Pierluigi Sandonnini

Facebook, le metriche saranno certificate

Il social network affida all'ente governativo Media Rating Council la verifica dei dati che vengono comunicati periodicamente agli investitori, in particolare sugli spot video. Un modo per riparare allo scivoloni del passato

Roma - Facebook corre ai ripari dopo i ripetuti episodi di metriche gonfiate o alterate che si sono ripetuti nel corso dell'anno passato. In un comunicato, pubblicato sul sito ufficiale, l'azienda annuncia di avere commissionato un audit al Media Rating Council (MRC, ente che dal 1960 fa parte del Congresso degli Stati Uniti, per verificare l'accuratezza delle informazioni che vengono comunicate ai partner commerciali.

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"Stiamo lavorando a stretto contatto con i responsabili marketing per comprendere le loro esigenze di misurazione su argomenti chiave come reach, attribuzione, demografia dell'audience, ascesa del brand, vendite offline e misurazioni sulle app mobile. Continuiamo ad allargare le verifiche indipendenti: ora abbiamo 24 partner di terze parti".

Facebook ha annunciato anche che entro la fine di quest'anno sarà fornita maggiore scelta agli inserzionisti con tre nuove opzioni di acquisto per le pubblicità video su Facebook, Instagram e Audience Network. Le nuove opzioni sono:
- acquisto vista completata: gli investitori pagheranno solo per gli spot video che sono stati visti per intero per una qualsiasi durata fino a 10 secondi;
- acquisto due-secondi: in accordo con gli standard video di MRC, si pagherà solo se almeno il 50 per cento dei pixel di una pubblicità sia stato visto per almeno due secondi di seguito;
- acquisto con il suono acceso: gli investitori avranno la possibilità di acquistare le pubblicità con il suono acceso.
"Siamo fiduciosi che queste nuove opzioni, combinate con le migliori pratiche creative per mobile, aiuteranno a distribuire pubblicità video ben confezionate a un maggior numero di persone, che le guarderanno e agiranno", si legge ancora nel comunicato di Facebook.

Il social network fa capire chiaramente di voler fornire dati in maniera trasparente e responsabile. "Inizieremo fornendo specifiche viste e dati di durata per le pubblicità mostrate, fino ad arrivare a fornire il tempo misurato in millisecondi durante il quale una pubblicità è rimasta sullo schermo, al 100 o al 50 per cento", garantiscono da Menlo Park.

Pierluigi Sandonnini

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