Quel forte desiderio di diventare invisibili

Il celebre mantello dell'invisibilità in stile Harry Potter o Il Signore degli Anelli potrebbe presto diventare realtà. E la sua manifattura è anche un po' made in Italy

La sua origine può essere definita inglese, ma sulla recente scoperta del mantello che rende invisibili è stampato anche il nostro Tricolore. La mente del gruppo di ricerca che ha ideato e realizzato il mantello è, infatti, Luigi La Spada, ricercatore presso l'Università Queen Mary di Londra ma originario del Belpaese.
È stata la rivista Scientific Reports, nei mesi scorsi, a descrivere nel dettaglio tutti i passaggi e gli aspetti che hanno portato il team di ricerca a elaborare lo studio, arrivando alla dimostrazione della possibilità di far sparire un oggetto tridimensionale rivestito da materiale composito, ovvero costituito da materiali differenti progettati e realizzati dalla stessa equipe. La Spada ha spiegato che questi materiali "hanno specifiche proprietà elettromagnetiche, che non si riscontrano normalmente in natura e che consentono all'onda elettromagnetica di poter aggirare l'ostacolo". Il risultato, quindi, è la "scomparsa" dell'oggetto sottostante.


Attraverso questa ricerca si è costruito un mantello in grado di cancellare le superfici curve rendendole piatte grazie all'utilizzo delle onde elettromagnetiche; il suo impiego, quindi, nasconderebbe gli oggetti. Il team di ricerca ha inizialmente proceduto a coprire una superficie rialzata, vale a dire un oggetto tridimensionale simile a una pallina da tennis, utilizzando uno strumento di recente sviluppo e costituito da materiale composto da diversi strati di monoparticelle (nello specifico parliamo di sette strati); ogni strato poi sarebbe in possesso di volumi e dimensioni differenti, le cui misure variano dal nanometro al microgrammo. Parliamo anche di una proprietà elettrica diversa, che avrebbe la funzione di appoggio per il dispositivo. Questo insieme di materiali permette alle onde elettromagnetiche di colpire l'oggetto e di attraversarlo senza causare alcun tipo di dispersione e consentendo, quindi, la sua copertura, dando l'impressione che lo stesso sia diventato piatto. I ricercatori non sono entrati nei dettagli dello studio, come la descrizione del materiale composito o delle specifiche tecniche, probabilmente perché stanno valutando la possibilità di brevettare tale tecnologia.


La scrittrice J. K. Rowling immagina un mantello dell'invisibilità con caratteristiche davvero uniche: rende invisibile chi lo indossa, non si rovina col passare del tempo (non può essere strappato né bruciato) ed è immune da qualsiasi incantesimo. Nella realtà saranno davvero così?

Storia recente
L'esperimento portato avanti dallo staff guidato dall'italiano La Spada, che ha consentito l'eccezionale scoperta scientifica, non è certamente il primo tentativo di realizzare un supporto che renda invisibili oggetti e persone. Soprattutto nel corso degli ultimi anni alcune Università hanno sperimentato diverse soluzioni scientifiche al fine di creare materiali utili allo scopo, impiegando campi magnetici, lenti, prismi che creano illusioni ottiche, nonché materiali speciali capaci di respingere la luce.
Nel 2013 in Cina, all'Università Zhejiang, è stato creato un mantello dell'invisibilità utilizzando il teflon ed un processo di produzione che tramite una macchina CNC necessita di appena 15 minuti per la realizzazione. Il computer, in pratica, modifica la forma del materiale impiegato per ridurre la distorsione della luce al passaggio del mantello.


http://newscenter.lbl.gov/2015/09/17/making-3d-objects-disappear/" target="_blank">http://www.rochester.edu/newscenter/watch-rochester-cloak-uses-ordinary-lenses-to-hide-objects-across-continuous-range-of-angles-70592/" target="_blank">Nel 2014 i ricercatori dell'Università di Rochester a New York hanno creato una lente che incorpora al suo interno altre quattro differenti lenti, posizionate a distanze predefinite fra loro, che in sostanza "piegano" la luce, dando in questo modo la concreta impressione che un oggetto, posizionato tra le lenti, possa scomparire. L'idea di base è quella di prendere la luce e farla passare intorno a un oggetto, dando così l'impressione che questo sia svanito. Ciò è possibile poiché le lenti sono collocate in modo da evitare la luce e fanno sì che l'onda elettromagnetica non colpisca l'oggetto in questione.


, presso l'Università di Berkeley in California, alcuni ricercatori guidati dal professor Xiang Zhang hanno creato il mantello dell'invisibilità (spessa solo 80 micrometri), costituita da micro particelle d'oro che respingono le onde luminose emesse dall'oggetto. Queste particelle riescono ad assorbire e irradiare la luce attraverso frequenze non percepibili dall'occhio umano, rendendo quindi invisibile la sua presenza e ciò che copre. Il mantello però non riesce a "far sparire" oggetti grandi ma solo quelli di piccolissime dimensioni.


I possibili campi di applicazione
Il recente esperimento (2016) realizzato all'Università Queen Mary di Londra potrebbe consentire l'impiego di questo mantello in diversi campi di applicazione, ad esempio in ambito aerospaziale o nella costruzione di sistemi ottici e acustici per uso commerciale e industriale.

Luigi La Spada ha dichiarato: "abbiamo dimostrato che esiste la possibilità di utilizzare le monoparticelle per controllare la superficie di propagazione delle onde attraverso la produzione avanzata di additivi. Ma la cosa più importante è che l'approccio utilizzato può essere applicato ad altri fenomeni fisici che sono descritti dalle onde, come il settore dell'acustica". Ha poi aggiunto: "Con gli opportuni accorgimenti è quindi possibile progettare dispositivi dell'invisibilità anche per altri fenomeni fisici, che per esempio possono rendere un oggetto invisibile ai radar o che possono migliorare le performance delle antenne satellitari".

Nonostante non si possa ancora parlare di un vero e proprio dispositivo che possa rendere completamente invisibili oggetti e soprattutto persone, i ricercatori sono molto entusiasti di questo nuovo materiale poiché espande le ricerche precedenti relative ad mantelli che rendano invisibili lavorando con una sola frequenza. Non ci resta, quindi, che attendere i progressi della scienza e sperare che il 2017 sia l'anno giusto per rifarsi il "guardaroba invisibile".
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