Luca Annunziata

Antitrust multa Wind per il teleselling

All'Authority non piace il modo nel quale l'azienda ha siglato contratti a mezzo telefono. Multa anche per il sovrapprezzo per chi paga a mezzo bollettino postale

Milano - L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di multare Wind Telecomunicazioni Spa per "pratiche commerciali scorrette". Al centro del provvedimento, contenuto nell'ultimo bollettino settimanale di AGCM, le procedure di vendita dei servizi per mezzo telefonico e il sovrapprezzo una-tantum richiesto ai clienti che hanno deciso di pagare le bollette a mezzo bollettino postale. L'importo complessivo della sanzione è di 450mila euro.

Due diverse istruttorie, quindi. La prima è partita da alcune segnalazioni ricevute nel 2015 e 2016, relative alla vendita di servizi fissi e mobili a mezzo di telefonate rivolte a clienti e potenziali clienti dell'operatore. Contratti perfezionati a mezzo telefono, una procedura prevista dal Codice del Consumo che tuttavia secondo AGCM non è stato pienamente rispettato. Mancava la conferma scritta, mancavano le pezze d'appoggio per chiarire al consumatore finale le condizioni contrattuali e fargliele sottoscrivere. Non basta, secondo AGCM, la registrazione della conversazione: occorre che sia prodotto anche un documento scritto e firmato per confermare l'accettazione e perfezionare correttamente il contratto.

Discorso diverso per ciò che riguarda il pagamento tramite bollettino del conto telefonico. In questo caso Wind ha previsto un pagamento di un'addizionale una-tantum (16,13 euro) per chi optasse per questa opzione: ma si tratta di un sovrapprezzo contrario ancora una volta alle disposizioni del Codice del Consumo, che esclude la maggiorazione di prezzo nel caso in cui si opti per uno strumento di pagamento tra i diversi offerti.
Nel corso dell'istruttoria Wind ha proposto una sorta di concertazione per andare incontro alle obiezioni sollevate da AGCM: proposte respinte dall'authority, che ha invece preferito punire con una doppia sazione pecuniaria poiché ha ritenuto insufficienti le proposte di Wind e corroborate dalle prove raccolte nel corso dell'istruttoria le segnalazioni ricevute. Nel primo caso si tratta di un vero e proprio problema procedurale: il bollettino scende nei dettagli di come la prassi adottata da Wind non sia stata ritenuta congrua e come ora abbia provveduto a renderla consona al Codice. Nel secondo caso, AGCM ha ritenuto che i costi addotti da Wind per giustificare il sovrapprezzo non giustificassero il pagamento della una-tantum: il pagamento a mezzo addebito bancario (SEPA) prevedono costi analoghi ma nessun sovrapprezzo.

Le due sanzioni, rispettivamente di 200mila e 250mila euro, sono state quindi comminate e a Wind è stato imposto di modificare le sue procedure interne per rispettare a pieno il Codice del Consumo.

Luca Annunziata
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