Pasquale De Rose

Nintendo: cercasi hacker per fermare l'homebrew

Nintendo, da sempre schierata contro la pirateria, offre compensi in denaro a chiunque segnali una vulnerabilità che permetta l'esecuzione di software esterni e non firmati

Roma - Nintendo è da sempre schierata contro la pirateria e la scena homebrew adottando, a volte, soluzioni particolarmente restrittive per scoraggiare queste pratiche. Il software delle console potrebbe presentare delle falle che nel migliore dei casi consentirebbero l'esecuzione di programmi esterni come media player, emulatori ecc., nel peggiore dei casi tool per modificare le caratteristiche della console permettendo il cheating o l'avvio dei giochi piratati. Per questo motivo l'azienda ha aperto una campagna su HackerOne per scovare e fixare questi bug.



La campagna riguarda unicamente la Nintendo 3DS ed esclude del tutto la controparte casalinga Wii U, che nonostante l'impegno della casa di Kyoto non è riuscita ad eguagliare il successo del predecessore.
Agli hacker che troveranno le falle è stato promesso, anche in base alla gravità, una ricompensa che oscillerà fra i 100 e i 20.000 dollari.
Verranno accettate tutte le vulnerabilità che riguardano modifiche a livello del kernel o dell'interfaccia utente, quelle di software di terze parti pubblicati sui canali ufficiali e tecniche che permetterebbero il dump del firmware originale e la scoperta di chiavi di sicurezza.



Il Nintendo 3DS, come anche il suo predecessore, è stato preso di mira dagli hacker per lo sviluppo di homebrew e quello più famoso risulta essere l'Homebrew Launcher.
Quest'ultimo, sulla falsa riga dell'omonimo canale della Wii, semplifica l'esecuzione di software non firmato. L'istallazione di questo applicativo è stato reso possibile dalle falle presenti nelle vecchie versioni del firmware o attraverso la modifica dei salvataggi di alcuni giochi tra cui Paper Mario, Zelda Ocarina of Time e Cubic Ninja.

In linea con quanto fatto per le console, Nintendo adotterà sistemi antipirateria anche per i giochi mobile che distribuirà a pagamento su Google Play e iTunes.
Il primo a implementarli risulta essere Super Mario Run, la prima apparizione del celebre idraulico baffuto su piattaforma mobile. Stando a quanto dichiarato da Shigeru Miyamoto, uno dei principali ideatori della serie, a Mashable il titolo non potrà essere giocato offline e richiederà una connessione costante ai server della casa di Kyoto; una protezione simile a quella che Microsoft avrebbe voluto adottare per giocare su Xbox One.

Pasquale De Rose

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