Luca Annunziata

I wearable secondo IDC

Il mercato degli indossabili cresce, e il leader del settore resta Fitbit. Apple deve registrare un calo sostanzioso: ma Tim Cook rassicura sulle vendite del nuovo modello

Milano - Il mercato dei wearable, i device indossabili, che comprende sia i monitor fitness (smart bracelet) che gli smartwatch, ha un leader consolidato: secondo i numeri di IDC è ancora Fitbit a dominare questo segmento, grazie soprattutto al prezzo medio di acquisto dei suoi dispositivi, seguita dalla cinese Xiaomi e dalla statunitense Garmin. Bisogna scendere dal podio per incontrare i pezzi grossi del mobile, Apple e Samsung: ma i due marchi hanno tendenze molto diverse.



Cominciamo dalla testa: rispetto a un anno fa, Fitbit è riuscita a consolidare la sua posizione visto che ha visto crescere la percentuale di mercato dal 21,4 al 23 per cento, pari a 5,3 milioni di pezzi. I prodotti Fitbit convincono gli utenti per il rapporto prezzo-prestazioni, e per l'integrazione con gli smartphone: lo stesso vale per la seconda classificata, Xiaomi, che con 3,8 milioni di unità si aggiudica il 16,5 per cento del totale e che fa del prezzo davvero minimo del suo Mi Fit il principale veicolo di attrazione per i clienti. Terza al 5,7 per cento, sempre in crescita con 1,3 milioni di pezzi, è Garmin: in questo caso è la varietà di scelta a fare la differenza, probabilmente, visto che l'azienda ha in catalogo molti prodotti con caratteristiche e prezzi differenti.
Discorso diverso per Apple: IDC registra un crollo nelle vendite nel terzo trimestre, rispetto al 2015, con un calo di 2,8 milioni di unità e un crollo della percentuale di market share da 17,5 a 4,9 per cento. La spiegazione ovviamente è legata al ritardo con il quale il nuovo Apple Watch è stato lanciato: è l'unico wearable in catalogo per Apple, è decisamente più costoso rispetto ai prodotti dei marchi primi classificati, ed è inevitabile che alcune sue caratteristiche (come la necessità di possedere un iPhone per usarlo) possano costituire una barriera in ingresso importante.

Un calo del 70 per cento è comunque un trend preoccupante: per diradare i dubbi sulla propria offerta indossabile è intervenuto lo stesso Tim Cook, CEO di Apple, che ha tenuto personalmente a battesimo il Watch come primo prodotto originale della sua direzione. Le vendite sono ripartite e sarà un trimestre record quello natalizio, dice Cook: aver reso più potente e, soprattutto, impermeabile l'Apple Watch pare quindi abbia giovato all'appeal che esercita sui potenziali acquirenti. A questo va anche aggiunto che, come detto, di fatto fino a oggi Cupertino aveva un solo modello in vendita: nonostante questo è riuscita a tenere testa a tutti i concorrenti nel campo degli smartwatch, riuscendo anche a tenersi dietro la sua principale rivale Samsung. Quest'ultima ha lanciato diversi modelli nel 2016, ma si ferma a 1 milione di unità: questo corrisponde comunque a una robusta crescita del 90 per cento circa anno su anno, con un corposo recupero che evidentemente premia l'approccio tenuto dal marchio coreano.

IDC sottolinea comunque alcuni aspetti peculiari di questo settore: per l'85 per cento il mercato dei wearable resta costituito da indossabili diversi dagli smartwatch (le cosiddette fitness band o smar bracelet), ce ne sono moltissimi come detto e per tutte le tasche. La crescita in volume della voce "altri" nella classifica IDC, con una percentuale totale del 45,3 per cento pari a oltre 10 milioni di unità, dimostra se fosse necessario che questo resta un mercato giovane e nel quale manca ancora un dominatore assoluto: c'è molta pluralità e molti margini per garantire ulteriore crescita nel futuro.

Luca Annunziata
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