Gaia Bottà

Vodafone, 1 milione per il mese più corto

L'AGCM ha decretato che l'operatore ha messo in atto pratiche aggressive nei confronti degli utenti dei servizi di telefonia fissa e mobile, inducendolo ad accettare la rimodulazione, pena il pagamento in blocco di rate residue e corrispettivi per il recesso anticipato

Roma - Accorciare il periodo di rinnovo delle offerte per i servizi di telefonia, trasformando il canonico mese in quattro settimane è una pratica ampiamente adottata dagli operatori, pratica che non sfugge all'analisi delle autorità. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Vodafone per un milione di euro, giudicato che l'imposizione unilaterale del passaggio da 30 a 28 giorni del periodo di rinnovo è stata praticata senza tenere conto delle garanzie che spettano al consumatore.

Le operazioni messe in atto da Vodafone, oggetto di segnalazione da parte di consumatori tra marzo e maggio 2016 e prese in esame dal Garante, riguardano offerte di telefonia e dati mobile, e offerte di servizi di telefonia fissa. Nonostante la campagna informativa pubblicizzasse il cambio di regime come un adattamento che avrebbe lasciato "invariati" i "costi e contenuti dell'offerta", l'utente si sarebbe trovato a dover pagare circa una mensilità in più all'anno, e il tentativo di recedere dall'offerta si sarebbe scontrato con l'imposizione del saldo in blocco di tutte le rate residue per il costo di attivazione del servizio di telefonia fissa o per l'acquisto di smartphone, tablet o chiavette USB dati abbinati all'offerta mobile, nonché dell'eventuale corrispettivo per il recesso anticipato (offerte mobili in abbonamento e offerta fissa Dual Pay).

Vodafone ha difeso le proprie operazioni di rimodulazione in via unilaterale del periodo contrattuale e ritiene che al consumatore sia stato dato un congruo preavviso, siano state fornite informazioni complete e che all'utente, informato fin da principio delle condizioni della rateizzazione, sia stato assicurato l'esercizio del diritto di recesso dal contratto senza penali né oneri di disattivazione.
L'AGCM non ha avuto nulla da ridire sulle modalità con cui l'operatore ha informato i propri utenti ma ha rilevato che la richiesta di pagamento in blocco per i consumatori che decidessero di non accettare la rimodulazione comporta "un aggravio economico per il cliente" capace di determinare "gli estremi di una coercizione o di un indebito condizionamento idoneo a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore (...) facendogli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso".

A contribuire a decretare "aggressiva" la condotta di Vodafone, soprattutto in ambito mobile, c'è poi l'osservazione del contesto del mercato e le altre attività istruttorie avviate nei confronti di TIM, Wind e H3G. "A partire dal mese di marzo 2015 (...) è stata notevolmente limitata la possibilità di poter reperire sul mercato offerte diverse rispetto a quelle strutturate sulla base di 28 giorni - riferisce l'authority - con la conseguenza di vanificare la ratio sottesa all'esercizio del diritto di recesso nel caso di mancata accettazione di modifiche contrattuali": il consumatore verrebbe così scoraggiato dal recedere dal contratto anche sulla base dello scenario di mercato, evidentemente preso in considerazione da Vodafone nello scegliere di operare la rimodulazione della durata di rinnovo delle offerte.

L'AGCM ha così scelto di irrogare una doppia sanzione nei confronti dell'operatore, per un totale di 1 milione di euro: sia per i comportamenti adottati nei confronti degli utenti mobile, sia per i comportamenti adottati nei confronti degli utenti dei contratti di telefonia fissa, la sanzione è stata fissata a 400mila euro, più 100mila euro derivate dalla "circostanza aggravante" del fatto che Vodafone sia già stata colpita da altri provvedimenti per pratiche commerciali scorrette.

Gaia Bottà
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12 Commenti alla Notizia Vodafone, 1 milione per il mese più corto
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  • d'altra parte sono messi apposta li a controllare il nulla ed essere persino stipendiati per fare il gioco di queste multinazionali ladre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: AxAx
    > d'altra parte sono messi apposta li a controllare
    > il nulla ed essere persino stipendiati per fare
    > il gioco di queste multinazionali
    > ladre.

    Già, chi comanda sono sempre i soldi..
    non+autenticato
  • Scusa ma è tutto come da copione...

    Il problema è a monte, quello che tutti chiamano neoliberismo economico.

    Ossia lasciare il mercato libero di fare tutte le porcate che vuole tanto poi ci penserà la "mano invisibile" a regolarlo.

    Oppure le persone che devono smettere di comprare quei servizi. E quindi richiedere alla gente sacrifici o azioni che limitino il potere delle aziende truffaldine.

    Il primo problema è la "mano invisibile" essendo invisibile nessuno l'ha mai vista, ma ironia a parte, la sua esistenza è stata più volte scientificamente smentita.
    Ossia la scienza macroeconomica ha visto come il mercato può essere distorto e sfruttato a favore delle aziende. E quindi nessuna ipotetica "mano invisibile" lo sistemerà.

    Poi c'è il fine lavoro di propaganda e indottrinamento, la gente non è unita e solidale e non consuma consapevolmente, tranne quella piccola percentuale che per le aziende non è significativa.
    Siamo stati zombificati, viviamo come morti viventi, spauriti, ed ormai dediti alla sola ricerca di cosa mettere in pentola il giorno dopo, o alla ricerca di godimento personale mordi e fuggi. Come se non dovessimo morire mai in una specie di eterno presente.

    Ma il bello è che ci saranno milioni di voi pronti a venire a difendere questo schifo di sistema, convinti che sia il meno peggio o il migliore dei mondi possibili, quando invece è il peggiore, e ci sono strutture politiche ed economiche infinitamente migliori, e no, non sto parlando del comunismo.

    Quindi, se questo schifo lo volete anche voi, perché poi dovremmo applaudire a queste iniziative inutili e insufficienti che sono dimostrazione che il sistema neoliberista la fa da padrone e lascia alla gente solo una minima parvenza che il sistema delle sanzioni ci sia e funzioni?

    Un esempio come tanti, nel 1992 ci fu uno scandalo perché Ciampi mise mano nei conti correnti della gente prelevando una piccola parte dei loro risparmi.

    Oggi invece si fottono fino al 7 per mille con la tassa sui conti correnti con depositi superiori ai 5000 euro. Ma nessuno si è mai accorto ed ha protestato.
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    Modificato dall' autore il 02 gennaio 2017 14.31
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    iRoby
    8344
  • Visto che quelle cifre fanno solo il solletico a questi ladri in conbutta con chi li dovrebbe controllare, e quindi il gioco vale la candela, e ci aggiungo pure il portacandela.

    Perché non iniziamo noi? Un bell' inizio sarebbe non usare gli apparecchi per un mese, o almeno usarli solo in caso di necessità.

    Altrimenti paghiamo e zitti!


    Vedo mio malgrado che c'è gente che visto che si tengono(rubano)2€ invece di ricaricare 10euri mensili ne ricaricano 20€.

    Personalmente sto consigliando ai miei coetanei(nonni), che caricano 5euri alla volta(ogni uno due mesi), di non ricaricare più se non prima della scadenza dei 12mesi. E usare il cell esclusivamente per farsi chiamare dai propri figli, oppure di lanciare il cell appresso a qualche politico.Sorride

    Spiego il perché, con la ruberia dei 2€ alla settimana o mensili, quando debbono fare qualche chiamata(visto che mediamente fanno due tre chiamate mensili quando ne abusano) scoprono di ritrovarsi con il credito prosciugato. Cosi caricano il loro credito esclusivamente per le ruberie di queste aziende ladre con autorizzazione!!Indiavolato
    non+autenticato
  • hahahaha 1 milione di euro per la Vodafone, sono briciole.... Saranno ben contenti di pagare, e di continuare la loro pratica, come nulla fosse.
    non+autenticato
  • Delle due l'una: o si costringono gli operatori a ripristinare le tariffe precedenti, o a scontare le tariffe degli utenti per i giorni che mancano.
    Una multa che non va minimamente nelle tasche della parte lesa, è un appropriazione indebita da parte di AGCOM.
    Inoltre c'è un altra pratica scorretta: inserire servizi non richiesti a pagamento, che fanno gonfiare la tariffa finchè l'utente non li disattiva.
    Ma sembra che all'AGCOM nessuno paghi il contratto telefonico di tasca propria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rico
    > Delle due l'una: o si costringono gli operatori a
    > ripristinare le tariffe precedenti, o a scontare
    > le tariffe degli utenti per i giorni che
    > mancano.
    > Una multa che non va minimamente nelle tasche
    > della parte lesa, è un appropriazione indebita da
    > parte di
    > AGCOM.
    > Inoltre c'è un altra pratica scorretta: inserire
    > servizi non richiesti a pagamento, che fanno
    > gonfiare la tariffa finchè l'utente non li
    > disattiva.
    > Ma sembra che all'AGCOM nessuno paghi il
    > contratto telefonico di tasca
    > propria.

    Hai perfettamente ragione, la cifra per Vodafone è irrisoria, inoltre i soldi vanno a finire nelle tasche dell'AGCOM. Risultato per l'utente? Nessuno.
    Che schifo.
    non+autenticato
  • e gli altri operatori?
    non+autenticato
  • Mi risulta che Telecom sia uno dei pochi che non lo fa: un mese è un mese, per loro.

    Se lavorassi da quelle parti, non mancherei di metterlo bene in evidenza...
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