Mirko Zago

Facebook, trimestre da urlo ma flessione in borsa

Facebook ha aumentato ulteriormente il numero di utenti attivi e i ricavi pubblicitari, ma dopo l'annuncio della trimestrale rosa e fiori il titolo subisce un brusco crollo. Per alcuni analisti la startup è ormai matura

Roma - Facebook vola anche nel terzo trimestre. I dati di bilancio parlano di ben 7,01 miliardi di dollari di fatturato in crescita del 16 per cento sull'anno precedente. L'accelerata sullo scorso trimestre è stata del 3,63 per cento. Anche in dati sugli utenti attivi giornalieri è salito a 1,18 rispetto a 1,13 miliardi nell'ultimo trimestre (che comunque era più che positivo). Il peso degli utenti che si connettono da mobile sono in ulteriore incremento: 1,66 miliardi di utenti (un più 5,7 per cento rispetto ai 1,57 miliardi nel secondo trimestre). Le previsioni degli analisti che vedevano un fatturato di 6,92 miliardi sono quindi state ampiamente superate.

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Mark Zuckerberg si ritiene molto soddisfatto: "Abbiamo avuto un altro grande trimestre, l'azienda ha superato i guadagni da quando è stata quotata in borsa, ad esclusione di un trimestre a causa di fluttuazioni della moneta che hanno colpito numerose altre aziende". Forse qualcuno si sarebbe aspettato ancora più entusiasmo vista la cifra stratosferica raggiunta dai profitti, ben 2,379 miliardi di dollari con un vertiginoso più 160 per cento anno su anno. Ma in casa Facebook si preferisce restare cauti.

La vera spinta è da ricercare sul forte incremento degli utilizzatori da mobileche hanno generato l'84 per cento della raccolta pubblicitaria confermando il trend positivo (nel terzo trimestre del 2015 la percentuale era del 78 per cento). Se la cava meglio del previsto anche la raccolta da desktop, grazie alla battaglia che Facebook ha condotto contro gli adblocker (seguita poi da una personalizzazione dell'utente al tipo di pubblicità da visualizzare): da quando sono state assunte misure preventive, il tasso di crescita è passato dal 9 per cento al 18 per cento sull'anno precedente.
Dopo l'annuncio dei risultati positivi il titolo di Facebook ha però subito un forte crollo. Il motivo sembra sia collegato ad alcuni dubbi sulla possibilità in futuro che l'azienda possa spingersi a risultati ancora migliori. Secondo alcuni esperti infatti Facebook si sta avvicinando (o probabilmente è già) all'apice. Lo stesso direttore finanziario di Facebook, Dave Wehner, conferma che il social network è arrivato a un punto tale che non può aumentare il numero delle pubblicità che ospita (lo stesso avviso era già stato comunicato nei mesi estivi). "Gli incrementi in numero di utenti e la crescita dell'impegno sono stati grandi motori della crescita totale dei ricavi di Facebook. Ci aspettiamo che i tassi di crescita dei ricavi scendano significativamente".

Si tratta di assestamenti naturali e nel frattempo Facebook prevede di investire ulteriormente nelle assunzioni e nei data center il prossimo anno. Ma proprio queste "ulteriori spese" sono bastate a spaventare gli investitori che sospettano che il 2017 sarà un anno di investimenti aggressivi (l'ultima notizia su potenziali bersagli di Facebook riguarda lo snapchat asiatico). Bisognerà dunque attendere il 2018 per raccogliere i frutti. La crescita degli utenti e le potenzialità di Instagram rappresentano tuttavia un'ottima ancora di salvataggio.

Appare sempre più evidente che il mercato della pubblicità online sia destinato a finire nelle mani dei due giganti Google e Facebook. Anche Mountain View infatti ha visto una crescita del 22 per cento nella prima metà dell'anno con una crescita nel mercato pubblicitario online pari al 60 per cento anno su anno. Parallelamente secondo gli analisti, le altre aziende dell'ecosistema pubblicitario stanno subendo un restringimento della loro influenza.

Mirko Zago

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