Claudio Tamburrino

UE, limiti per la rivendita del software

La copia privata deve rimanere tale, anche se l'originale è irrimediabilmente distrutto. La decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su un caso di rivendita di software Microsoft in Lettonia

Roma - La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che l'acquirente originale di un software con licenza può rivendere il programma e la relativa licenza in tutte quelle circostanze nelle quali non si tratta di una copia ulteriore del software a passare di mano.

La questione si inserisce nel filone di decisioni prese dalle autorità europee in merito al mercato dei software usato, di fatto riconosciuto come legittimo nonostante l'opposizione di diverse aziende ICT, tra cui Microsoft e Oracle, e nonostante diverse limitazioni.

In particolare, nella decisione sul caso rinviato dalla Corte regionale di Riga che vede Aleksandrs Ranks e Jurijs Vasiļevičs accusati di vendita illecita di prodotti protetti da copyright di Microsoft (più di 3mila copie di Microsoft Windows e Microsoft Office, per un valore totale di 26.5514 Euro) attraverso un marketplace online, i giudici di Lussemburgo hanno specificato che, anche qualora la copia originale sia andata distrutta o sia stata danneggiata, il commerciante non può vendere la sua copia di backup.
Secondo i giudici europei, infatti, in base ai principi dell'esaurimento del diritto, il titolare di diritto d'autore che ha venduto la copia di un programma su un dispositivo fisico (come un CD-ROM o un DVD) con una licenza d'uso illimitata non può opporsi alla sua successiva rivendita a meno di disposizioni specifiche contrarie a tale ipotesi.

Tuttavia, secondo la Corte il copyright riserva al titolare il diritto esclusivo di autorizzare o meno la riproduzione temporanea o permanente di un programma con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma.
Pertanto, anche se il titolare non può impedire in alcun modo all'acquirente di fare una copia di backup funzionale all'utilizzo del prodotto legittimamente acquisito (qualsiasi disposizione contrattuale in questo senso sarebbe nulla), tale copia non potrà essere venduta rientrando comunque nel diritto del titolare di esclusiva sulle copie ed esulando - nel momento esatto dell'offerta in vendita - dallo scopo dell'eccezione per copia privata per backup.

Claudio Tamburrino
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7 Commenti alla Notizia UE, limiti per la rivendita del software
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  • MA QUEL BELLISSIMO ARTICOLO SULLE DARKNET CHE FINE HA FATTO???
    NON LO SI TROVA NEANCHE NELLA RICERCA!!
    non+autenticato
  • La corte europea arriva tardi come al solito, ogni volta che c'e' da sentenziare in materia di informatica.

    Da quanti anni non esistono piu' i CD originali col software?

    Oggi il software si scarica e si acquista la licenza per registrarlo.

    E il DRM impedisce di poter rivendere il codice a terzi quando il programma non ci serve piu'.

    Quindi, alla faccia della sentenza che sembrerebbe concedere al consumatore il diritto di rivendere la licenza del software, di fatto questo diritto viene negato unilateralmente dal DRM.

    Il software libero diventa una necessita' se non si vuole finire schiavi di chi calpesta bellamente le leggi e i diritti delle persone.
  • "può rivendere il programma e la relativa licenza"

    il programma non si può rivendere in quanto non lo si acquista (quasi) mai.
    E' solo la licenza che viene acquistata e che quindi può essere rivenduta.
    Il software in quanto tale rimane (quasi) sempre di proprietà della software house.
    non+autenticato
  • Figure retoriche, queste sconosciute.
    Nello specifico parliamo di Metonimia.
    "il programma" per dire "il supporto fisico su cui è fissata una copia del programma".

    Quando fai l'acquisto fisico di un programma, come quando compri un libro, acquisti il supporto (il PVC del DVD, la carta) e la licenza sulla copia di quell'opera fissata a quel supporto.

    Dato che molti anni fa erano meno rimbec...iti di adesso, legiferarono ovunque dicendo che la copia del libro che avevi pagato era tua, e di quella copia potevi goderne indipendentemente dal fatto che ci fosse una licenza implicitamente allegata. Gli Statunitensi la chiamarono "First Sale Doctrine", in Europa "Exhaustion or rights" (anche se hanno qualche differenza...).

    In tempi recenti invece si è fatto finta che i bit stessero per aria da soli, e non debbano comunque essere fisicamente appoggiati da qualche parte, e si è cominciato a legiferare dicendo che la licenza prevale sull'acquisto, e anche se tu hai pagato per una copia, neanche quella specifica copia è più nella tua disponibilità (ad esempio non potrai lasciare il tuo iPod in eredità al nipote, come mio padre ha fatto con la collezione di dischi a mio figlio).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker

    > hai pagato per una copia, neanche quella
    > specifica copia è più nella tua disponibilità ( ad
    > esempio non potrai lasciare il tuo iPod in
    > eredità al nipote
    , come mio padre ha fatto con la
    > collezione di dischi a mio
    > figlio).

    Posso sempre prestarglielo un attimo prima di spirare ... A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > - Scritto da: Skywalker
    >
    > > hai pagato per una copia, neanche quella
    > > specifica copia è più nella tua
    > disponibilità (
    > ad
    > > esempio non potrai lasciare il tuo iPod in
    > > eredità al nipote
    , come mio
    > padre ha fatto con
    > la
    > > collezione di dischi a mio
    > > figlio).
    >
    > Posso sempre prestarglielo un attimo prima di
    > spirare ...
    >A bocca aperta

    Possono sempre cancellarti tutto il contenuto da remoto un attimo dopo che sei spirato.
  • Ma il mio ipod clone da 5 euro ha tutto in locale ed ha anche il jack da 3.5mm ...A bocca aperta
    non+autenticato