Italia-UMTS, fondi per la new economy

Secondo Standard&Poor's le licenze UMTS costano troppo. Ma il nuovo governo pare intenzionato a sfruttare i 30mila miliardi del possibile incasso per finanziare a modo suo la nuova economia

Roma - Fino a poco tempo fa si parlava di entrate di 3-4mila miliardi per lo stato derivanti dalla concessione delle licenze UMTS. Ora invece le cifre sono cambiate, le speranze del governo si sono decuplicate, e la cifra che circola è di 30mila miliardi. Cifra che ricorda quelle britanniche per l'aggiudicazione delle licenze UMTS e che preoccupano Standard&Poor's. L'autorevole società di analisi ha infatti avvertito che per accaparrarsi le licenze gli operatori si indebitano troppo, rischiano molto, forse tutto, vista anche la difficoltà di determinare le reali possibilità del nuovo mercato dell'ultrabanda wireless.

Stando alle indiscrezioni, i 30mila miliardi potrebbero servire in parte a finanziare il rientro del debito pubblico e il rimanente, circa la metà, ad un fondo quinquiennale per investimenti nella cosiddetta "nuova economia". Una parte di questi finanziamenti andrebbero alle scuole e alla formazione in generale ma anche ai privati e alle aziende che favoriscono la diffusione di internet e del computing.