Claudio Tamburrino

Spectacles, scatti per riprendere Google Glass

Snapchat, la startup delle chat, si dedica alla registrazione della realtà con un paio di occhiali pensato per documentare e condividere i ricordi

Roma - Snapchat - l'app di messaggistica con la memoria a tempo che ha recentemente cambiato il suo nome in Snap - ha creato un dispositivo indossabile per rendere idealmente eterni i ricordi di ciò che si vive: ha lanciato degli occhiali con fotocamera wireless per registrare quello che si vive come lo si vive.


Il nuovo dispositivo si chiama Spectacles e, al costo di 130 dollari, offre degli occhiali da sole (disponibili in tre colori) con installata una delle più piccole telecamere wireless al momento sul mercato: in questo modo è in grado di registrare video di 10 o 20 o 30 secondi con inquadratura circolare, inviati direttamente sul proprio dispositivo tramite WiFi o Bluetooth, da cui possono essere visti quindi con diverse angolazioni (per esplorare i 115 gradi dell'inquadratura inclinando il proprio device) ed eventualmente possono essere condivisi su Snapchat.

Il tutto funziona con un solo singolo pulsate (uno, due o tre digitazioni per calibrare la durata) e con una batteria che dovrebbe permettere riprese per una giornata intera con una sola carica.
In uno dei futuri distopici immaginato dalla serie tv Black Mirror, tutti hanno impiantato un sistema per registrare e rivivere i propri ricordi. Un'evoluzione tecnologica che apre la strada a una miriade di angoscianti derive in cui ognuno è un Grande Fratello di se stesso e di coloro che lo circondano: gli Spectacles non arrivano al grado di incisività nella vita di tutti i giorni immaginato dai sceneggiatori televisivi, ma certamente hanno l'aspirazione di cambiare - almeno in minima parte - il modo di vivere.

Il motto degli Spectacles (che saranno disponibili sul mercato a partire da questo autunno) è infatti quello di permettere ai propri utenti di rivivere i ricordi più belli con lo stesso sguardo con il quale li si è vissuti e soprattutto di farlo senza rischiare di perdere il momento dovendo estrarre il proprio smartphone e tenerlo di fronte alla propria visuale.

D'altra parte - dopo le mille preoccupazioni e conseguenti precauzioni per la privacy sollevate con la prima circolazione di Google Glass - i wearable in grado di registrare all'insaputa dell'interlocutore sono visti con più di un sospetto: per questo - per esempio - Snap ha previsto una luce accesa per indicare la ripresa in corso, come una sorta di "on air" delle trasmissioni televisive.

A proposito delle lezioni imparate da Google Glass, poi, Snap ha puntato ad un hardware pop e molto distante dal modello futuristico-nerd di Mountain View: in questo modo Snap spera che il suo gadget entri senza ostacoli nella vita di tutti i giorni dei propri utenti (e per il momento, data la natura di occhiali da sole, solo di giorno o con la luce).

Claudio Tamburrino

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