Luca Annunziata

Microsoft Teams, Redmond dà l'addio all'email

Uno strumento che si aggiunge al portfolio di Office 365. Immaginato per sostituire le email e fungere da centro unico di lavoro in azienda

Microsoft Teams, Redmond dà l'addio all'emailMilano - Per fare piazza pulita di uno strumento antico, e asincrono, Microsoft decide di schierarne uno altrettanto antico: ma sincrono. Così il nuovo Microsoft Teams - strumento che va ad arricchire la "piattaforma Office", come l'ha chiamata Satya Nadella sul palco di New York durante il lancio - utilizza la chat per surclassare l'email. Una chat ricca di funzioni, capacità, integrazioni: ma sempre di una chat si tratta.


Quello che ha fatto Microsoft, ovviamente per gli utenti delle versioni enterprise e business di Office 365, è mettere in piedi una sorta di hub accentratore in cui far convergere tutti i suoi servizi: Word, Excel, PowerPoint ci sono, ma ci sono pure Skype e Sharepoint, PowerBI, Sway e molte altre app ampiamente sfruttate in ambito aziendale, racchiusi in un'unica interfaccia. Si passa con un click da una chat a un foglio di calcolo, si può editare un documento mentre si tiene la chat aperta accanto per discuterne le modifiche: tutto in un ambiente che ricorda un po' un social network, un po' una chat vecchio stile.

Ci sono le emoji, si possono inviare immagini e GIF animate, si possono embeddare video e documenti tra i messaggi. Le conversazioni sono raccolte in thread, proprio come i post su Facebook in cui i commenti formano un albero sotto ogni aggiornamento di stato, e sono persistenti: questo significa poterle ripercorrere e riesumare all'infinito, magari per andare a ripescare dati e informazioni forniti nel corso di una conversazione di giorni e settimane addietro, così come è possibile lasciar catalogare i dati al Microsoft Graph di Office e ad altri bot integrabili (secondo le modalità già viste all'opera su Office 365) per selezionare e raccogliere i dati più significativi su un dato argomento.
Teams fa un passo in più nella direzione già tracciata in questi mesi di guida Nadella: è una piattaforma aperta all'importazione dei dati da fonti esterne, grazie a una serie di partnership (150, per ora) che consentono ad esempio di sfruttare le informazioni contenute in Hootsuite, GitHub o Asana per integrarle nel flusso della chat di gruppo. È lo stesso principio che guida Outlook: lì ci sono email, contatti e calendario riuniti sotto un solo ombrello, qui si va decisamente oltre con la possibilità di passare rapidamente da una videoconferenza Skype a un flusso di informazioni in stile Sharepoint, con tanto di mention e di filtri per individuare rapidamente i messaggi da gestire con la massima priorità.

A chi gestisce gli strumenti IT in azienda viene lasciata la possibilità di configurare il funzionamento di Teams secondo le esigenze dei gruppi di lavoro: quali servizi e app includere, come strutturare i gruppi stessi e così via. Inoltre Microsoft ci tiene a specificare che si tratta di un prodotto sicuro e rispettoso delle regole: le informazioni che transitano su Teams sono cifrate, dunque si abbassa il rischio che i concorrenti possano ficcarci il naso, e Teams risponde a una serie di standard ISO e regole (per esempio relative alla privacy) per consentire di sfruttarlo in ogni contesto aziendale e geografico.

Le ambizioni di Microsoft in questo campo sono evidenti: trasportare Office, una suite nata negli anni '80 del 20simo secolo, nel presente fatto di piattaforme mobile e big data non è un compito semplice. La collaborazione in tempo reale è una condizione indispensabile per farlo, così come la presenza su Windows così come su MacOS, Android e iOS: dunque vedremo sempre più questo tipo di soluzioni proposte da Redmond ai suoi clienti o potenziali tali. Microsoft Teams è già disponibile per il test da parte di "clienti selezionati" a partire dal 2 novembre, e sarà reso disponibile per tutto il pubblico a partire dall'inizio del 2017. Teams è compreso, come detto, negli abbonamenti business ed enterprise di Office 365.

Luca Annunziata
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83 Commenti alla Notizia Microsoft Teams, Redmond dà l'addio all'email
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  • Secondo me sono solo due le tipologie di aziende che si metteranno nelle mani di M$: quelle guidate da pazzi e quelle guidate da venduti.

    M$ ha capito come infinocchiare l'opensource, fornendo servizi integrati.
    Nel frattempo si mette in competizione con IBM, e chissà se stavolta le cose andranno diversamente dall'epoca del DOS.

    Quando uscirà l'olocoso, faranno in modo che l'utente venga imbottigliato nel loro silos.
    La sanno lunga, ma spero che il mondo non sia pieno solo di pazzi e di venduti.
    Nel frattempo altre nazioni si stanno dotando del loro sistema operativo e delle loro suite, per difendersi dall'invadenza monopolizzatrice delle multinazionali, e da occhi scrutatori internazionali.
    I loro cittadini/utenti vogliono profilarseli e sorvegliarli dentro i loro confini....
    non+autenticato
  • quello che mi preoccupa è che succede quando i loro server vanno in crash, in fondo usano windows anche sui server.
    non+autenticato
  • Crash? A linux basta un click del mouse per crashare.

    non+autenticato
  • Sicuramente i server con gnu/linux non hanno la gui installata
    non+autenticato
  • ma perchè il mondo è pieno di gente così ignorante? Triste che gran tristezza...

    Pol
    non+autenticato
  • Quale crash MENTE DEFICITARIA? Il sistema non crasha nemmeno dopo l' ennesimo inutile click dello sce*o che ha postato il video (winaro immagino). Tu e lui fate una bella coppia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Crash? A linux basta un click del mouse per
    > crashare.
    >
    >

    Minchia, hai scoperto che la RAM finisce! Rotola dal ridere

    Shiba
    3826
  • E tu che lo sai non farlo.

    Mentre sui loro server tu non sai quello che accade e quando e perché crashano.

    E nemmeno sui tuoi server windows nel 30% dei casi. Mai fatto un giro sull'event viewer di sistema per vedere quante cose inverosimili accadono su una macchina?
  • A Windows 10 neanche quello perché la BSOD UNEXPECTED_STORE_EXCEPTION arriva direttamente da sola.
    non+autenticato
  • Probabilmente non hai ben chiaro come funziona Windows e un sistema a cluster. E in ogni caso qui stiamo parlando di cloud ovvero di una cosa "leggermente" differente.
  • "mettere in piedi una sorta di hub accentratore in cui far convergere tutti i suoi servizi: Word, Excel, PowerPoint ci sono, ma ci sono pure Skype e Sharepoint, PowerBI, Sway".

    Mi domando: tutto questo ben di Dio di dati verrà ospitato sui server azure allo scopo di effettuare una attenza analisi da parte dello stadd microsoft?

    Schiavismo del terzo millennio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > tutto questo ben di Dio di dati verrà
    > ospitato sui server azure allo scopo di
    > effettuare una attenza analisi da parte dello
    > stadd microsoft?

    Ovvio: http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4352695&m=435...
    non+autenticato
  • Ehi ma queste cose le facevo con ICQ venti anni fa
    non+autenticato
  • Le aziende giocano sulla memoria corta degli utenti.

    Basta guardare a tutti i remake di film che stanno arrivando...
    iRoby
    7586
  • - Scritto da: iRoby
    > Le aziende giocano sulla memoria corta degli
    > utenti.
    >
    > Basta guardare a tutti i remake di film che
    > stanno
    > arrivando...

    Che non è certamente la stessa cosa, ma ok, siamo sempre sul complottismo.
  • Nooo ma che dici i complotti non sono mai esistiti. Sono solo eventi fortuiti e incontrollabili.

    Hai presente Giulio Cesare? Ha fatto harakiri.
    Napoleone a Sant'Elena ci è andato in vacanza.
    Cavour ha bevuto roba andata a male.
    Osho era già malaticcio di suo e nel materasso in cui lo hanno messo c'erano troppi acari.
    E Sammelweis era pazzo davvero diceva di vedere microbi dappertutto.
    iRoby
    7586
  • - Scritto da: iRoby
    > Nooo ma che dici i complotti non sono mai
    > esistiti. Sono solo eventi fortuiti e
    > incontrollabili.
    >
    > Hai presente Giulio Cesare? Ha fatto harakiri.
    > Napoleone a Sant'Elena ci è andato in vacanza.
    > Cavour ha bevuto roba andata a male.
    > Osho era già malaticcio di suo e nel materasso in
    > cui lo hanno messo c'erano troppi
    > acari.
    > E Sammelweis era pazzo davvero diceva di vedere
    > microbi
    > dappertutto.

    Anche JFK e' stato ucciso da un pazzo solitario!
  • - Scritto da: panda rossa
    > Anche JFK e' stato ucciso da un pazzo solitario!

    È vero, è vero!
    Gli unici complotti li fanno tizi con barba e turbante che digiunano 40 giorni l'anno.
    iRoby
    7586
  • > Le aziende giocano sulla memoria corta degli
    > utenti.

    Ma i consulenti IT delle aziende clienti dovrebbero averla lunga, la memoria.


    Alla fine l'idea non è male; ciò che è male è che le aziendone yankee possano decriptare i dati.

    Attendiamo fiduciosi l'alternativa open che funzioni SENZA che gli spyServer conoscano le chiavi.
    Oppure, meglio ancora, che funzioni in p2p.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Puffo
    > Ehi ma queste cose le facevo con ICQ venti anni fa

    Snap e Teams e altri oggetti analoghi integrano entità differenti (mail, calendari, video, file, gruppi di discussione, chat, social networks, ecc.) in modo semplice e univoco. ICQ è fondamentalmente una chat.
  • La forza (soprattutto del titolo in borsa) di un'azienda oramai si misura col numero di account (e relativi TB di dati) che l'azienda stessa immagazzina sui propri server.

    Una soluzione di questo genere è un vantaggio rispetto ad un servizio email per 2 motivi:
    - Il numero di messaggi scambiato/immagazzinato è nettamente superiore proprio per via dell'immediatezza
    - La profilazione è più semplice grazie alla maggiore quantità di informazioni immagazzinate
    - I messaggi restano sui server, non esistendo una funzione simile al POP3

    Loro dicono che "le informazioni che transitano su Teams sono cifrate, dunque si abbassa il rischio che i concorrenti possano ficcarci il naso" . I concorrenti non ci ficcano il naso ma MS si, dato che i certificati di crittografia li hanno loro e non l'utente.

    Siamo alle solite: cloud = i tuoi dati nelle mani altrui.
    non+autenticato
  • > Siamo alle solite: cloud = i tuoi dati nelle mani
    > altrui.

    Sai come funziona internet, vero?
    non+autenticato
  • Un conto è usare internet per vedere le previsioni del tempo, un altro è affidare alle mani di sconosciuti i dati riservati di un'azienda.
    non+autenticato
  • L'assoluta necessità della collaborazione in tempo reale in ambito office è una leggenda, tanto quanto lo è stata l'assoluta necessità di aggiungere il video alla comunicazione telefonica. Zero assoluto.
  • - Scritto da: bradipao
    > L'assoluta necessità della collaborazione in
    > tempo reale in ambito office è una leggenda,
    > tanto quanto lo è stata l'assoluta necessità di
    > aggiungere il video alla comunicazione
    > telefonica. Zero
    > assoluto.

    Esci dalla cantina... il mondo comunica in tempo reale e si spera presto anche molto più video e meno viaggi.
    non+autenticato
  • > Esci dalla cantina... il mondo comunica in tempo
    > reale e si spera presto anche molto più video e
    > meno
    > viaggi.

    E se anche fosse così: perché passare per i server M$? Non ci sono già strumenti gratuiti per comunicare in tempo reale senza passare per questi noti spioni?

    Stiamo parlando di rischiare la fuga di dati aziendali per la comodità di avere una finestra unica dove cliccare.

    La M$ non è un ente di beneficenza e il servizio in qualche modo lo si paga. Con cosa, secondo te?
    non+autenticato
  • > E se anche fosse così: perché passare per i
    > server M$? Non ci sono già strumenti gratuiti per
    > comunicare in tempo reale senza passare per
    > questi noti
    > spioni?

    Perché lo spione essendo una personalità giuridica risponde in tribunale rispetto al suo contratto con me.Quindi molto più sicura per quanto mi riguarda rispetto a strumenti gratuiti che mi dovrei poi gestire in casa con tutti i problemi del caso.

    >
    > Stiamo parlando di rischiare la fuga di dati
    > aziendali per la comodità di avere una finestra
    > unica dove
    > cliccare.

    La fuga di dati aziendali la rischi ogni volta che mandi una mail, ogni volta che un impiegato perde il computer o lo usa in aereo.

    > La M$ non è un ente di beneficenza e il servizio
    > in qualche modo lo si paga. Con cosa, secondo
    > te?

    Coi soldi che mi chiede.
    non+autenticato
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