Alfonso Maruccia

Jarvis, una AI alla corte di Zuckerberg

Il CEO di Facebook racconta di un progetto personale realizzato nel corso del 2016, un assistente digitale in grado di comprendere le sue richieste - e quelle della moglie - automatizzando alcune funzionalità domestiche

Roma - Che cosa ha fatto, Mark Zuckerberg, nel 2016? A parte guadagnare un non meglio precisato numero di miliardi di dollari con la pubblicità di Facebook, il fondatore del social network statunitense si è messo a programmare una "semplice" intelligenza artificiale con cui gestire la sua casa. Il nome di questa IA - Jarvis - è tutto un programma ed è un evidente riferimento ai cinecomic Marvel con protagonista Iron Man.

Presentando il progetto su Facebook, Zuckerberg spiega che il suo obiettivo era prima di tutto quello di indagare lo stato delle cose nell'ambito dell'intelligenza artificiale - una tecnologia sulla bocca di tutti ma che, ammette anche lui, è ben lontana dal trasformarsi in qualcosa di concreto e accessibile a tutti.

Jarvis

Zuckerberg ha programmato Jarvis tutto da solo usando listati Python, PHP e Objective C, fornendogli in sostanza le caratteristiche di un assistente digitale domestico in stile Amazon Alexa in grado di "parlare" ai dispositivi e servizi connessi (Sonos, Spotify, Samsung TV, camera Nest e altro), interpretare le richieste in linguaggio naturale - tramite voce o Facebook Messenger - aprire la porta da solo e altro ancora.
Tra le caratteristiche più interessanti di Jarvis - e forse fin qui inedite per una IA - ci sarebbe la capacità di "comprendere" il gusto musicale dell'utilizzatore, riuscendo persino scegliere tra i brani da suonare in relazione all'umore ("leggero" oppure altro) degli abitanti di casa Zuckerberg. Jarvis è poi capace di distinguere tra il CEO di Facebook e la moglie Priscilla Chan, fornendo quindi un tipo di interazione del tutto personalizzato.

Quasi tutte le funzionalità di Jarvis sono già oggi disponibili in prodotti commerciali come il succitato Amazon Alexa, e Zuckerberg dice di aver lavorato al suo progetto per 100 ore durante tutto il 2016. Ci vorrà ancora parecchio tempo, spiega Mr. Facebook, affinché si arrivi allo sviluppo di una IA generalista "quasi" perfetta come il fedele (e omonimo) assistente di Iron Man. Zuckerberg promette di rilasciare il suo codice online, eventualmente, o addirittura di usarlo come base per un futuro prodotto a marchio Facebook.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
4 Commenti alla Notizia Jarvis, una AI alla corte di Zuckerberg
Ordina