Alfonso Maruccia

CED, nuove interfacce per l'accesso ai dati

Due consorzi per velocizzare lo scambio e l'accesso alle informazioni su server e data center, un obiettivo necessario in virtù del rallentamento nella crescita delle performance delle CPU pure

Roma - Il gotha dell'industria tecnologica si è impegnato a formalizzare una nuova specifica chiamata "Open Coherent Accelerator Processor Interface" (OpenCAPI), un'interfaccia innovativa il cui obiettivo è continuare a far crescere le prestazioni dei data center in un mercato in cui i processori centrali non macinano GHz come invece facevano un tempo.

Il consorzio OpenCAPI può contare sul supporto di AMD, Dell EMC, Google, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Mellanox Technologies, Micron, NVIDIA e Xilinx, tutti uniti per l'obiettivo di superare le prestazioni attualmente disponibili su bus PCI Express (16 Gbps) fino a raggiungere i 25 Gigabit al secondo.

Nell'ambito della nuova interfaccia, spiegano i proponenti, le CPU potranno connettersi in maniera diretta alle tecnologie di memoria avanzate in via di realizzazione o finalizzazione (variazione di fase, Intel 3D Xpoit/Optane ecc.) e "acceleratori" hardware basati su design custom (ASIC, FPGA). OpenCAPI non "peserà" sulla CPU con nuove routine software, permettendo l'indirizzamento virtuale delle nuove memorie e migliorando la velocità di accesso ai dati fino a 10 volte rispetto a oggi.
Le specifiche di OpenCAPI saranno rilasciate in formato "open", e dovrebbero comparire sotto forma di prodotto commerciale prima di tutto nei sistemi hardware IBM basati su architettura POWER9, nella seconda metà del 2017. Poi arriveranno i server di Google e Rackspace, nome in codice "Zaius", anch'essi basati su CPU POWER9 di Big Blue.

OpenCAPI intende fornire vantaggi ad applicazioni quali il machine learning e altri scenari di utilizzo intensivi, un obiettivo a cui prevedibilmente gioverà anche il nuovo consorzio che ha dato notizia di sé in questi giorni chiamato Gen-Z.

I player impegnati in Gen-Z si sovrappongono in maniera significativa a quelli di OpenCAPI, ma dalle interfacce di networking si passa in questo caso a un design per la gestione delle nuove memorie a livello di hardware. Un nuovo protocollo, anch'esso open, promette di ottimizzare l'uso delle memorie basate su blocchi con una banda superiore ai 100 Gbps e latenze inferiori ai 100 nanosecondi.

Gen-Z mira a realizzare una tecnologia "trasparente", capace di essere implementata sui nuovi sistemi senza alcuna modifica al software e ai sistemi operativi già in commercio.

Sia per OpenCAPI che per Gen-Z, in ogni caso, il nome eccellente che manca nell'elenco dei supporter è Intel: Santa Clara preferisce ancora investire sui suoi design proprietari, anche se niente vieta l'adozione dei nuovi standard aperti anche al colosso delle CPU x86.

Alfonso Maruccia
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2 Commenti alla Notizia CED, nuove interfacce per l'accesso ai dati
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  • Munasterio 'e santa clara ha la puzzetta sotto il naso ed ha ancora mire imperialiste, pur che ormai è chiaro che gli altri attori stanno crescendo e consolidando le proprie posizioni.
    Ed è un bene, a causa delle manovre strategiche di intel siamo ancora ai chip su silicio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: quasar
    > Munasterio 'e santa clara ha la puzzetta sotto il
    > naso ed ha ancora mire imperialiste, pur che
    > ormai è chiaro che gli altri attori stanno
    > crescendo e consolidando le proprie
    > posizioni.
    > Ed è un bene, a causa delle manovre strategiche
    > di intel siamo ancora ai chip su
    > silicio.

    Intel? Come no, Intel...cul (a noi, non lo sapevate ancora?)