Intel i820: bug mai scoperto

L'ormai ultra famoso bug del chipset i820 in realtà non è mai stato trovato da Intel, ma la stessa casa dice che con due soli slot RDRAM "dovrebbe" funzionare

Palo Alto (USA) - Chi ha seguito tutta la vicenda del chipset più sfortunato della storia, l'i820 (nome in codice Camino), saprà che Intel lo ha rimesso sul mercato proprio all'inizio di questa settimana considerando la faccenda risolta. Peccato che, come già annunciato da Punto Informatico, le nuove schede madri Intel che utilizzano tale chipset siano arrivate con solo due slot RIMM (per moduli di memoria RDRAM), contro i canonici tre dei precedenti modelli.

La rivista The Register, parlando con alcuni responsabili di Intel, ha appurato che questa scelta non è stata casuale ma motivata dal fatto che in realtà Intel non è mai riuscita ad arrivare alla radice del bug: essa ha notato, dopo numerosi test, che l'errore si presentava solo in concomitanza con schede madri che mettevano a disposizione tre slot RDIMM.

Nemmeno Intel però potrebbe mettere la mano sul fuoco sul fatto che il problema non si manifesterà mai con nessuna scheda madre al mondo, anche se dotata di due soli slot RDIMM.
Comunque, fiduciosa nei suoi test, Intel afferma placidamente che il fatto di disporre di due soli slot invece che tre non altera assolutamente l'espansibilità massima della memoria, che resta di 512 MB. Il terzo slot, sostiene Intel, serviva solo per fornire maggiore flessibilità agli utenti per quanto riguarda il taglio dei moduli RDRAM.

Bene: ma se l'utente ha perso qualcosa (oltre alla fiducia...), perché ora dovrebbe pagare per il chipset incriminato lo stesso prezzo di prima?