Luca Annunziata

Opera Neon, questo il futuro dei browser?

Esperimento o alpha, si tratta di un modo molto diverso per affrontare il Web. Interfaccia inedita, codice ancora instabile sia su Mac che su Windows

Milano - un nuovo modo di affrontare i marosi del World Wide Web, con una interfaccia essenziale e alcune funzioni offerte di serie che traghettano Opera nel XXI secolo. un'iniziativa interessante il nuovo Neon, un esperimento per ripensare per intero l'esperienza di navigazione all'interno di una finestra. Con alcune funzioni che ormai gli utenti danno per scontate, magari fornite attraverso un plugin, e il tentativo di rendere più nuaturale la fruizione dei contenuti multimediali.



da un po' in effetti che non si vedono cambiamenti significativi alle caratteristiche dei browser: la spinta offerta da Chrome, che da quando Google l'ha fatto debuttare ha convinto la concorrenza a snellire l'interfaccia e migliorare le performance, si è esaurita in questi anni. Ci sono stati dei tentativi per portare delle innovazioni, come ad esempio Vivaldi che è frutto proprio di un team di "fuoriusciti" da Opera: ma nessuno dei principali produttori di browser, con forse solo l'eccezione di Microsoft con Edge, ha realmente provato a svincolarsi dal vecchio paradigma delle finestre - al più ridotte a schede.
Neon di Opera è qualcosa di diverso, non tanto (o non solo) per una questione estetica: soprattutto è differente la gestione dei contenuti multimediali, intercettati dal browser stesso all'interno della pagina e controllabili per esempio per l'audio o la riproduzione di un video con un apposito pulsante flottante che compare in alto a sinistra della pagina stessa. Neon è anche in grado di separare la riproduzione di un video dalla visione della pagina per intero: in un certo senso è come se Neon fosse un desktop sul quale le varie pagine sono le applicazioni disponibili, e si può quindi tenere in un piccolo riquadro un video (YouTube, ma non solo) in esecuzione mentre si naviga su un altro contenuto.

opera neon


Non mancano i bug nel codice, e qualche arresto imprevisto è da mettere in conto. Così come ci sono alcune limitazioni all'interfaccia, visto che non è proprio intuitivo comprendere come affiancare due schede (alla maniera di Safari su iOS, per intenderci) o dove andare a pescare di volta in volta i riferimenti per le schede aperte e in che ordine. Sono però evidenti problemi di gioventù che potrebbero essere risolti: ci sono anche delle qualità come l'ad-block integrato, una gestione intelligente e ordinata delle schermate catturate durante la navigazione e più in generale una certa pulizia dell'interfaccia. Anche la gestione dei preferiti è molto diversa: ce ne sono una serie forniti di default all'apertura, ma le icone flottanti a mano a mano vengono aggiornate automaticamente per comprendere i siti più visitati.

Opera Neon, come detto, è un esperimento: ciò nonostante alcune delle sue caratteristiche saranno traghettate nella versione ufficiale di Opera già a partire da quest'anno. Per ora l'azienda, oggi di proprietà cinese, non si sbilancia nel chiarire cosa e quando: ma assistere a una nuova rincorsa nel panorama dei browser, per arricchirne le funzioni e migliorare l'interfaccia, non sarebbe affatto una cattiva notizia. La versione preliminare di test di Opera Neon è disponibile per Windows e Mac a questo indirizzo.

Luca Annunziata
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