

Nicola Bruno
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