Gaia Bottà

Apple e brevetti, per chi non suona la suoneria

Dopo una lunga battaglia in un tribunale statunitense, Cupertino è riconosciuta colpevole di aver violato un titolo del consorzio MobileMedia, di cui fanno parte MPEG-LA, Sony e Nokia

Roma - Vale 3 milioni di dollari di danni, secondo un tribunale del Delaware, il brevetto di cui Apple avrebbe abusato, un titolo che descrive le modalità per silenziare una chiamata in arrivo o ridurre il volume della suoneria.

Brevetto MobileMedia

Depositato nel 1995 e riconosciuto nel 1999 a Sony, il brevetto RE39,231 fa parte di un pacchetto di oltre 300 titoli di proprietà intellettuale destinati all'elettronica di consumo gestito da MobileMedia Ideas, consorzio di cui fanno parte il gruppo MPEG-LA, Sony e Nokia. MobileMedia si era rivolta ad Apple nel 2010: chiedeva che Cupertino desse conto dell'indebito sfruttamento di 16 brevetti presso i propri iPhone. Nel corso del procedimento i brevetti oggetto del contendere si sono ridotti, ed Apple nel 2012 era stata riconosciuta colpevole di averne violati tre.

Ma di ricorso in ricorso, lo scenario delle proprietà intellettuali in gioco è stato ridisegnato: restava da decidere del solo brevetto RE39,231, relativo a un "metodo per il controllo delle chiamate in entrata su un terminale per la comunicazione", che descrive delle soluzioni per interrompere o abbassare lo squillo della suoneria in caso di chiamate ricevute in momenti inopportuni.
Apple aveva provato a contestare l'eccessiva vaghezza del titolo di MobileMedia, aveva sottolineato che il consorzio non l'avesse mai contattata per segnalare la violazione e proporre la concessione in licenza del brevetto, ma l'unico risultato ottenuto è il ridimensionamento dei danni. La corte del Delaware presso cui è stato celebrato il processo ha ritenuto che iPhone 3G, iPhone 3GS e iPhone 4 abbiano violato il brevetto RE39,231 e, in luogo del risarcimento chiesto da MobileMedia, pari a 18 milioni di dollari, ha concesso un risarcimento di 3 milioni di dollari.

Il consorzio ha dichiarato la propria soddisfazione, minacciando di estendere il procedimento a dispositivi più recenti, quali iPhone 4S, iPhone 5, 5C, 5S e iPhone 6 e iPhone 6 Plus. Non è dato sapere se Apple abbia intenzione di ricorrere in appello.

Gaia Bottà
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