Pierluigi Sandonnini

I conti di Netflix superano le attese

Chiuso il quarto trimestre con 7 milioni di nuovi utenti e ricavi in crescita di oltre il 30 per cento rispetto al 2015. Premiati gli investimenti in nuove serie TV

Roma - Netflix sembra aver superato la crisi che l'aveva investita alla metà del 2016, quando il numero di nuove attivazioni non era andato oltre 1,7 milioni, contro i 2,5 milioni previsti. I dati del quarto trimestre dimostrano invece che la TV via Internet fa registrare un altro inesorabile balzo in avanti, con un record di abbonati: 93,8 milioni a livello globale e utili superiori alle stime.

Per la piattaforma, quello concluso è stato il trimestre "con più attivazioni nette della nostra storia sia negli Stati Uniti che a livello internazionale". Particolarmente fruttuosi sono stati gli ultimi tre mesi dell'anno, durante i quali Netflix ha aggiunto 7 milioni di nuovi utenti a livello globale contro la previsione di 5,2 milioni (1,93 milioni negli Stati Uniti contro una previsione di 1,45 milioni). Attualmente, oltre il 47 per cento degli utenti di Netflix si trova al di fuori degli USA. La crescita "è stata geograficamente molto ampia, in quanto i contenuti originali Netflix vengono ben accolti in tutto il mondo". Il tumultuoso aumento di utenti non è destinato a fermarsi: nel primo trimestre 2017, Netflix prevede 5,2 milioni di nuove attivazioni (1,5 milioni negli Stati Uniti e 3,7 milioni nel resto del mondo).

"Il prossimo decennio sarà ancora più sorprendente e tumultuoso, dal momento che la tv via Internet soppianterà la tv via cavo", ha dichiarato la società che gestisce la piattaforma nella sua lettera di presentazione dei risultati finanziari agli investitori. "Non puntiamo a spingere i margini troppo rapidamente, ma possiamo assicurare che stiamo investendo in modo aggressivo, sebbene continuiamo a guidare la tv via internet in tutto il mondo".
Questi lusinghieri risultati, che hanno stravolto i dati deludenti del secondo trimestre, si devono alle scelte effettuate negli ultimi mesi dalla piattaforma, che ha puntato sui contenuti di alta qualità tra i quali nuove serie auto-prodotte: "The Crown", la terza stagione di "Black Mirror", "Gilmore Girls: A Year in the Life", "Trollhunters" e "The OA". Serie che, afferma Netflix nella lettera, "continuano a generare entusiasmo in tutto il mondo". Nel 2017 la piattaforma di streaming investirà nei contenuti 6 miliardi di dollari.

Nell'esercizio 2016, i ricavi da streaming a livello globale sono stati 8,3 miliardi di dollari (+35 per cento), le nuove attivazioni 19 milioni, contro 17,4 del 2015. Nel solo quarto trimestre il fatturato dello streaming è cresciuto del 41 per cento, raggiungendo quota 2,4 miliardi: l'utile operativo ammonta a 154 milioni, contro i 125 previsti, mentre l'utile netto è di 67 milioni, rispetto alla previsione di 56. L'EBITDA vale 212 milioni di dollari. In questo contesto positivo, l'unico neo è ancora il flusso di cassa. Nel quarto trimestre è stato di -639 milioni, contro i -276 del 2015 e i -506 del terzo trimestre 2016. "L'aumento della negatività - spiega la società - è dovuto principalmente alla tempistica di pagamento per i contenuti che si unisce alla crescente lista di originali auto-prodotti". Insomma, produrre contenuti propri impegna molti investimenti e, ammette Netflix, crea "qualche problema nelle nostre esigenze di cassa".

Per il 2017 Netflix si aspetta un flusso di cassa negativo di circa 2 miliardi di dollari, contro 1,7 del 2016, con un miglioramento a partire dal primo trimestre. La società pensa di finanziarsi attraverso il mercato obbligazionario.

L'incessante crescita del numero di utenti mondiali, che ha portato Netflix a sfiorare i 100 milioni di abbonati, rende il futuro della società insensibile alla prospettiva di nuove decisioni rispetto alla net neutrality, così come annunciato dall'amministrazione Trump. "L'indebolimento delle leggi americane sulla net neutrality - si legge nella lettera - se dovesse avvenire avrebbe scarse probabilità di toccare materialmente i nostri margini nazionali o la qualità del servizio, poiché attualmente siamo abbastanza popolari tra i consumatori per mantenere stabili le nostre relazioni con gli internet provider".

Pierluigi Sandonnini