Mirko Zago

iPhone, Apple alla sostituzione delle batterie difettose

Alcuni iPhone 6 Plus sono affetti da problemi di spegnimento anomalo causato dalle batterie: la sostituzione è gratuita per gli utenti, ma dopo il caso Touch Disease si sollevano dubbi sulla qualità dell'assemblaggio

Roma - L'incubo delle batterie difettose non è più un'esclusiva Samsung. L'annoso problema (seppur in maniera molto meno grave) ha coinvolto anche Apple. I dispositivi difettosi sono alcuni iPhone 6 Plus immessi nel mercato tra settembre e ottobre 2015, affetti da spegnimenti anomali. Apple ha già iniziato un piano di sostituzione.

Apple

In questa occasione quindi non vi sarebbe nessuna implicazione per la sicurezza degli utenti, ma solo qualche disagio tecnico. Gli utenti in possesso di dispositivi che rientrano tra quelli potenzialmente affetti dal problema sono invitati a contattare il servizio clienti o recarsi in un negozio Apple per confrontare l'IMEI del telefono con una black list. La sostituzione della batteria non comporta alcun costo per l'utente finale. Apple ha confermato di voler farsi carico anche del rimborso nell'eventualità in cui un utente in passato sia stato costretto a sostituire la batteria per i problemi riscontrati.

Nel mese di agosto era stata aperta una class action presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti della California del Nord nei confronti di Apple per presunti difetti dei dispositivi riparati a pagamento. Più di un cliente ha lamentato di aver dovuto sostenere di tasca propria una spesa di 149 dollari per la riparazione del dispositivo non solo affetto da spegnimento anomalo ma anche da problemi al touch screen (con tanto di display tremolante). Il ribattezzato Touch Disease è stato finalmente ammesso da Apple. Secondo alcuni osservatori il problema sarebbe dovuto a un'eccessiva "leggerezza" in fase di montaggio del display (che potrebbe comportare quindi il fastidioso sfarfallio o blocco del touch screen soprattutto a seguito di cadute accidentali).
Nel frattempo la class action si è spostata anche in Canada dove diversi utenti hanno dovuto combattere contro un'Apple per nulla propensa a riparare i dispositivi all'interno della garanzia di conformità (la spesa in alcuni casi sarebbe arrivata alla cifra di 189 dollari).

In tutta questa bagarre, Samsung avrebbe potuto trarre beneficio recuperando sulle vendite dopo il sonoro tonfo del Note 7. E invece è impegnata a rassicurare gli utenti placando voci circa la pericolosità del Galaxy S7, anch'esso a rischio esplosioni.

Mirko Zago

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