PI Test/ Microsoft HoloLens

I prodigiosi visori di Redmond riusciranno a modificare la prospettiva della nostra vita? Li abbiamo provati per dare uno sguardo al futuro

Preso da eccitazione, Florian Haspinger, inizia a muoversi attorno a un tavolo vuoto, come se vi percepisse un "qualcosa" sopra. Le altre persone presenti nella stanza non vedono altro che un semplice mobile, ma davanti agli occhi del fondatore della startup Holo Light sul tavolo si sta formando l'intero sistema solare. La visione di questa realtà virtuale nell'ambiente circostante è resa possibile dagli HoloLens di Microsoft, indossati da Haspinger.


Florian Haspinger (25 anni), laurea in fisica, dopo essersi entusiasmato per gli HoloLens e per la realtà aumentata ha fondato la Holo Light. Startup tedesca, composta da nove persone, che progetta software, app e giochi per gli Hololens

Questi "occhiali cibernetici" sono in grado di creare ologrammi, proiettare contenuti multimediali e informazioni nel proprio campo visivo. Chi li indossa non si immerge completamente nella realtà virtuale (VR), ma vive una realtà aumentata, come avviene a Terminator nell'omonimo film di fantascienza, dove attraverso l'Augmented Reality (AR) riceveva informazioni sull'ambiente circostante.


Gli occhiali AR consentono di trasformare l'abitazione in un campo di battaglia. In RoboRaid, i gamer simulano di ridurre tutto in cenere con il laser e anche i compagni di gioco non saranno al sicuro. Ecco un esempio di ciò che si vede con gli HoloLens (foto in alto) e di cosa invece avviene nella realtà (foto in basso)

Florian Haspinger non sta però lavorando per conquistare il dominio mondiale sui robot, ma sta progettando possibili applicazioni per gli occhiali Microsoft. Haspinger è infatti uno dei primi esperti in Europa ad aver posseduto gli HoloLens ed è convinto che "questi occhiali rivoluzioneranno il futuro". Come ciò potrà avvenire? Per scoprirlo abbiamo provato uno dei costosi prototipi da 3.000 dollari.

Gli occhiali AR rivoluzioneranno lo shopping online? Attraverso gli HoloLens il cliente potrebbe provarsi l'abito davanti allo specchio virtuale o configurare la propria dream car sul tavolo della sala da pranzo. Se tutto sarà di suo gradimento, potrà ordinare "l'oggetto del desiderio" attraverso gli occhiali con un semplice movimento delle dita

Senza necessità di cavi e PC
Chi indossa gli occhiali potrà godere di visioni bidimensionali o tridimensionali. A seconda dell'applicazione potrà trattarsi di un robot aggressivo, di un auto nuovissima o anche del sistema solare.


Grazie ad app in 3D sviluppate per gli HoloLens gli studenti potranno dare un'occhiata alla Terra da tutti i punti del globo, eseguendo ingrandimenti a piacere. In questo modo, la geografia potrebbe diventare la materia preferita

A differenza dei tradizionali occhiali VR già disponibili gli HoloLens non necessitano di cavi da collegare a un potente computer, poiché tutta la tecnologia è racchiusa nella "compatta" intelaiatura. "Compatta" poiché i suoi 580 grammi non rendono gli HoloLens un peso piuma, ma grazie alla fascetta extra l'elevato peso si distribuisce uniformemente potendoli così indossare per lunghe esplorazioni nel mondo della realtà aumentata. Dopo due o tre ore, però, bisogna dire basta a questa "ricognizione", poiché la batteria necessita di essere ricaricata.


Realtà aumentata liberi da cavi
Sulla fronte, nella montatura del visore, trova posto un mini PC che invia i contenuti AR a due piccoli display i quali provvedono a trasferire l'immagine a quattro lenti che a loro volta la proiettano su entrambi gli occhi. Si spera che questa struttura compatta possa essere introdotta anche per gli occhiali VR. Senza il "cordone ombelicale" con il PC e altri grovigli di cavi, l'esperienza sarebbe decisamente più coinvolgente e i limiti tra realtà e illusione nel campo visivo scomparirebbero velocemente.
Florian Haspinger, nel frattempo, ha acquisito estrema dimestichezza con tutti i dettagli degli occhiali Microsoft, "ma per comprendere a fondo il loro funzionamento, è necessario avere una laurea in fisica", precisa Florian, esperto fisico. In parte, la tecnologia sfrutta i brevetti degli smartphone Nokia, il cui settore è stato acquisito da Microsoft cinque anni fa.

I video conquistano la parete
Il fatto che gli HoloLens siano basati su Windows 10 procura chiari vantaggi: "Se le app girano senza problemi su questo sistema operativo, allora funzioneranno anche con gli occhiali", spiega Haspinger. L'effetto comunque non sarà quello di un'immagine complessa in 3D, ma l'illusione sarà quella di un poster attaccato alla parete.


Gli HoloLens sono in grado di riprodurre numerose app Windows in modalità bidimensionale, tra cui il browser Edge. Sarà possibile proiettare video di YouTube e serie TV di Netflix in formato XXL. L'immagine verrà fissata sulla parete dal sistema e rimarrà nel punto desiderato anche muovendo velocemente la testa

Già nel primo test pratico si è evidenziato l'enorme potenziale degli HoloLens. Se l'utente guarda, ad esempio, un video di YouTube e desidera ingrandirlo, potrà farlo con semplici movimenti della testa o delle dita e lo spettatore avrà l'impressione di vedere un video su un grande schermo. Dopo avere fissato con lo sguardo l'immagine, quest'ultima rimarrà così, anche eseguendo veloci movimenti con la testa.
Per il momento le possibilità di comando e gestione degli occhiali sono modeste: oltre a un clic virtuale sul lato destro del visore, che nell'esempio ingrandisce l'immagine, si potrà ricorrere soltanto a un movimento della mano per scorrere il menu, confermando l'azione con un movimento della testa.

Occhiali High-End con punti deboli
Altro punto debole della versione prototipo è il limitato campo visivo, corrispondente al display di un televisore da 55 pollici osservato alla distanza di 2 metri. Quando gli HoloLens usciranno sul mercato di massa, necessiteranno senz'altro di una superficie di proiezione più grande per esaltare la realtà aumentata.
Sarà necessario abituarsi a vedere anche a colori un po' spenti nonché oggetti trasparenti, soprattutto in condizioni di luce ambientale intensa. Inoltre, alcuni utenti percepiscono fastidiosi effetti arcobaleno, generati da movimenti veloci della testa.
Attualmente la qualità di riproduzione è impeccabile, grazie ai due display Full-HD che consentono un'immagine nitida. L'elevata densità di 40 pixel per pollice, identica a quella di un televisore HD da 55 pollici, fa sì che non siano visibili retinature o singoli pixel.

Ancora prematuri per il mercato
Sia che gli occhiali vengano usati per divertimento, utilizzati come occhio supplementare in medicina o che trovino impiego nell'abitacolo virtuale di una connected car, gli HoloLens offrono enormi potenzialità. Le App testate sono già in grado di funzionare in modo prevalentemente fluido, con una frequenza di 60 fotogrammi al secondo senza provocare quindi sensi di nausea.
Ci sarà da percorrere ancora molta strada prima che gli occhiali siano maturi per il mercato. Non appena Microsoft riuscirà ad offrire un modello più leggero, con un campo di visuale più ampio e ad un prezzo accessibile, gli HoloLens potranno veramente entrare a fare parte del futuro.

VR e AR, la differenza c'è e si vede
Parlando di trend previsti per il futuro, la Virtual Reality (VR - Realtà Virtuale) e la Augmented Reality (AR - Realtà Aumentata) vengono messe sullo stesso piano, sebbene le tecnologie siano totalmente diverse. L'enorme differenza riguarda la percezione ottenuta dall'utente.

Con gli occhiali VR si immerge completamente in un mondo virtuale digitalizzato, ottico e acustico, tangibile a 360 gradi. In questa situazione è completamente isolato dal mondo esterno reale.


Gli occhiali VR creano l'illusione di farvi entrare completamente in un altro mondo, ad esempio in montagna

Attraverso la Augmented Reality (Realtà Aumentata), invece, l'utente continua a percepire la realtà, che viene ampliata con contenuti virtuali attraverso occhiali computerizzati. Le immagini potranno riguardare oggetti 3D su un tavolo o informazioni.


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3 Commenti alla Notizia PI Test/ Microsoft HoloLens
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  • Certo che Florian Haspinger, a guardarlo bene, sembra nato a bitonto...
    non+autenticato
  • L'articolo non è male, un po' sintetico per via dello spazio.

    La tecnologia della realtà aumentata, insieme a quella della realtà virtuale produrrà senz'altro dei cambiamenti epocali nel modo di vivere di tutti: dal lavoro, al divertimento, alla vita di relazione, all'orientamento stradale (a piedi, o su qualche mezzo), all'interazione con e fra aziende e PA.

    L'affermazione "l'elevata densità di 40 pixel per pollice, identica a quella di un televisore HD da 55 pollici, fa sì che non siano visibili retinature o singoli pixel" è invece strana, in quanto questa densità è buona su un televisore lontano alcuni metri, non certo per un visore a un centimetro dall'occhio (e neanche per un monitor a 50-60 centimetri); si tratta quindi di una densità in pixel estremamente scadente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ho longar
    > L'affermazione "l'elevata densità di 40 pixel per
    > pollice, identica a quella di un televisore HD da
    > 55 pollici, fa sì che non siano visibili
    > retinature o singoli pixel" è invece strana, in
    > quanto questa densità è buona su un televisore
    > lontano alcuni metri, non certo per un visore a
    > un centimetro dall'occhio (e neanche per un
    > monitor a 50-60 centimetri); si tratta quindi di
    > una densità in pixel estremamente scadente.

    Non sono assolutamente informato sull'argomento, ma se il display è "full-hd", ed è largo al massimo un paio di pollici per poter essere ospitato all'interno degli occhiali, dovrebbe avere una risoluzione di 80 pixel, non 1920: non sarebbe quindi Full HD.

    Suppongo quindi che 40 pixel per pollice sia la densità apparente di pixel "proiettati" a 2 metri di distanza, e sia quindi la base di partenza per il calcolo "come un 55 pollici a 2 metri...."

    (tutto questo a deduzione: ripeto non sono assolutamente informato sugli hololens)
    non+autenticato