Il web in odorama

di Lamberto Assenti - A volte ritornano: ci sono tecnologie e idee vecchie che ogni tre o quattro anni cercano di trovare nuovi spazi. Accompagnate dalla fanfare dei media raccontano di una sonnacchiosa inventiva

Roma - In effetti un monitor, un mouse e una tastiera non bastano più a nessuno. O, almeno, questo è quello che qualcuno vuole far credere. Internet è così piena di opportunità, idee e powerup che l'interfaccia hardware tradizionale sta stretta a tutti. Anzi, sta stretta agli ideatori di due progetti che la scorsa settimana hanno goduto di una notevolissima copertura di stampa.

Sto parlando della possibilità di associare alla visualizzazione di certi elementi web anche un odore, attraverso un meccanismo collegato al computer che, a comando, è in grado di rilasciare la fragranza prescritta dal codice del sito visitato o da una email ricevuta. E del progetto che vuole trasformare le pagine web in pagine che parlano all'utente, lo intrattengono sui loro menù e gli consentono di fare le proprie scelte con sistemi di sintesi vocale.

Due idee vecchie che hanno la capacità di tornare a galla di quando in quando.
Il primo naso elettronico risale ai primi anni '80 e, con lo sviluppo delle tecnologie di produzione delle fragranze, le sue possibilità si sono molto dilatate, tanto che nel 1996 su queste pagine si parlava, appunto, di sistemi che avrebbero creato la Internet in odorama. Nulla di fantascientifico, però all'epoca, quando il web iniziava a fare i primi proseliti qui da noi, ogni cosa sembrava possibile, giustificata, anzi ogni cosa era esaltante. Non se ne fece nulla anche se in tanti ci provarono; come la Digiscents, che nel 2000 dichiarò che il futuro dei videogiochi stava nella full immersion, cioè nell'inondare le mucose del giocatore con gli odori giusti al momento giusto.

Ed erano quelli, il '96 e il '97, gli anni in cui si voleva dare alle pagine web, assai scarsine sul piano grafico, un "volto umano", aggiungendo una voce amica alla navigazione in rete. Perché no? In fondo ci sono senz'altro tutta una serie di applicazioni che potrebbero sfruttare pagine parlanti, penso a certi ambiti dell'e-learning e in generale della didattica, sebbene più del web a quel punto sarebbe utile la buona cara e vecchia televisione. Anche di quelle idee non si fece pressoché nulla.

Fino all'avvento delle web radio e dei primi esperimenti di Tv su internet, le pagine web non hanno parlato. Se lo hanno fatto, hanno detto ben poco. A parlare, invece, e pure ad alto volume, sono stati i banner: capitava di aprire una pagina web e saltare sulla sedia sentendo due o tre voci che conversavano amabilmente di qualche eccezionale servizio internet. Non sempre e non tutti hanno capito di primo acchito che, a parlare, era il banner, uno dei primi figli degli smart media che oggi s'impongono sulla rete.

A volte ritornano. Nei giorni scorsi ci è stato detto che il futuro è il web che parla. Auguri ai produttori e a tutti noi. Se queste idee funzioneranno, tanto di cappello agli uomini del marketing. Mi chiedo se queste riesumazioni non siano però figlie poco dotate dell'inventiva sonnacchiosa di certe imprese. E' un dubbio che, temo, non sarà fugato da una pagina web che con voce saudente ci implorerà: sniffa qui.

Lamberto Assenti
TAG: mondo
9 Commenti alla Notizia Il web in odorama
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  • è ottimo x chi fa cucina o per
    progammi tv come "la prova del cuoco"
    non+autenticato
  • Immagino anche per comprare cibo online... Ma sai quanti fake ci saranno? Meloni profumosi che quando li tieni in mano per davvero ti rendi conto che puzzano... Lo stesso per scarpe, profumi, macchine (c'è chi adora l'odore delle macchine nuove), libri, fiori e... donne... (quale attrice permetterebbe mai sul proprio sito ufficiale di essere abbinata a PUZZA? "Tutta profummata sunju"!)
    non+autenticato
  • Sono convinto che alla base di tutto ciò c'è la volontà di rendere internet e l'uso della stessa talmente intuitivo da poter fare a meno del computer e della tastiera e tramite anche gli odori, renderlo più completo.

    Ahimè, il pubblico non la pensa come i creativi.

    Personalmente ho persino staccato la scheda audio tanto odio le musichette quando navigo e non sarebbe la stessa cosa se al posto della tastiera ci fosse un comando vocale.

    Nel nostro piccolo, abbiamo bisogno - per individuare un "attrezzo" ossia un accessorio della nostra vita - di attribuirgli certe funzioni e certi limiti.

    Per questo le grandi idee come le tv che ti fanno anche navigare e in internet e viceversa, i telefonini che fanno da fotocamera o clacolatrice o game boy ect. etc. non hanno mai un grande successo.

    Abbiamo bisogno di sapere che uno strumento fa certe cose da certi risultati, così come non abbiamo bisogno di musichette e odori in internet. Al limite un sistema di navigazione alla "minority report", non vocale ma una estremizzazione del touchscreen.

  • - Scritto da: Mijato
    >
    > Per questo le grandi idee come i telefonini che fanno da
    > fotocamera o clacolatrice

    ma sei sicuro?
    non+autenticato
  • Intanto gli odori o altri 'media' non rendono 'più completo' il computer. Che cosa significa 'più completo'? Una 'immersione più completa' forse? Beh, non tutti i sensi dell'uomo servono all'immersione. La vista è più soggetta ad attirare l'attenzione perchè è caratterizzata da un fuoco d'attenzione altamente locale che si sposta ogni 200 ms circa (bulbi oculari). L'olfatto è invece altamente dispersivo. Nel momento in cui senti una 'puzzetta' ti viene istintivo guardare quelli che ti siedono intorno. L'olfatto non è molto utile per l'immersione. Mai visto un ipnotizzatore che usa vasetti di unguenti per ipnotizzare un paziente. Può sembrare assurdo, ma un videogioco funziona quando si ha la "suspension of disbelief", ovvero la resa materiale (grafica e sonoro) non vengono più percepiti per come sono fatti ma per cosa rappresentano. In quel momento non si vede e sente più il videogioco ma soltanto una rappresentazione interiore arricchita da dettagli (non percettivi/lessicali ma semantici) che in realtà non ci sono.
    Il funzionamento delle macchine può anche essere banale (basta studiarsi UML, RUP, C++/Java, Divide et Impera, l'algoritmo 'Finestre scorrevoli'). Gli esseri umani sono molto più complessi.
    Dubito che l'olfatto possa rendere una navigata in internet più immersiva. Non è così che funziona.
    non+autenticato
  • l'olfatto è uno dei sensi meno sviluppati , consiglio quindi una protesi pelvica.. una bella vibrata all'apparire di un banner e il sito avrà la totale attenzione del povero nerds penicamente linkato al web!!

    non+autenticato
  • giocare ad un livello di Doom (o simili) in cui si scende nelle fogne sarà uno spasso !
    Bleah !
    ci avevano già provato con il cinema, i libri, etc
    ma nel senso dell'odorato c'è qualcosa che si lascia ingannare molto meno della vista e dell'udito
    Le emozioni e anche la memoria sono legate agli "odori" in quanto è una delle parti più ancestrali del cervello
    non+autenticato
  • Una scelta in più == una possibilità di errore in più.
    Quanti siti sfrutteranno bene questi 'powerup' se tanti webmaster, attualmente, non sanno neanche cos'è la Gestalt Theorie o chi è Nielsen?
    Tanti siti dovrebbero sfruttare meglio quello che c'è già (il canale visuale principalmente) piuttosto che adottare questi 'espedienti' WOW per attirare i navigatori.
    non+autenticato