Claudio Tamburrino

Facebook, un piano contro le bufale

Zuckerberg torna a parlare delle notizie false condivise sulla sua piattaforma: come dicono i numeri, saranno anche poche in percentuale ma trovano un'ampia cassa di risonanza. E per questo ha qualche idea per contrastarle

Facebook, un piano contro le bufaleRoma - Mark Zuckerberg deve ancora affrontare la questione della qualità dei contenuti condivisi su Facebook e, dopo avere nelle settimane scorse cercato di minimizzare il problema, torna ora a parlarne, affermando di essere ancora al lavoro sulla questione e di star approntando ulteriori modifiche ai sistemi del social network.

In principio Facebook è stata messa di fronte alle accuse che l'hanno caricata di responsabilità rispetto alla campagna elettorale statunitense che ha portato alla vittoria inattesa del candidato Donald Trump. Poi sono emerse le indiscrezioni, diffuse a quanto pare da un gruppo di suoi dipendenti, secondo le quali l'ultimo aggiornamento previsto dal social network per affrontare la questione sia stato bocciato con motivazioni che non hanno nulla a che vedere con eventuali problemi tecnici ma piuttosto per considerazioni di natura politica (ed in particolare la paura di osteggiare i conservatori). Il problema della virulenza delle notizie false e propagandistiche online ha continuato a tenere banco e Facebook, volente o nolente, è coinvolta anche finanziariamente, data la capacità di queste news di attirare click e quindi visualizzazioni e conseguenti introiti pubblicitari.

I media hanno infatti continuato a raccontare come la diffusione di bufale e notizie false abbia finito per influenzare (molto probabilmente) elezioni politiche anche in altri paesi, tra cui Indonesia e Filippine: qui alcuni leader politici sono stati costretti a rispondere alle calunnie che, circolando online, stavano compromettendo la loro immagine, corredate da fotomontaggi neanche troppo raffinati e tante illazioni.
Questo ambiente particolarmente favorevole per la propaganda, il trolling e le notizie false ha d'altra parte creato un sistema di comunicazione alternativo ed alternative professionalità: se la notizia che
un autore statunitense di notizie false ha dichiarato di guadagnare migliaia di dollari al mese solo con la pubblicità (e di aver così sicuramente contribuito anche all'elezione di Trump grazie alla condivisione di bufale come "Pope Francis Shocks World, Endorses Donald Trump for President, Releases Statement") fa immediatamente pensare al dilemma dei due guardiani (uno che mente sempre, mentre l'altro dice solamente la verità), in Italia fa discutere la presunta indagine della procura su troll prezzolati (individuati tramite i relativi profili ghost) per diffondere o influenzare il commento di notizie a favore di una determinata parte politica.

D'altra parte anche l'Oxford Dictionary ha eletto parola dell'anno "post truth" (post verità), segno che l'intera comunicazione né è permeata, e proprio questa settimana Buzzfeed ha verificato che i contenuti più condivisi su Facebook le ultime settimane sono false notizie pro-Trump, tra cui diverse di quelle prodotte dall'autore che afferma di guadagnare da questo business di bufale circa 10mila dollari al mese.

Zuckerberg è così dovuto tornare sull'argomento per la seconda volta in pochi giorni: dichiara di non avere un vero e proprio vaccino anti-bufale, in quanto si tratta di un problema complicato, sia tecnicamente che filosoficamente, anche perché parte sempre dal principio voltairiano secondo cui le persone debbano avere una voce e pertanto bisogna essere preparati ad ascoltare anche l'altra campana. Zuckerberg afferma poi di star lavorando a nuovi strumenti per individuare automaticamente la disinformazione e per far segnalare agli utenti le notizie false.

Oltre a tagliare l'advertising agli autori riconosciuti di bufale, come promesso nelle settimane scorse insieme a Google, Facebook sta prendendo in considerazione l'ipotesi di contrassegnare le notizie già segnalate e sta avviando collaborazioni con giornalisti e organizzazioni di fact-checking per cercare di dotare il social network di strumenti di verifiche super partes.

Claudio Tamburrino
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33 Commenti alla Notizia Facebook, un piano contro le bufale
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  • ...che dessero retta alle segnalazioni, mentre invece, inevitabilmente, ogni volta che segnali ti viene detto che "bla bla bla... rispetta gli standard della comunità ...bla bla bla"
    non+autenticato
  • Per esperienza personale sono molto scettico sulle organizzazioni di fact check. Ho segnalato ad alcune di queste che non e' affatto vero che gli italiani rifiutino certi lavori e quindi gli immigrati sarebbero necessari, ma si sono ben guardati dal controllare (basta andare all'ingresso di un ufficio di collocamento e intervistare un po' di disoccupari) e non si sono piu' fatti sentire. Mi sa che sono al servizio dei poteri forti e a mo' di veline del Minculpop etichettano per bufala cio' che da' fastidio a Governi e compagnia bella. Sono insomma i difensori della verita' "ufficiale", non della verita' vera.
    Paolo P.
    non+autenticato
  • Dall'elenco dei post e relativi nick direi che siamo al completo.
    Non manca nessuno dei soliti nick-multinick sparabufale di PI.
    Del resto il "topic" non poteva non portare a questo risultato.
    A bocca aperta
    Mancano solo Biagio e Pinuccio per via dei soliti e noti problemi intestinali.
    Ma sono presenti "spiritualmente" in forma di post di cacca!
    non+autenticato
  • E' una cosa a cui non si potrà mai porre rimedio, chi è che decide cosa sia una bufala e cosa no ?
    Ci sono bufale facilmente smentibili vedendo la fonte,per esempio "Il Giomale" al posto de "Il Giornale" ,giocano molto sulle similitudini con le testate giornalistiche e il fatto che gli utenti condividono e commentano immediatamente senza andare a verificare.

    Altre invece sono fatte meglio riportano immagini o video di altri articoli (disastro del Giappone del 2011 al posto di quello avvenuto recentemente in nuova zelanda) ma anche li un paio di minuti e arrivi alla verità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Type
    > E' una cosa a cui non si potrà mai porre rimedio,
    > chi è che decide cosa sia una bufala e cosa no
    > ?
    > Ci sono bufale facilmente smentibili vedendo la
    > fonte,per esempio "Il Giomale" al posto de "Il
    > Giornale" ,giocano molto sulle similitudini con
    > le testate giornalistiche e il fatto che gli
    > utenti condividono e commentano immediatamente
    > senza andare a
    > verificare.
    >
    > Altre invece sono fatte meglio riportano immagini
    > o video di altri articoli (disastro del Giappone
    > del 2011 al posto di quello avvenuto recentemente
    > in nuova zelanda) ma anche li un paio di minuti e
    > arrivi alla verità.

    "Il Giomale" probabilmente è più attendibile de "Il Giornale".

    Battute a parte il problema non è le false notizie. Ma l'ignoranza del pubblico che non fa attenzione e non ragiona su quello che legge.
    Chi cade vittima dei fake cade vittima anche della propaganda dei media più diffusi.
    non+autenticato
  • Troppo dichiarato....
    non+autenticato
  • - Scritto da: fvvrtgcer

    > Battute a parte il problema non è le false
    > notizie. Ma l'ignoranza del pubblico che non fa
    > attenzione e non ragiona su quello che legge.

    Ragiona un attimo,se io ti do da leggere 100 notizie diverse,mediamente qual'è il tempo che dedichi a ciascuna di esse ?

    1) la gente si fida e neanche gli passa sa che ci sono su internet veri e propri siti di bufale,molti dei quali non dichiarati.

    > Chi cade vittima dei fake cade vittima anche
    > della propaganda dei media più
    > diffusi.

    Moltissima gente crede in buona fede anche se gli stai dicendo notizie campate in aria,da per scontato che ciò che sente sia vero,in questo modo per esempio puoi viziare pesantemente il risultato di un evento politico, come l'imminente referendum.
    Oggi per esempio il Financial Time ha scritto cose assurde su cosa accadrebbe in caso di vincinta del NO al referendum,interessante poi come ambasciatori e presidenti che non hanno nulla a che fare con la questione in pubblico si permettano fare terrorismo mediatico,dovrebbe far riflettere il perchè la creme della creme tiene così tanto al SI.
    non+autenticato
  • Mi ricordo delle seppie ed i polpi giganti che avrebbero invaso il regno unito se avesse vinto la brexit ...
    non+autenticato
  • e il tracollo finanziario,il mese dopo l'uscita effetti positivi per il PaeseA bocca aperta
    non+autenticato
  • Financial Times fa terrorismo per fare votare SI
    Banca d'italia fa terrorismo per fare votare SI
    Il governo dice di votare SI perchè il SI è anticasta ... questa è una vera bufala

    A questo punto fb dovrebbe rimuovere tutte le pagine che fanno riferimento a coloro che fanno parte di questo governo, no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Type
    > e il tracollo finanziario,il mese dopo l'uscita
    > effetti positivi per il Paese
    >A bocca aperta
    londra è piena di inglesi col cappello in mano per potersi bere una tazza di teA bocca aperta
    non+autenticato
  • >
    > Ragiona un attimo,se io ti do da leggere 100
    > notizie diverse,mediamente qual'è il tempo che
    > dedichi a ciascuna di esse ?
    >
    Dove sei stato negli ultimi 30 anni? Non hai visto come funziona la propaganda?
    Quello che influenza la gente al momento del voto non é la singola bufala, ma il battere e ribattere di certe stronzate.

    > 1) la gente si fida e neanche gli passa sa che ci
    > sono su internet veri e propri siti di
    > bufale,molti dei quali non
    > dichiarati.
    >

    Ripeto, chi credi al volo a certe bufale spesso ha problemi di ignoranza.


    > Moltissima gente crede in buona fede anche se gli
    > stai dicendo notizie campate in aria,da per
    > scontato che ciò che sente sia vero,in questo
    > modo per esempio puoi viziare pesantemente il
    > risultato di un evento politico, come l'imminente
    > referendum.
    > Oggi per esempio il Financial Time ha scritto
    > cose assurde su cosa accadrebbe in caso di
    > vincinta del NO al referendum,

    L'articolo l'ho letto e in pratica non fa che riprendere la propaganda che va avanti da un pezzo. Il giornalista ha scritto che la vittoria del no avrebbe aperto la strada a Grillo e che Grillo sarebbe riuscito a far uscire l'Italia dall'euro.

    Se la gente fa attenzione alla ripetizione continua di queste stronzate poi le coglie al volo.
    Il problema che la memoria corta vale più per la capacità di ragionare che per il subconscio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Type

    > 1) la gente si fida e neanche gli passa sa che ci
    > sono su internet veri e propri siti di
    > bufale,molti dei quali non
    > dichiarati.

    Già, tipo ad esempio tutti quelli che spacciano per vere le teorie su scie chimiche, complotti lunari, omeopatia...
  • Attenzione a non trovarvi a favore della schiforma a vostra insaputa:

    http://web-news24.com/2016/11/17/referendum-facebo.../
    "Referendum, su Facebook utenti iscritti a loro insaputa alla pagina “Perché voto Sì”: “Siete da denuncia!”"

    E questi dovrebbero fare il fact-checking...
    non+autenticato
  • C'erano una volta due aerei che hanno buttato giù tre torri. I cui dirottatori sono stati identificati trovando i passaporti bruciacchiati per terra.
    C'erano anche aerei che viaggiavano a quasi il doppio della loto velocità massima teorica e aerei che si piantavano nel terreno sparendo sotto terra e lasciando una buca per terra che sembrava presa dai cartoni animati.

    L'ho visto in tanti siti contemporaneamente: dove si segnalano le fake news multiple?
    non+autenticato
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