Claudio Tamburrino

Lyft, in pista per il car sharing senza pilota

Mentre Tesla è costretta a convincere tutti della sicurezza del proprio sistema di guida assistita, anche Lyft, dopo Uber, punta ad introdurre veicoli driverless nel settore del car sharing

Roma - Lyft si accoda alle aziende che puntano sulle auto senza pilota e annuncia di poter esordire nel settore - almeno su alcuni percorsi - entro il 2017.

La startup del car sharing, con un post del presidente John Zimmer, afferma che saranno i robot a dominare le strade entro i prossimi cinque anni in quella che sarà la "terza rivoluzione dei trasporti": proprio preparandosi a questa rivoluzione Lyft si impegnerà a sviluppare il proprio sistema di auto driverless.

Il mese scorso era stata Uber ad annunciare la sua partnership con Volvo per unire i rispettivi sforzi per lo sviluppo di driverless car e i test sono già in corso: si tratta, d'altra parte, solo dell'ultima mossa strategica su questo fronte di Uber che da tempo si sta muovendo con una serie di acquisizioni di competenze e startup.
Per non restare indietro rispetto al concorrente diretto, il progetto di Lyft sarà suddiviso in tre fasi: nella prima, che si concluderà nel 2017, l'obiettivo sarà quello di portare a disposizione dei propri utenti auto semi-automatiche in grado di viaggiare su determinati percorsi fissi sui quali la startup potrà garantire; nella seconda fase tali veicoli saranno pronti per affrontare tutti i percorsi, non solo quelli fissi, ma con il limite di 25 miglia orarie; nella terza fase, che si concluderà nel 2021, sarà pronta per affidarsi completamente e senza limiti ad auto senza pilota per il suo servizio di car sharing.

Oltre a Uber e Volvo, d'altra parte, è folto il gruppo delle aziende in coda lungo la strada promettente delle auto senza pilota: in prima linea - naturalmente - Google e le sue auto in sperimentazione sulle strade statunitensi, e Tesla, che ha sta facendo da apripista del mercato avendo già portato sul mercato un'automobile con opzione di pilota automatico.

In quanto capofila, peraltro, è proprio Tesla che sta in trincea ad affrontare la questione della sicurezza di questo nuovo tipo di tecnologia: in questo senso non l'ha aiutato l'incidente che ha coinvolto un suo veicolo e, da ultimo, le accuse di Mobileye, azienda sviluppatrice di sistemi di automotive, che afferma di aver interrotto la sua collaborazione con Tesla in quanto i suoi prodotti non venivano utilizzati per lo scopo per cui erano stati progettati. Addirittura il suo CTO e cofondatore Amnon Shashua ha dichiarato di aver segnalato i propri dubbi circa la sicurezza del sistema impiegato in tale maniera, dal momento che "comunque la si voglia porre, il sistema di pilota automatico di Tesla non è stato progettato per quello. È un sistema di assistenza alla guida e non un sistema di guida senza pilota".

I rapporti tra le due aziende si sono interrotti proprio in seguito all'incidente mortale che ha coinvolto una Tesla e alla spiegazione di quest'utlima secondo cui un riflesso del sole avrebbe impedito alle telecamere del veicolo (con il sistema Mobileye) di individuare il pericolo costituito da un camion in manovra.

Naturalmente non è mancata la risposta di Tesla, che accusa a sua volta Mobileye di voler bloccare gli sviluppi della sua tecnologia proprietaria e di aver interferito chiedendo condizioni commerciali insostenibili per Tesla e - quando questa ha rifiutato - di aver interrotto il supporto hardware sui prodotti finora adottati dai veicoli Tesla e facendo diversi duri commenti sull'ex partner commerciale solo per ripicca.

Claudio Tamburrino
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