Claudio Tamburrino

Diritto d'autore, il valore di un video incastonato

Anche in Italia si ribadisce che link ed embedding non costituiscono di per sé una violazione di diritto d'autore: se il contenuto è già pubblico, rilanciarlo non moltiplica le violazioni

Roma - Kisstube.tv, uno dei portali coinvolti nel maxi-sequestro per violazione di proprietà intellettuale disposto dal Tribunale di Roma qualche settimana fa, ha ottenuto l'annullamento dell'ordinanza di sequestro del proprio sito.

La causa è quella con al centro il provvedimento di sequestro, a firma del GIP Alessandra Boffi, di 152 siti che offrivano ai navigatori eventi in diretta e film di prima visione direttamente nel loro browser.
L'azione è conseguente alla segnalazione da parte della Guardia di Finanza che ha raccolto le prove delle violazione nel corso dell'Operazione Odissea: per quanto si configuri come la più grande per numero di URL coinvolte per un tribunale nostrano, la sua efficacia è tuttavia evidentemente limitata alla sua portata nazionale e alla rapidità di adattamento di chi opera in Rete, anche perché bastano poche ore ai gestori per trasferirsi su un altro dominio o invitare i propri utenti a utilizzare DNS non gestiti da provider basati in Italia o soluzioni come la VPN.

A questi limiti tecnici connaturati a questo tipo di ordinanze, ora si aggiunge l'annullamento in toto del decreto di sequestro, impugnato dall'avvocato del portale Kisstube.tv, Fulvio Sarzana di S. Ippolito: richiamando la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea nei casi Bestwater e Svensson ha ottenuto l'annullamento del sequestro in quanto i link o l'embedding di un contenuto in violazione di un diritto di terzi non dà origine ad una violazione di diritto d'autore, dal momento il contenuto, seppur rilanciato su un nuovo sito, è già pubblico e quindi non comporta il rendere disponibile il contenuto ad un pubblico nuovo rispetto a quello già raggiungibile.
Ora, pertanto, le autorità dovranno concentrarsi nel rintracciare colui che ha caricato originariamente (e nel caso di specie su YouTube) il video in violazione, in quanto è ad esso ancora imputabile la responsabilità della diffusione in violazione di diritto d'autore.

L'avvocato Sarzana si è detto soddisfatto dal momento che è la prima volta che in Italia viene riconosciuto tale principio: "La diffusione su un sito web - mediante il cosiddetto embedding - di un'opera protetta non è qualificabile come "messa a disposizione del pubblico" e, pertanto, non costituisce violazione del diritto d'autore nella misura in cui l'opera non è diretta ad un nuovo pubblico o divulgata con una modalità tecnica diversa da quella adottata per la comunicazione originale".

Kisstube.tv era peraltro particolarmente interessata all'annullamento della sentenza in quanto, riferisce l'avvocato Sarzana, "sviluppatore nel settore dell'embedding" e responsabile della realizzazione di "video per la squadra di calcio della FC Juventus, della AS Roma, per Save The Children, per il Ministero dei Beni Culturali, per Telethon e per il produttore Illy".

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