Alfonso Maruccia

Microsoft, il codice per le IA open

Redmond aggiorna la propria offerta di codice open source per i sistemi di intelligenza artificiale a base di reti neurali. Una tecnologia che a dire della corporation diventata, in certi ambiti, competitiva con l'intelligenza umana

Roma - Microsoft ha rilasciato una nuova versione del suo kit open source per il machine learning, un tool precedentemente noto come Computational Network Toolkit (CNTK) e che nella nuova distribuzione beta viene indicato più brevemente come Cognitive Toolkit (CT). L'invito a usarlo è rivolto a tutti gli sviluppatori, la speranza è di rendere questo genere di strumenti sempre più popolare.

Come già nel recente passato, il tookit cognitivo di Redmond permette di implementare piattaforme di machine learning basate sulle reti neurali e capaci di sfruttare ogni genere di hardware computazionale (CPU o GPU) anche configurato in cluster. Le novità della nuova versione includono il supporto al linguaggio Python e nuovi algoritmi per applicazioni innovative a base di IA.

Lo sviluppo originario di CNTK/CT in seno a Microsoft, infatti, era rivolto all'utilizzo in scenari di riconoscimento vocale per le comunicazioni, ma ora il framework FOSS si è evoluto ed è ad esempio in grado di estrapolare deduzioni a partire dai termini di ricerca di Bing: il servizio di ricerca Web di Redmond è in grado, tra le altre cose, di "capire" che l'utente è alla ricerca di una "ricetta" quando chiede di conoscere le istruzioni su come si cucina una torta di mele.
Le applicazioni al riconoscimento vocale continuano in ogni caso a rappresentare una delle specializzazioni più importanti di CT, con Microsoft che è arrivata a dichiarare un livello di efficienza al pari con quello di un essere umano (con una percentuale di errore del 5,9 per cento) nella trascrizione delle conversazioni parlate.

Microsoft ha rilasciato Cognitive Toolkit con l'obiettivo di "democratizzare" l'utilizzo delle piattaforma di intelligenza artificiale a reti neurali, mentre altri come IBM pensano piuttosto a trovare nuove applicazioni commerciali delle rispettive IA "pensanti": il software di collaborazione Slack è stato recentemente aggiunto alla lista di prodotti interessati a integrare i servizi cloud di Big Blue a scopo comunicativo per mezzo di bot.

Alfonso Maruccia
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