Mirko Zago

Comunicazione via Internet, l'etÓ conta ancora

Dal rapporto pubblicato da Agcom su comunicazione e uso di Internet emerge che l'etÓ Ŕ ancora una discriminante per l'accesso ai nuovi strumenti digitali. Ma qualcosa sta cambiando: la consapevolezza diffusa che la Rete sia ormai un "servizio primario"

L'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni ha presentato i risultati del rapporto "Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive", un'indagine condotta su individui di età compresa tra 14 e 74 anni con l'obiettivo di conoscere l'approccio degli italiani con i vari strumenti di comunicazione. Il focus è stato posto sui servizi di telefonia fissa e mobile, Internet e sui servizi postali e delinea le future tendenze del settore.

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╚ emerso che l'ampia diffusione di apparecchi per la connessione in mobilità, tra i quali spiccano gli smartphone (la penetrazione è del 94,1 per cento), è stata causa ed effetto dell'estensione del tempo di permanenza nel mondo virtuale. Si è sostanzialmente sempre connessi e questo è tanto più vero per chi oltre allo smartphone possiede anche tablet e notebook, ovvero il 30 per cento degli individui.

L'età è un elemento che fa da spartiacque per quanto riguarda l'esperienza di utilizzo dei beni e servizi correlati alla comunicazione. I più giovani mostrano infatti una conoscenza superiore degli strumenti, delle potenzialità e della qualità dei servizi. Più avanza l'età, più aumenta il rischio di essere digitalmente esclusi: non è un caso che solo un terzo degli individui di età più anziana accede ad Internet, come testimoniato tra l'altro anche dal recente rapporto del Censis (usano Internet solo il 31,3 per cento degli over 65).
Sfogliando i documenti dell'Agcom è interessante notare che per quanto concerne l'acquisto di servizi, oltre il 60 per cento degli individui si affida a provider che forniscono sia connessione dati che telefonia. I più anziani viaggiano ancora una volta contro tendenza, per il 70 per cento infatti mantengono attiva una linea telefonica che prevede solo il servizio di fonia senza approfittare della connessione dati (sia linea fissa che mobile). Questa tendenza, a prescindere dall'età, sembra essere anche una scelta di genere: le donne sarebbero meno interessate ai servizi di connessione. Questo dato sembra in conflitto invece con i dati del Censis che evidenziano un exploit di "donne navigatrici" (74,1 per cento contro il 73,2 per cento degli uomini).

I servizi postali digitali, nella vita di tutti i giorni, sembrano non avere poi tutto questo appeal. Il loro utilizzo è ancora poco diffuso, seppur permettano un notevole risparmio di tempo. Ne sono soddisfatti il 97 per cento dei giovani e il 56 per cento del pubblico più adulto (il dato cala evidentemente per maggiori difficoltà nel destreggiarsi con gli strumenti moderni).

Altra tendenza confermata e che ancora una volta coinvolge ampiamente un pubblico più giovane è la diffusione dei nuovi servizi di messaggistica come ad esempio, WhatsApp o Messenger e dei servizi alternativi alla telefonia vocale tradizionale come, ad esempio, le chiamate effettuate tramite Skype. Strumenti che agevolano la comunicazione e che offrono indirettamente opportunità di risparmio. Quello del risparmio è infatti un argomento che sta a cuore a tutti gli italiani se si considera che oltre il 50 per cento non è disposto a pagare quel qualcosa in più per ottenere una connessione più veloce e che il cambio di operatore è spinto proprio dal fattore prezzo (oltre che da eventuali fughe causate da bassa qualità e disservizi vari).

A prescindere dall'età una cosa è certa: la rilevanza di Internet nella vita quotidiana è confermata all'unanimità. L'accesso alla rete è ritenuto un servizio indispensabile per oltre il 90 per cento degli individui di qualsiasi età (nonostante i più maturi abbiano poi difficoltà nella fruizione).

Mirko Zago

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