Gaia Bottà

Messaggistica RCS, l'universale è particolare?

L'operatore statunitense Sprint supporta lo standard di messaggistica universale che Google sta tentando di diffondere nel mondo. Il quadro, però, appare ancora frammentato

Roma - Nel proprio intento di rilanciare per mezzo di Android lo standard Rich Communication Service (RCS), offrendo così agli operatori la possibilità di competere con servizi di messaggistica quali WhatsApp, Telegram, Line e via dicendo, Google ha annunciato l'attivazione della funzionie di messaggistica con l'operatore statunitense Sprint.

Anticipato dal lancio nei giorni scorsi della versione 2.0 di Messenger, l'applicazione che gestisce la messaggistica tradizionale su terminali Android, ma soprattutto dalle dichiarazioni di intenti dello scorso anno, confermate dall'accordo con la GSM Association del mese di febbraio, l'avvio dell'integrazione dello standard RCS parte dagli States, in maniera limitata.

Google riferisce però che "più di 58 operatori e produttori, che collettivamente coprono una base di utenti di 4,7 miliardi di utenti si sono impegnati a supportare una singola implementazione standard di RCS", così da offrire ai consumatori soluzioni universali di messaggistica avanzate, quali condivisione di immagini e video, chat di gruppo, conferme di lettura, soluzioni capaci di competere con l'avanzata delle app di messaggistica a disposizione sugli store, che offrono gli stessi servizi alla sola rete di utenti che le abbiano installate. Il bacino di utenza di RCS è potenzialmente globale, pari a quello di coloro che utilizzano gli SMS, a disposizione dell'utente alla prima accensione del terminale, a patto però che operatori e produttori si adoperino per supportare lo standard. La realtà, al momento, si staglia ben diversa: negli USA i principali operatori sembrano aver scelto strade diverse per l'implementazione dei servizi di messaggistica RCS, strade che per il momento appaiono non incrociarsi, vanificando la vocazione universale e interoperabile di questa soluzione.
Solo Sprint, per il momento, sta aderendo alla specifica con il supporto del sistema cloud di Jibe, acquisita da Mountain View allo scopo nei mesi scorsi: l'operatore sta avviando l'integrazione automatica dello standard sui terminali LG e Nexus già in circolazione e sta iniziando a supportando gli altri utenti che aggiornino l'app Messenger, promettendo altresì che tutti i terminali Android col proprio marchio a partire dal 2017 saranno venduti con l'applicazione precaricata.

L'interoperabilità universale della messaggistica appare ancora un obiettivo da conquistare, che probabilmente coinciderà con il perseguimento della strategia Universal Profile for Advanced Messaging pianificata da GSMA: oltre a Google, che ha già dimostrato la propria adesione per Android, anche Microsoft intende dare seguito alle proprie sperimentazioni; fra i produttori collaborano Alcatel, ASUS, General Mobile, HTC, Intex Technologies, Lava International Ltd., LG Electronics, Lenovo/Motorola, Samsung Electronics e ZTE; per quanto riguarda gli operatori, in Italia, figurano i nomi di TIM, Vimpelcom e Vodafone.

Gaia Bottà
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