Gaia Bottà

USA, tutte le accuse per gli avvoltoi del copyright

Due avvocati, una manciata di film pornografici, sei milioni di dollari raggranellati con proposte di compensazione a downloader individuati abusando del sistema giudiziario statunitense. Lo studio legale Prenda Law per la prima volta di fronte alla legge

Roma - Si presentavano ai cittadini della rete come rappresentanti dei detentori dei diritti violati a mezzo P2P, illustravano loro le pene previste dalla legge e i rischi di rendere pubblici i loro vizi privati, proponevano accordi in denaro per schivare i tortuosi confronti in tribunale e chiudere il caso. Per la giustizia statunitense avrebbero invece ordito un "meccanismo multimilionario per ottenere in maniera fraudolenta degli accordi di compensazione da individui che avrebbero scaricato film pornografici dai siti di file sharing".

Sono 18 i capi d'accusa che pendono su Paul R. Hansmeier e John L. Steele, avvocati responsabili di Prenda Law, studio legale che si è arricchito con pratiche da avvoltoi del copyright: spaziano dall'associazione a delinquere per diversi tipi di truffa al riciclaggio di denaro, passando per la falsa testimonianza e l'istigazione a rendere falsa testimonianza.

Lo studio legale Prenda Law, secondo le autorità statunitensi, altro non sarebbe stato che una copertura per trarre guadagno da dinamiche truffaldine: tra il 2011 e il 2014 Hansmeier e Steele, attraverso società create ad hoc, hanno prodotto film pornografici in proprio e si sono accaparrati i diritti su altri contenuti per adulti che hanno poi disseminato sulle reti di file sharing, The Pirate Bay compresa, con ìintento di indurre i cittadini della rete a scaricarli. Coloro che si sono lasciati tentare sono caduti vittima di Prenda Law: lo studio legale, in possesso dell'indirizzo IP del downloader, avviava i procedimenti previsti dalla giustizia statunitense per l'identificazione dell'abbonato sulla base di una accusa di violazione del copyright. Ottenuti i recapiti dell'utente, si procedeva al fuoco di fila di lettere, email, chiamate con cui si lo si informava della violazione e gli si proponeva un pagamento di 4mila dollari per scongiurare un confronto di fronte alla legge, che si prefigurava ben più costoso in termini economici e di immagine. Nel caso in cui gli individui che contattavano mostravano intenzione di affrontare il caso di fronte alla legge, Prenda Law faceva marcia indietro: un confronto in tribunale avrebbe probabilmente fatto emergere dei dettagli sul meccanismo truffaldino.
Quando i casi che avevano per protagonisti gli avvoltoi del copyright hanno iniziato a suscitare l'attenzione della giustizia statunitense e sono state proibite le richieste di identificazione di massa, Hansmeier e Steele hanno iniziato a conquistarsi i nominativi degli abbonati denunciando la violazione dei server dei soggetti detentori dei diritti. Una soluzione che permetteva altresì a Prenda Law di nascondere le tracce del proprio operato: la diffusione delle opere sul P2P sarebbe stata così responsabilità di ignoti, talvolta identificati nei soggetti che le avevano effettivamente scaricate, che accettavano di autoaccusarsi per evitare i pagamenti allo studio legale.

Secondo le stime emerse dalle indagini, con questo schema estorsivo Prenda Law avrebbe raggranellato circa sei milioni di dollari. Hansmeier e Steele, arrestati e rilasciati, dovranno rispondere delle accuse a loro carico di fronte alla giustizia.

Gaia Bottà
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