Luca Annunziata

Zuckerberg e il guanto Oculus per la realtà virtuale

Il CEO di Facebook visita i laboratori di ricerca e sviluppo della sua sussidiaria per la VR. E prova in anteprima un nuovo tipo di interfaccia

Milano - Chi ha qualche anno in più non potrà non ripensare ai mitici Nintendo Power Glove, controller in anticipo di 30 anni che tanto ha significato nell'immaginario di chi oggi si ritrova finalmente davvero ad avere a che fare con realtà virtuale e interfacce di nuova generazione. Finalmente si passa da immaginazione a realtà, come dimostra la visita di Mark Zuckerberg nei laboratori di Oculus: è lì che il CEO di Facebook, che Oculus l'ha acquisita, ha potuto provare alcuni dei prodotti sviluppati dalla sua azienda.



Mark è volato a Redmond (sì, la stessa Redmond dove ha sede Microsoft), e lì ha visitato i lab di Oculus e ha provato gli Oculus Glove: un guanto dotato di qualche tipo di sistema di cattura del movimento, probabilmente ottico a giudicare dalle immagini, e che lo stesso Zuckerberg spiega che può essere usato per "disegnare, scrivere su una tastiera virtuale, sparare ragnatele come Spider Man". Di fatto è una vera e propria interfaccia naturale, che usa i movimenti delle dita combinati con le immagini proiettate nel visore Oculus Rift per generare una immersione completa nell'universo alternativo creato al computer.
Quello che conta è che Oculus stia lavorando a nuovi meccanismi di interazione con il proprio hardware: un visore da solo non basta, e i controller come gamepad e simili sono limitanti. Anche i guanti stessi sono di fatto una limitazione: per creare una vera interfaccia naturale si dovrebbe permettere agli utenti di poter semplicemente usare le proprie mani nell'ambiente virtuale/aumentato, ma probabilmente sarà necessario passare attraverso diversi stadi di evoluzione per giungere a quella che sarà la forma finale (almeno per le prime generazioni) del concetto stesso di ambiente virtuale generato al computer.

Ci sono molti segnali che della realtà virtuale, o aumentata, continueremo a sentir parlare molto a lungo. Lo dimostrano anche le parole di Tim Cook, CEO di Apple, che ha ribadito l'interesse della sua azienda per l'argomento: quello che era un sogno negli anni 80 e 90 del ventesimo secolo è diventato realtà, oggi, grazie alle capacità racchiuse negli smartphone. Dispositivi tascabili con dentro tutto quello che serve per creare e fruire di un certo tipo di contenuti: fotocamera, schermo ad alta risoluzione, potenza di calcolo e connettività da tenere in palmo di mano. Per ora Cook non si sbilancia, ma Apple lavora a questo tipo di tecnologia: il fatto stesso che ne parli costituisce un'implicita conferma che nel futuro della Mela ci sarà la realtà virtuale.

Luca Annunziata
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