Diego Giorio

Lasciapassare A38/ Tanti auguri telematici

di D. Giorio - Auguri come auspici per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: quello che si è conquistato nel 2016, quello che accadrà nel 2017

Lasciapassare A38/ Tanti auguri telematiciRoma - Buon anno! In questi giorni gli auguri si sprecano, qualcuno formale ed ipocrita, qualcuno più sincero. Ma cosa dovrà offrire il 2017 per essere buono, o come possiamo giudicare il 2016, non fosse che per avere un termine di paragone?
A parte le vicende personali, i fatti della vita che ci hanno fatto trovare o perdere il lavoro, che ci hanno dato la fidanzata o ce l'han fatta scappare, che ci han dato la gioia di un figlio o il dolore di un lutto, si può fare un bilancio collettivo dell'anno passato sotto tanti punti vista, con qualche evento gioioso, quali le Olimpiadi di Rio, e tanti, troppi, eventi tristi: attentati, guerre, terremoti...
La nostra rubrica, per quanto possa partecipare emotivamente a tutte le vicende collettive della società e personali dei lettori, si focalizza sulla pubblica amministrazione e sulla sua digitalizzazione, sul modo che hanno gli uffici pubblici di porsi nei confronti del cittadino digitale del terzo millennio.

In quest'ottica, l'anno passato ha visto arrivare lo SPID, che, con tutti i suoi difetti, i suoi ritardi e la sua ancora scarsa diffusione, ha comunque introdotto il concetto di un unico accesso, con più livelli di sicurezza, all'intera PA. Saranno necessarie migliorie e correzioni, si può criticare l'averlo affidato a privati anziché a pubblici ufficiali, ma l'idea in sé è certamente valida ed aiuta ad avvicinare PA e cittadino.

Poi è arrivata - anche se non se n'è accorto nessuno, inclusi gli Enti che avrebbero dovuto aderire - PagoPA, una piattaforma che consente di effettuare in modo agevole pagamenti grandi e piccoli a tutte le pubbliche amministrazioni. L'adesione è obbligatoria entro il 31 dicembre 2016, ma la scarsa comunicazione ha fatto sì che molti Enti vivano nella più beata ignoranza, e continuino con i vecchi sistemi: maneggio di denaro agli sportelli, reversali cartacee per il versamento in tesoreria, conti correnti prestampati da ritirare in sede, contanti per ritirare i buoni mensa e così via.
Il nuovo CAD, tra innovazioni ed occasioni mancate, è diventato comunque una realtà, anche se i suoi effetti si faranno sentire maggiormente nei prossimi mesi, e le sue disposizioni dovranno essere applicate anche dall'apparato giudiziario, il quale, a sua volta, ha visto l'estensione del processo digitale anche al rito amministrativo. Il digital first, l'abolizione della carta prevista per agosto, è stata rimandata e gli A4 imperverseranno negli uffici ancora per un po'.

L'arrivo del Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali dovrebbe introdurre la figura del Data Protection Officer e dovrebbe far ripensare procedure e misure di sicurezza, fisiche ed informatiche, ma entrerà in vigore soltanto nel 2018 e gli Enti pubblici non brillano per lungimiranza nell'attuare con anticipo le normative in arrivo.

Ma cosa dobbiamo allora attenderci per il 2017? Pur con tutti i condizionali possibili e sperando non intervengano inversioni ad U ad opera della politica, il prossimo anno dovrebbe portarci l'ANPR, l'anagrafe unica della popolazione, che consentirà di raggruppare in un'unica banca dati tutti i residenti in Italia e tutti gli italiani residenti all'estero. Permetterà di ottenere certificati in qualunque Comune d'Italia, eviterà noiose compilazioni di moduli ogni volta che si sposta la famiglia, limiterà errori e fastidi. Ammesso che funzioni secondo le aspettative! Il passaggio sarebbe dovuto avvenire nel 2016, speriamo che il 2017 sia l'anno buono: appena prima di Natale mi sono arrivati i lettori per le card che dovremo usare per autenticarci, segno che qualcosa si muove.

Il 2017 dovrebbe anche vedere - dopo oltre 20 anni di attesa - l'avvento della Carta d'Identità elettronica. Oltre ad essere in formato carta di credito, quindi più comoda da portarsi appresso, consentirà l'identificazione sul web, e permetterà di implementare lo SPID di terzo livello in modo diffuso. Attenzione, però: la sua emissione sarà simile a quella della patente, ovvero ci si recherà nel proprio Comune per registrare foto, firma ed impronte, e la si riceverà a casa dopo una settimana, poiché la stampa materiale sarà a cura della Zecca dello Stato. Chi aveva l'abitudine di suonare in Comune fuori orario con la macchina carica di bagagli a pietire un'emissione istantanea perché l'aereo già scaldava i motori dovrà imparare a controllare i documenti per tempo.

Dovrebbero poi essere emanate le nuove regole tecniche per una completa digitalizzazione degli iter, e si dovrebbe quindi partire con il documento digitale come unica fonte giuridicamente valida, mentre le stampe su carta avranno un residuale valore di copia.

Un capitolo a parte riguarda la sanità digitale, dalla forte connotazione regionale. Già nel 2016 alcune Regioni hanno visto nascere o diffondersi la ricetta elettronica, che consente di ritirare il farmaco in qualunque farmacia senza bisogno della ricetta firmata in originale dal medico, il quale la inserisce nel sistema in forma telematica. Pur con alcune limitazioni (occorre comunque una stampa, informale ma obbligatoria, della ricetta eventualmente ricevuta via mail, molti medici non sono in grado di gestire la posta elettronica, i farmaci non mutuabili necessitano di una ricetta classica) si tratta comunque di un passo avanti verso l'abolizione delle code per avere un farmaco ricorrente, mentre alcune ASL hanno già predisposto una cartella clinica visibile in modo condiviso, anche se a livello molto locale. Auguriamoci che il 2017 porti con sé la diffusione e la condivisione uniforme a livello nazionale di questi sistemi, parallelamente allo sviluppo di adeguate tecniche di sicurezza.

La conservazione sostitutiva obbligatoria si dovrà estendere a delibere, determine e contratti, ma l'augurio è che gli Enti decidano di applicarla a tutti i fascicoli digitali, non solo alle parti imposte dalla legge.
La fattura elettronica è già uno standard per la PA, mentre si dovrà via via estendere anche ai rapporti fra imprese.

Perché il digitale si affermi, tuttavia, è necessaria una premessa imprescindibile: che l'infrastruttura di rete sia adeguata! Come posso pensare di conservare in remoto le tavole grafiche del tecnico se in upload la mia ADSL mi consente 384 kB/s (teorici, naturalmente)? Come posso fornire un servizio digitale completo, magari qualche video di spiegazione ai cittadini, una modulistica compilabile direttamente online con un controllo automatico dei dati inseriti, se il mio server è limitato da una connessione antidiluviana?
E come posso pensare di gestire il passaggio al digitale se non è mai disponibile nemmeno un euro per un corso di formazione ed aggiornamento, o se ai pochi eventi gratuiti non si può partecipare perché la richiesta viene semplicemente ignorata? Forse al 2017 è questo che chiedo più intensamente: che il passaggio al digitale sia veramente supportato, dalle infrastrutture come dalla formazione; tutto il resto potrà arrivare di conseguenza.

Allora auguri a tutti: ai lettori, che con il loro entusiasmo e la loro competenza possano far arrivare le loro voci a chi produce le norme ed a chi deve metterle in pratica; al Legislatore, che possa accompagnare le buone intenzioni e le dichiarazioni di principio ad azioni concrete ed efficaci, anche se costano di più; alla nostra testata, perché possa crescere sempre ed accompagnare la trasformazione digitale della nostra società, con occhio attento ed un po' di ironia.
Auguri a tutti: che il 2017 sia sereno, prospero ed un pochino più informatizzato dell'anno che lo ha preceduto.

Diego Giorio
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47 Commenti alla Notizia Lasciapassare A38/ Tanti auguri telematici
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  • Per essere migliore, il 2017 dovrebbe vedere lo sterminio della razza umana.
    Chissà che dopo alcune migliaia o milioni id anni non salti fuori qualcosa di meglio di questa specie malata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ozono
    > Per essere migliore, il 2017 dovrebbe vedere lo
    > sterminio della razza
    > umana.

    Potresti dare il buon esempio suicidandoti.
  • Giù da un burrone in "groppa" alla sua panda rossa.
    non+autenticato
  • non capisco che fine ha fatto la moderazione su questo sito..
    - Scritto da: ozono+

    > Per essere migliore, il 2017 dovrebbe vedere lo
    > sterminio della razza
    > umana.
    > Chissà che dopo alcune migliaia o milioni id anni
    > non salti fuori qualcosa di meglio di questa
    > specie
    > malata.
  • Auguro che la PA e il legislatore capiscano la differenza tra contenuto e contenitore e quindi più xml e molto meno quasi nulla pdf
    non+autenticato
  • XML intendi quello standard pieno di implementazioni che non rispettano lo standard declinate con una lettera a caso seguirta da ml ? Allora si che siamo a postoTriste
    non+autenticato
  • No.
    Intendo metadati e informazione.

    Niente fotografie o contenuto binario ma solo le informazioni necessarie.
    non+autenticato
  • - La riforma del CAD ha drammaticamente indebolito i requisiti per l'utilizzo di programmi a codice aperto nella PA: il principio di preferenza rimane, ma il controllo preventivo dell'AGID è sparito, era l'unico vero "pungolo" per incentivarne l'uso

    - L'affidamento dello SPID ad aziende private non è un dettaglietto per pignoli, ma una cosa piuttosto grave, che ne mina la credibilità ed affidabilità: uno Stato serio non dà "in appalto" i dati identificativi dei cittadini. Forse è anche questa la ragione dei numeri per ora bassissimi di adesione al servizio

    - La Carta d'Identità elettronica se la faccia lei, io non do allo Stato le mie impronte, non sono un immigrato e non sono sotto inchiesta per stupro. Tra l'altro per la patente le impronte non sono necessarie, eppure ha anch'essa valore di documento d'identità. Ho di recente rinnovato la carta d'identità cartacea, me la tengo volentieri fino al 2026, è anche esteticamente più gradevole e non riporta l'orribile bandiera della ue


    Buon anno anche a lei, e le mie condoglianze per il risultato referendario e per il suo partito politico preferito, che si desume chiaramente dall'articolo.
    non+autenticato
  • A riprova che a volte è meglio tacere che togliere ogni dubbio, questo è un messaggio che avevo inviato ad un amico quando avevo aperto un sito di commento prima del referendum: "Un po' di installazione, due loghi e due articoletti tanto per partire. Così posso anche fare commenti per il no in forma anonima, visto che non mi posso schierare come ufficiale elettorale, quindi non mettere in giro la voce che dietro ci sono io. Se vuoi divertirti anche tu a fare il legislatore ti do l'accesso. Ciao"
  • - Scritto da: Diego Giorio
    > questo è un messaggio che
    > avevo inviato ad un amico quando avevo aperto un
    > sito di commento prima del referendum:


    D'accordo, va bene, avrà votato quel che le pare, anche perchè questo "messaggio ad un amico" è impossibile da verificare, quindi bisogna fidarsi per forza.

    Ma su tutto il resto nulla da dire? La chiosa del mio commento erano due righe ironiche, il resto era sul suo eccessivo entusiasmo in merito a CAD, SPID e Carta d'identità.
    non+autenticato
  • Questo era un pezzo che avevo definito “leggero” quando l’ho proposto in redazione, che voleva essere una carrellata delle variazioni dello scorso anno e di aspettative future, non voleva essere né la sede per un giudizio né aveva l’intento di sollevare polemiche in questa fine d’anno.
    Il mio pensiero l’avevo espresso in altri pezzi su questa ed altre testate, nonché nel corso della collaborazione con associazioni di software libero. Soprattutto non voleva essere un pezzo politico, anche perché mi definisco apartitico e, se qualcosa mi piace, mi piace anche se viene da qualcuno del quale non condivido la posizione generale, se non mi piace non mi piace anche se l’ha proposto un mio idolo (che peraltro non ho, né ho in vista nessuno che possa diventarlo).
    In sintesi:
    Cad. Anche a me ha dato un po’ fastidio la marcia indietro, dato che personalmente sarei per spingere in questa direzione. Tuttavia, vivendo la PA ed i suoi problemi, anche con riguardo al livello medio dei suoi operatori, credo sinceramente che un conto è la teoria, altro è la pratica. I problemi più urgenti, per come la vedo io, sono infrastrutture di rete, sicurezza (e consapevolezza a seguito di formazione), condivisione delle banche dati in modo controllato. Poi occorrerebbe obbligare i fornitori dei programmi specifici ad interfacciarsi con suite foss, oppure centralizzare a livello ministeriale la fornitura di programmi, in modo che i piccoli Enti non debbano piegarsi a logiche di mercato, non avendo sufficiente forza contrattuale per cambiarle. Già con l’ANPR, che, se funziona, mi vede molto favorevole, si è persa l’occasione di dare ai Comuni il software per farla funzionare.
    SPID Ribadisco che l’idea in sé la trovo ottima, ma, come ho avuto occasione di dire di persona ad uno dei padri, ovvero l’on Quintarelli, non mi piace l’implementazione, sia perchè il livello 2 su uno smartphone può essere hackerato in modo relativamente facile, ma soprattutto perché non accetto che siano TIM ed altri privati a prendersi in carico l’identificazione, che spetta invece ad autorità pubbliche, opinione detta en passant in questo pezzo, in modo più deciso in altri interventi, vedasi ad esempio e-privacy a Pisa.
    CDI elettronica. Sono stufo di vedere i sorrisetti degli stranieri quando gli consegno il nostro pezzo di carta, dato che Paesi molto più arretrati hanno la CDI elettronica da anni, quindi ben venga l’arrivo anche da noi. Personalmente le impronte le ho date alla visita di leva, per il passaporto, ce l’hanno gli Stati Uniti da quando ho avuto il visto di lavoro e la patente californiana. Non mi ricordo con certezza, ma mi sembra che ce l’abbiano anche i russi, in occasione di un viaggio. Oramai le mie sono nella banca dati, quindi ridarle non mi sposta la situazione. Sono d’accordo sul fatto l’art 35 DPR 445/00 dia validità a tutta una serie di documenti, per cui o si decide di metterle dappertutto, oppure è inutile raccoglierle. Non era questa la sede per aprire il dibattito, quindi mi sono limitato a far presente il vantaggio del formato, ma soprattutto la possibilità di implementare lo SPID3, ritornando a dare allo Stato il compito dell’identificazione ultima, e garantendo un livello di sicurezza decente negli accessi a siti sensibili. Poi staremo a vedere cosa succederà, al momento le informazioni ufficiali sulla nuova carta non sono complete.
    Auguro quindi di nuovo buon anno e vedremo cosa succederà per davvero nel 2017.
  • Sinceri auguri e complimenti per la professionaltà.

    Agli hater ci pensa Telebalasso:
    https://youtu.be/JH7zOVWxKl0
    non+autenticato
  • Mi spiace, ma anche a me non va bene per niente l'idea che il governo abbia i dati biometrici dei cittadini, c'è un limite a tutto. Ad esempio in Germania hanno la cartà d'identità elettronica, ma le impronte sono tuttora facoltative. Perchè mai in Italia le hanno rese obbligatorie?

    Quando rinnoverò la carta (scade tra sei mesi) chiederò quella cartacea. Quanto al passaporto, il mio è stato emesso nel 2009, prima che fosse obbligatorio fornire le impronte. Vale per altri due anni e me lo tengo stretto, anche se comunque vado raramente all'estero, e solo in vacanza. E comunque un caso particolare non può diventare una regola generale, non è che se uno ha dato impronte/iride/ecc... a mezzo mondo allora diventa "giusto" imporlo a tutti per legge.


    Auguri di Buon Anno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roberto
    > Mi spiace, ma anche a me non va bene per niente
    > l'idea che il governo abbia i dati biometrici dei
    > cittadini, c'è un limite a tutto. Ad esempio in
    > Germania hanno la cartà d'identità elettronica,
    > ma le impronte sono tuttora facoltative. Perchè
    > mai in Italia le hanno rese obbligatorie?
    >

    Perché l'impronta digitale può essere utile ma non è un dato così sensibile visto che le lasciamo ovunque. Non si parla di DNA o iride sa.

    >
    > Quando rinnoverò la carta (scade tra sei mesi)
    > chiederò quella cartacea. Quanto al passaporto,
    > il mio è stato emesso nel 2009, prima che fosse
    > obbligatorio fornire le impronte. Vale per altri
    > due anni e me lo tengo stretto, anche se comunque
    > vado raramente all'estero, e solo in vacanza. E
    > comunque un caso particolare non può diventare
    > una regola generale, non è che se uno ha dato
    > impronte/iride/ecc... a mezzo mondo allora
    > diventa "giusto" imporlo a tutti per
    > legge.
    >

    A chi ha dato l'iride lei mi scusi? Le impronte, lo ripeto, le lasciamo in giro sempre
    non+autenticato
  • - Scritto da: madeche
    > Le impronte,
    > lo ripeto, le lasciamo in giro
    > sempre


    Le lasciamo ovunque, ma senza metterci sopra il nome, a differenza di quanto avviene nella carta d'identità elettronica. Che ne sa lei di chi ha usato la tazzina del caffè lasciata sul tavolino di un bar? Accenda il cervello prima di fare obiezioni, caro anonimo impiegato statale.
    non+autenticato
  • >
    > Le lasciamo ovunque, ma senza metterci sopra
    > il nome
    , a differenza di quanto avviene nella
    > carta d'identità elettronica.

    Quindi in concreto di cosa ha paura? che le rubino la carta di identità e... (rullo di tamburo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: madeche
    > Quindi in concreto di cosa ha paura? che le
    > rubino la carta di identità e... (rullo di
    > tamburo)

    Che la parte più stupida e pericolosa della popolazione vinca concorsi pubblici - dopo essere stata rigettata dal settore privato - e finisca per gestire i miei dati biometrici e le mie informazioni private.

    Direi che i suoi messaggi sono la dimostrazione più cristallina della fondatezza di tale timore.
    non+autenticato
  • > Che la parte più stupida e pericolosa della
    > popolazione vinca concorsi pubblici - dopo essere
    > stata rigettata dal settore privato - e finisca
    > per gestire i miei dati biometrici e le mie
    > informazioni
    > private.
    >

    Scusi, quali informazioni? Già adesso le gestiscono le sue informazioni. Nel caso specifico dell'impronta tra l'altro, al momento non ci sono db centralizzati, sono conservate solo nella carta.

    > Direi che i suoi messaggi sono la dimostrazione
    > più cristallina della fondatezza di tale
    > timore.

    Ma quindi lei è un altro che si preoccupa delle persone, non è tanto il fatto dell'impronta allora ma CHI le gstisce vero? infatti a gente tipo apple o samsung le dà volentieri le impronte, e chissà dove le conservano...
    complimenti
    non+autenticato
  • bastardi, ma sinceri! Occhiolino
    e speriamo che il venditore di ammazzateon torni a prendere lo stipendio a casa sua, perche' qui a gratis non e' servito a nulla, anzi a spendere di piu' si' Triste
    non+autenticato